La giornata odierna si profila ad alto rischio meteo sul Nord Italia, dove l’atmosfera tornerà a caricarsi di energia in un contesto ancora più favorevole allo sviluppo di fenomeni intensi rispetto alle 24 ore precedenti. A fare la differenza non sarà tanto la quantità di energia disponibile, quanto l’aumento deciso del wind shear, ovvero della variazione dei venti con la quota, insieme alla possibilità per i temporali di raggiungere altezze maggiori. Una combinazione che, in meteorologia, rappresenta un vero e proprio “innesco” per la formazione di strutture temporalesche organizzate e potenzialmente pericolose.
Nel corso della giornata, infatti, una massa d’aria calda, umida e instabile resterà confinata a sud delle Alpi, pronta a ‘reagire’ al passaggio di correnti più fresche in quota. I primi temporali sono attesi tra l’est della Lombardia e il Veneto, per poi estendersi rapidamente verso il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, seguendo linee di convergenza e forzanti orografiche tipiche dell’area.

Nella fase iniziale, i temporali potrebbero svilupparsi in modo isolato, assumendo caratteristiche di supercelle: sistemi altamente organizzati, in grado di produrre grandine di grandi dimensioni, localmente anche superiore ai 3-5 cm di diametro. Successivamente, con il passare delle ore, è probabile una graduale unione delle celle temporalesche in strutture più estese, fino allo sviluppo di veri e propri sistemi convettivi a mesoscala.
In questa fase, il pericolo maggiore sarà rappresentato dal vento: raffiche violente e distruttive potranno associarsi ai temporali, in particolare tra il tardo pomeriggio e la sera. In questo lasso di tempo, la ventilazione nei bassi strati aumenterà, favorendo il trasferimento di energia verso il suolo.
C’è anche un altro fattore da monitorare con la massima attenzione: il rischio tornado. Pur trattandosi di eventi isolati, le trombe d’aria potrebbero svilupparsi lungo le zone di convergenza tra masse d’aria differenti. Sotto osservazione speciale è la fascia tra la pianura e l’alto Adriatico: qui lo ‘scontro’ tra le brezze marine e i forti venti in quota può far ruotare l’aria nei bassi strati, creando le condizioni ideali per la nascita di questi vortici. Se dovessero formarsi supercelle persistenti, ovvero temporali a carattere rotatorio particolarmente longevi, non si escludono fenomeni violenti e di forte intensità.
Resta ancora una certa incertezza sulla localizzazione esatta dei fenomeni più intensi. Alcuni modelli fisico-matematici convergono su un coinvolgimento maggiore delle aree interne tra Lombardia orientale e Veneto centrale, mentre altri spostano il focus verso le zone costiere e il nord Adriatico, fino alla Slovenia e all’Istria.
Molto dipenderà da dove sorgeranno i primi temporali: uno sviluppo precoce e isolato favorirebbe una fase più marcata di supercelle, mentre un’attivazione più tardiva e diffusa porterebbe rapidamente a sistemi temporaleschi organizzati con prevalente rischio di vento forte.
In ogni caso, tra la Pianura Padana orientale e l’alto Adriatico si concentrano le condizioni più favorevoli per fenomeni severi, in una giornata che potrebbe rivelarsi tra le più dinamiche e insidiose di questo inizio estate.
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