Nel corso della giornata di ieri, 8 giugno, violenti temporali hanno colpito la provincia di Torino tra la bassa val Susa e la val Sangone con raffiche di vento lineare talora tempestose, note come downburst. Uno in particolare, segnalato nei pressi di Nichelino (TO), ha provocato diversi disagi, caduta di alberi e tanta paura, come e possibile osservare dal video pubblicato da Meteo in Piemonte. Trovarsi nel bel mezzo di un downburst significa essere investiti da una vera e propria ‘esplosione‘ (da qui la traduzione letterale del termine, ossia ‘scoppio verso il basso‘), capace in pochi minuti di ribaltare auto, provocare la caduta di alberi e scoperchiare tetti. È una delle esperienze più estreme che si possano vivere durante un severo temporale, spesso scambiata a torto per una tromba d’aria.
Immaginate un temporale di straordinaria violenza che si avvicina, con un muro di pioggia e nubi scure che sembrano calare di colpo sulla città. All’interno di quella nube temporalesca, una massa d’aria fredda e pesante inizia a precipitare violentemente verso il basso, trascinando con sé pioggia e talvolta grandine.
Quando questa colonna d’aria raggiunge il suolo, si schianta come appunto uno ‘scoppio verso il basso‘, da qui il termine downburst, e si espande rapidamente in tutte le direzioni, generando raffiche lineari che possono superare facilmente i 100 km/h. Per chi si trova all’aperto, l’effetto è impressionante: nel giro di pochi secondi il vento passa da sostenuto a furioso, con oggetti trascinati via, rami che volano, cartelloni e strutture leggere che crollano. È il momento in cui, come si sente dire nel video in questione, ‘porta via tutto‘: un’espressione che descrive bene la rapidità con cui la scena può trasformarsi in caos. La visibilità crolla per la pioggia che cade quasi orizzontalmente, l’aria si riempie di detriti e muoversi o guidare diventa estremamente pericoloso.
A differenza di un tornado, qui non c’è un vortice ben definito che ‘aspira’ verso l’alto, ma una spinta orizzontale che schiaccia e spinge gli oggetti lungo una direzione prevalente, con danni distribuiti ‘a ventaglio‘ attorno al punto d’impatto del vento. Proprio questa dinamica rende spesso il downburst ancora più subdolo: arriva all’improvviso, colpisce aree relativamente ristrette ma in modo violento, e tende a essere sottovalutato perché non mostra la classica ‘forma a cono‘ della tromba d’aria.
Per chi lo vive in prima persona, però, la differenza è puramente tecnica: la sensazione è quella di trovarsi dentro una tempesta capace, davvero, di spazzare via tutto in un attimo.


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