E’ una serata di forte maltempo tra Calabria e Sicilia. Nello Stretto di Messina, un bellissimo cumulonembo al tramonto ha dato spettacolo con fulminazioni meravigliose ad oltre 10 mila metri di altezza, intorno all’incudine temporalesca. Contemporaneamente, un forte temporale si sta abbattendo sulla piana di Gioia Tauro dove sono in corso veri e propri nubifragi: nell’ultima ora di rilevamenti meteorologici sono caduti 18mm di pioggia a Molochio, 17mm a Polistena, 10mm a Giffone, 8mm a Cittanova, 5mm a Sinopoli e a Santa Cristina d’Aspromonte, 3mm ad Antonimina, Ciminà e, 2mm a Taurianova e a Platì. In molte località (come Melicucco) è caduta persino la grandine. Il temporale è molto intenso e si dirige verso l’Aspromonte e a breve colpirà Gambarie arrivando, come raramente accade, da Nord/Est. Nella quiete serale con assenza di venti, il rimbombo dei tuoni è continuo e si sente benissimo persino dal capoluogo, da Reggio Calabria, in riva allo Stretto.
Sotto i colpi dei nubifragi, la temperatura è crollata addirittura a +17°C a Cittanova, dove sembra pieno autunno. Ben 12°C in meno rispetto ai +29°C attuali di Reggio Calabria, dove nonostante i forti tuoni che si susseguono da questa mattina per i temporali del circondario, non ha ancora piovuto oggi in città.
Spaventose le fotografie del temporale a Melicucco, inviate a MeteoWeb da Francesco Calcopietro:
Il cumulonembo mozzafiato sullo Stretto di Messina con saette a 10 mila metri di altitudine
Il meraviglioso spettacolo andato in scena oggi al tramonto sullo Stretto di Messina affonda le sue radici in un preciso e affascinante meccanismo termodinamico, innescato proprio dal profilo aspro dei Monti Peloritani. Tutto è iniziato durante le ore più calde della giornata, quando il sole ha picchiato duramente sui rilievi montuosi alle spalle della città di Messina. La roccia e il terreno dei Peloritani – così come accaduto in questi ultimi giorni in tutti i rilievi circostanti – si sono riscaldati molto più rapidamente rispetto alle fredde acque del mare circostante, trasformando i pendii in una vera e propria rampa di lancio termica. L’aria a contatto con il suolo surriscaldato diventa calda, leggera e instabile, iniziando a salire verticalmente verso l’alto come una mongolfiera invisibile. Questo fenomeno, amplificato dal sollevamento forzato dell’aria che impatta contro i rilievi (l’effetto orografico), prende il nome di convezione.
Mentre questa gigantesca massa d’aria invisibile guadagna quota, incontra temperature sempre più basse. A un certo punto, l’umidità raccolta sopra lo Stretto condensa, trasformandosi in minuscole goccioline d’acqua e dando vita alla base della nuvola. È qui che avviene la magia energetica: il passaggio da vapore a liquido rilascia calore latente nell’atmosfera, che funge da vero e proprio carburante interno per la nube, spingendo la colonna d’aria a salire ancora più velocemente verso lo spazio. La nube cresce a dismisura in senso verticale, trasformandosi nel maestoso cumulonembo che ha dominato il panorama di questa sera.
I cumulonembi generati dai Peloritani oggi sono stati centinaia, in rapida successione dalle 10:30 del mattino fino al tramonto.
La spettacolare forma a incudine che si nota nettamente nelle immagini di questa sera, nella fotogallery scorrevole in alto a corredo dell’articolo, testimonia il momento esatto in cui questa spinta ascensionale ha esaurito la sua forza. Attorno ai 10 o 12 chilometri di quota, la cima della nube ha impattato contro la tropopausa, un invisibile “soffitto” termico oltre il quale l’aria smette di raffreddarsi con l’altezza. Trovandosi di fronte a un muro insormontabile, la corrente non ha potuto fare altro che deviare bruscamente di lato, espandendosi orizzontalmente. Questa parte terminale è composta interamente da aghi e cristalli di ghiaccio finissimi, che conferiscono all’incudine quel tipico aspetto liscio, quasi setoso e sfilacciato sui bordi, che si contrappone alle protuberanze ribollenti e dense del corpo inferiore.
A coronare questo capolavoro della fisica atmosferica ci ha pensato la luce radente del tramonto di oggi. Quando il sole si abbassa all’orizzonte, i suoi raggi devono attraversare uno spessore di atmosfera molto più ampio prima di raggiungerci. Questo lungo viaggio disperde le frequenze della luce blu, lasciando passare indisturbate solo le lunghezze d’onda del rosso, dell’arancione e del rosa.

Il cumulonembo, svettando altissimo nel cielo, ha intercettato questi ultimi caldi raggi solari che ormai non illuminavano più il suolo. La luce ha baciato le masse di ghiaccio dell’incudine, accendendole di quella spettacolare sfumatura dorata e rosata che contrasta magnificamente con l’azzurro crepuscolare del cielo circostante. Un’istantanea perfetta di energia, dinamismo e bellezza naturale.
La ciliegina sulla torta, le ripetute saette e le fulminazioni sull’incudine a 10 mila metri di altitudine hanno attirato lo sguardo di tanti curiosi, che vedevano queste saette nel cielo azzurro al tramonto intorno alla nube come se fosse il pennacchio di un’eruzione vulcanica. Che spettacolo!

Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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