Una presenza non annunciata ha caratterizzato la giornata conclusiva del Raduno del 3° Raggruppamento ANA Triveneto a Gemona del Friuli, nel cuore delle celebrazioni dedicate al 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivato a metà mattina tra la folla, accolta da applausi, cori e manifestazioni di affetto lungo le strade del paese vestito a festa. La visita, annunciata poco prima tramite una nota di Palazzo Chigi e dal ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, si è inserita nel clima celebrativo del raduno delle penne nere, che ha visto la partecipazione di oltre 30mila persone secondo gli organizzatori.
Il significato della presenza istituzionale nel 50° anniversario del sisma
Nel corso della sua partecipazione, il premier ha spiegato il senso della sua presenza in un contesto profondamente legato alla memoria collettiva del territorio friulano e al ruolo degli Alpini nella ricostruzione e nel sostegno alle comunità colpite dal sisma del 1976. Giorgia Meloni ha dichiarato: “ho pensato che fosse doveroso” essere presente all’evento, aggiungendo successivamente: “diciamo che avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale”. Il premier ha scelto di non soffermarsi sulle polemiche internazionali delle ultime ore, concentrandosi invece sul valore simbolico della giornata e sull’omaggio alle forze associative degli Alpini, sottolineando come la visita rappresenti “un’occasione per ringraziarli”.
L’omaggio agli Alpini e la consegna dell’onorificenza
Momento centrale della giornata è stata la consegna al presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero dell’Onorificenza di Cavaliere di Gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica. Sul palco delle autorità, il presidente del Consiglio ha salutato partecipanti e rappresentanti istituzionali, scattando anche selfie e interagendo con il pubblico presente. La sfilata delle penne nere è proseguita tra gli applausi, con la premier che ha percorso anche un tratto del corteo. Il significato del ruolo degli Alpini è stato ribadito dalla stessa Meloni, che ha affermato: “gli alpini sono una certezza e per le istituzioni avere questo genere di certezze fa assolutamente la differenza”. Sebastiano Favero, nel ringraziare per l’onorificenza, ha sottolineato il valore operativo e umano del Corpo: “al servizio quando serve, in qualsiasi momento, senza mai chiedersi perché, ma soprattutto per dare gratuitamente e per essere sempre presenti nelle emergenze”.
Le istituzioni regionali e il valore della memoria del Friuli
La giornata ha visto anche la partecipazione di rappresentanti istituzionali del territorio, che hanno rimarcato il valore storico e identitario del raduno nel contesto delle celebrazioni per il terremoto del Friuli 1976. Il ministro Luca Ciriani ha evidenziato come la presenza della premier rappresenti “gli alpini nel momento del bisogno ci sono sempre stati” e abbia costituito “un grande straordinario omaggio alla storia del Friuli, degli alpini e del terremoto”. L’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia Barbara Zilli ha sottolineato il valore della coesione tra comunità locali e associazione alpina affermando: “mettere insieme i friulani e gli alpini significa fare una cosa più perfetta”.
Il passaggio di consegne e la partecipazione delle regioni
Durante il raduno si è svolto anche il tradizionale momento della “Stecca” tra la sezione ANA di Gemona e quella di Treviso, che organizzerà la prossima adunata. Alla cerimonia ha preso parte anche il presidente del Veneto Alberto Stefani, che ha dichiarato: “gli alpini sono un orgoglio straordinario per la storia che rappresentano, ma anche per il futuro”. La manifestazione ha così rafforzato il legame tra le diverse sezioni del Triveneto, in un passaggio simbolico che unisce territori e tradizioni sotto il segno delle penne nere.
Gemona tra memoria, festa e orgoglio nazionale
La giornata si è conclusa tra musica, sfilate e bandiere tricolore lungo le strade di Gemona del Friuli, trasformata in un grande palcoscenico di partecipazione popolare. Il centro storico ha accolto migliaia di persone, tra bande musicali e momenti di aggregazione che hanno accompagnato la conclusione del raduno. La visita del presidente del Consiglio ha aggiunto ulteriore significato a una giornata già fortemente simbolica, legata alla memoria del terremoto del Friuli 1976 e al ruolo storico degli Alpini nella ricostruzione e nella vita delle comunità locali. Anche sui social, il premier ha voluto ringraziare per l’accoglienza con un messaggio corredato da un cuore e dalla bandiera tricolore, sintetizzando lo spirito della giornata in un gesto di riconoscenza pubblica.


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