Una seconda intensa avvezione di aria molto calda di matrice nord-africana sta per colpire l’Europa, alimentando anomalie termiche fino a +8/+12°C a 850 hPa su vaste aree del vecchio continente. Il risultato sarà un nuovo picco di caldo estremo, con temperature che sul nord della Germania potrebbero sfiorare i +40°C nel corso del prossimo weekend. Questo tipo di configurazione è tipico delle fasi di blocco anticiclonico: aria stabile in quota, subsidenza e compressione adiabatica favoriscono un rapido aumento delle temperature al suolo, con condizioni sempre più roventi e persistenti.
Ma mentre l’Europa centrale si prepara a un’ondata di caldo notevole, a quasi 2000 km di distanza si osserva una dinamica completamente diversa. Tra la Turchia nord-orientale e il Mar Nero, un nocciolo di aria fredda mantiene le temperature ben al di sotto delle medie stagionali.

Sui rilievi degli altopiani turchi, queste condizioni potrebbero ancora favorire addirittura condizioni meteo prettamente invernali, con possibili rovesci nevosi: un contrasto estremo che evidenzia come, all’interno dello stesso pattern sinottico, possano coesistere condizioni decisamente opposte. Si tratta di un esempio emblematico di climate whiplash, ossia il rapido passaggio tra estremi termici, sempre più frequente in un contesto climatico che vede l’aumento delle temperature medie amplificare le ondate di calore, mentre riduce progressivamente la durata e la frequenza delle fasi fredde, soprattutto alle quote medio-alte.
C’è da aggiungere che il confine tra la massa d’aria rovente sull’Europa centrale e quella molto più fredda sull’Europa orientale crea un forte gradiente termico orizzontale. Lungo questa linea di ‘separazione’ potranno svilupparsi estese e violente linee temporalesche, con rischio di fenomeni localmente severi, grandine e forti raffiche di vento.


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