L’ondata di caldo estremo che sta interessando l’Europa non accenna a diminuire e continuerà a far registrare valori decisamente elevati anche nel corso dei prossimi giorni. Le temperature resteranno molto alte su Francia, Germania occidentale e Italia centro-settentrionale almeno fino a domenica, con condizioni di forte disagio bioclimatico soprattutto nelle aree urbane. Anche tra Inghilterra e Galles il caldo si manterrà insolitamente intenso fino a venerdì, con anomalie termiche significative rispetto alle medie del periodo. Successivamente, tra giovedì e l’inizio della prossima settimana, il cuore dell’ondata di calore tenderà a spostarsi verso l’Europa centrale e orientale. Germania orientale, Cechia, Austria e Polonia vedranno infatti un’ulteriore intensificazione delle temperature, con valori nuovamente sopra le medie del periodo.
Dal punto di vista sinottico, la persistenza del caldo è legata alla presenza di un robusto promontorio anticiclonico in media troposfera, associato a una vera e propria cupola di calore centrata sull’Europa occidentale. Questa configurazione sta determinando diffuse anomalie positive di geopotenziale a 500 hPa, favorendo subsidenza atmosferica, cieli sereni e un ulteriore accumulo di calore nei bassi strati.
Nonostante il dominio anticiclonico, c’è da dire che le zone alpine, appenniniche e a tratti le pianure del nord Italia potrebbero vedere temporali di calore anche intensi, con rischio di grandine e forti raffiche di vento: fenomeni troppo irregolari per ‘spegnere’ il caldo, ma abbastanza severi da creare problemi in poco tempo.

Al momento i modelli fisico-matematici non mostrano ancora una vera e propria via d’uscita dal caldo: la cupola anticiclonica dovrebbe insistere fino a fine giugno, con solo brevi pause legate a temporali di calore o lievi cali termici. Solo a cavallo tra inizio luglio e la prima parte del mese si intravedono, nei cluster a più lunga scadenza, i primi segnali di un possibile indebolimento dell’alta pressione, uno scenario però ancora tutto da confermare.
Se, però, dopo tutto questo caldo arrivasse davvero un fronte freddo dal nord Atlantico, il cambiamento si farebbe sentire in modo piuttosto brusco. L’aria più fresca andrebbe ad interagire con la bolla d’aria rovente presente da giorni, creando le condizioni per temporali anche molto forti, con rovesci di forte intensità, grandinate e violente raffiche di vento.
Subito dopo il passaggio del fronte le temperature scenderebbero in modo sensibile: le massime calerebbero di diversi gradi e l’afa si attenuerebbe, soprattutto di notte, con la possibilità di un sonno finalmente più confortevole nelle città. Molto dipenderebbe però da come si muoverebbe la perturbazione: se la circolazione atlantica restasse attiva, potremmo vivere alcuni giorni più dinamici, tra pause più fresche e nuovi richiami di aria calda; se invece il passaggio fosse rapido, l’alta pressione subtropicale potrebbe tornare a rinforzarsi e riportare un’altra fase di caldo, magari meno estremo ma ancora superiore alle medie stagionali.


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