Meteo, Heat Dome senza precedenti sull’Europa: oltre +40°C, record demoliti e ora cresce il rischio di fenomeni meteo estremi

La gigantesca cupola di calore continua a spingere temperature eccezionali su gran parte del continente. Dopo i record infranti in Francia, Germania e Benelux, aumentano anche i rischi per salute, incendi e violenti temporali ai margini dell'anticiclone

Ormai è da qualche giorno che lo ripetiamo, ma è sempre utile ricordarlo: una robusta ‘Heat Dome’ (cupola di calore) senza precedenti sta investendo l’Europa, con temperature oltre i +40°C in diversi Paesi e record relativi al mese di giugno letteralmente ‘demoliti’ in Germania, Francia, Benelux, Svizzera e Regno Unito. Questa ondata di caldo di fine giugno è tra le più estreme mai osservate, con impatti pesanti su salute, ambiente, agricoltura e rischio incendi.

Una Heat Dome è una coriacea struttura di alta pressione che resta stabile per diversi giorni intrappolando calore e umidità insidiosi e creando così le condizioni meteo che da giorni attanagliano l’Europa. L’aria in discesa si comprime progressivamente avvicinandosi al suolo, facendo impennare sia la pressione che le temperature. L’instaurarsi di un forte blocco anticiclonico genera un’intensa ondata di calore sul territorio. Il rialzo della pressione e delle temperature trasforma l’intera area in una vera e propria fornace, causando giornate torride, notti tropicali e anomalie termiche persistenti. In questa fase, la figura di alta pressione ad Omega determina quindi un blocco persistente sull’Europa, dando origine a una delle ondate di calore più eccezionali degli ultimi decenni.

Temperature massime 28 giugno Europa

Negli ultimi giorni la ‘Heat Dome’ ha spazzato via diversi record di giugno e, in alcuni casi, anche i record assoluti di temperatura massima. In Francia sono stati battuti numerosi record locali, con massime oltre i +40°C e una media nazionale eccezionale intorno ai +30°C. In Germania si sono registrati valori che hanno raggiunto i +41/+42°C, anche qui con nuovi record nazionali, mentre anche Benelux e Svizzera hanno sperimentato condizioni di caldo intensissimo. Il Regno Unito ha dovuto affrontare allerta di livello massimo e giornate consecutive con valori che hanno sfiorato i quaranta gradi, accompagnate da notti tropicali che hanno impedito un adeguato refrigerio.

Il mix di temperature oltre i +40°C, umidità elevata e conseguenti notti tropicali aumenta in modo drastico il rischio per la salute umana. L’organismo ha difficoltà a dissipare il calore incamerato, in particolar modo senza l’ausilio di aria condizionata e in case che agiscono come ‘serbatoi termici’, conservando le temperature elevate anche durante la notte. Le persone anziane, i bambini, chi soffre di patologie cardiovascolari e respiratorie, i lavoratori all’aperto e chi vive in grandi aree urbane sono tra le categorie più vulnerabili.

Indice di calore

La temperatura percepita, che deriva dalla combinazione di caldo e umidità, può far avvertire il clima molto più rovente rispetto al valore reale: a +35°C con afa elevata, il corpo avverte un calore vicino ai +45/+50°C. Questo aumenta notevolmente il rischio di stress termico, disidratazione, problemi cardiaci e respiratori. Molte città europee hanno segnalato più accessi in ospedale e problemi di gestione dell’emergenza, aggravati dall’inadeguatezza dei sistemi di aria condizionata nelle case per affrontare queste ondate di caldo.

L’ondata di calore estremo sta flagellando anche il territorio e gli ecosistemi. La dispersione idrica per evaporazione aumenta, i terreni si inaridiscono rapidamente e le coltivazioni subiscono un forte disidratazione da calore, con conseguenze negative su raccolti, standard produttivi ed equilibrio degli ecosistemi agricoli e naturali. La vegetazione soffre, perde fogliame e riduce la propria capacità di resistere a ulteriori eventi estremi.

Al contempo, il mix di aria secca e temperature record alimenta incendi fulminei e indomabili, minacciando direttamente boschi e colline. Diversi Paesi europei hanno innalzato il livello di allerta per gli incendi boschivi, con scenari che ricordano sempre più da vicino ciò che viene osservato abitualmente in aree come Mediterraneo, nord Africa o Stati Uniti occidentali. La concomitanza di siccità, ondate di calore e raffiche di vento può fare degenerare in fretta un principio d’incendio in un vasto rogo, minacciando boschi, infrastrutture e centri abitati.

Fortunatamente la fase più estrema dell’ondata di caldo ha già colpito duramente Francia, Benelux e parte della Germania occidentale, ma la ‘Heat Dome’ non è ancora del tutto sconfitta. Nei prossimi giorni il nucleo più caldo si sposterà verso l’Europa centrale e orientale, portando temperature ancora molto elevate su Germania orientale, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Paesi baltici.

Tra domani e martedì, nel frattempo, sono previsti valori localmente oltre i +40/+42°C in alcune zone dell’Europa centrale, mentre il caldo intenso, con massime poco sotto o intorno ai +40°C, interesserà Croazia, Serbia, Romania e Ucraina occidentale. Le pianure e i grandi centri urbani sono esposti al rischio di affrontare diverse giornate consecutive caratterizzate da temperature estreme, con la possibilità di raggiungere nuovi massimi storici a livello locale. Con l’inizio del mese di luglio si profila un progressivo affievolimento dell’ondata di caldo, tuttavia le temperature torride accumulate, la siccità e la sofferenza della vegetazione manterranno elevato il pericolo di roghi e le conseguenze su ecosistema e agricoltura anche nelle settimane successive.

Questa severa fase di caldo è un segnale evidente di quanto le ondate di calore stiano diventando più frequenti, intense e durature in Europa. Il vecchio continente, infatti, è tra le aree del pianeta che si stanno riscaldando più rapidamente, e questo aumenta la probabilità di eventi estremi come quello in corso. Attenzione però alle conseguenze, ossia i fenomeni estremi ai margini delle grandi strutture anticicloniche. Il contatto tra aria molto calda e masse d’aria più fresche e umide può infatti innescare violenti temporali e grandinate devastanti che rappresentano l’altro volto, altrettanto pericoloso, di una stagione dominata dagli estremi.