“C’è stata o no l’ondata di caldo in Sicilia? Ieri a Palermo 41 gradi percepiti, e oggi la situazione non cambia“. L’interrogativo di una nostra lettrice fotografa una reale condizione di forte disagio fisico, ma solleva un nodo centrale: lo scollamento tra la percezione soggettiva e le rilevazioni scientifiche dei termometri. Se guardiamo alle temperature massime registrate a Palermo negli ultimi quindici giorni, il quadro è abbastanza lineare. Nella prima parte del periodo le massime si sono mantenute fra circa +27/29°C, valori sostanzialmente vicini alle medie stagionali di giugno per la città. Nella seconda parte si è osservato un progressivo riscaldamento: le massime si sono portate intorno ai +30/+32°C, con un picco di +33,8°C il 29 giugno e un valore di +31,9°C oggi 30 giugno. Ne emerge un modesto sopramedia di giusto 1-2°C, con caldo via via più pronunciato e fastidioso, ma ancora entro un range compatibile con la fine di giugno e lontano dai picchi estremi che la Sicilia sperimenta di solito tra fine giugno, luglio e agosto.
La chiave per rispondere alla lettrice sta nella frase “41 gradi di temperatura percepita“. Questo numero non coincide con la temperatura reale misurata dalle stazioni meteorologiche, bensì con un indice di calore utilizzato da app e siti meteo per rappresentare il disagio fisiologico. Quando l’aria è umida, la ventilazione scarsa e il caldo stagnante, il corpo fatica a raffreddarsi attraverso la sudorazione e la sensazione termica può risultare molto più pesante del semplice valore del termometro. Per questo, a fronte di massime reali intorno ai +30/+32°C, i cosiddetti indici di ‘feels like’ o ‘temperatura percepita’ possono spingersi verso +38/+41°C, traducendo il disagio in un numero comprensibile a tutti, ma non in una misura fisica.
Dal punto di vista meteorologico, però, l’ondata di caldo si definisce sulla base di criteri oggettivi: intensità dell’anomalia rispetto alle medie locali, durata dell’episodio e, spesso, prossimità ai valori estremi storici. In questo caso, le massime di Palermo mostrano sì un aumento graduale e un caldo leggermente sopra la norma del mese di giugno, ma non raggiungono né mantengono a lungo livelli tipici di un’ondata di caldo severa. Non siamo davanti a quei giorni consecutivi oltre +35/+38°C che caratterizzano gli episodi più temuti dell’estate siciliana, né a un evento davvero eccezionale in termini statistici.
La risposta più corretta, quindi, è che negli ultimi giorni Palermo ha vissuto un caldo leggermente più intenso e afoso rispetto al normale mese di giugno, con condizioni che sulla pelle possono essere percepite quasi come un’ondata di caldo, ma che dai dati ufficiali non rientrano nei parametri di un episodio estremo paragonabile alle grandi ondate di luglio e agosto. I “41 gradi percepiti“ raccontano quanto il caldo pesi sul corpo, non quanto si sia alzata la colonnina di mercurio.
È proprio in questa distinzione fra percezione e misurazione che si gioca la corretta interpretazione dei fenomeni meteorologici: possiamo sentirci “a +40°C“ anche quando la temperatura reale è di +30/+32°C, ma soltanto l’analisi delle serie storiche ci permette di capire se siamo di fronte a un evento davvero estremo oppure a un episodio di caldo fastidioso ma fisiologico nel contesto della stagione.


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