La strada verso la Luna passa anche per l’Italia e per l’Europa, portando con sé un carico di emozioni, responsabilità e ambizioni che segnano una nuova era dell’esplorazione umana. A fare da portavoce a questo storico traguardo è l’astronauta italiano Luca Parmitano, il quale, in una lunga e appassionata intervista rilasciata all’agenzia di stampa Adnkronos, ha condiviso tutti i retroscena e le sensazioni vissute dopo l’ufficializzazione della sua partecipazione alla prestigiosa missione Artemis III della NASA. Dalla finta riunione organizzata per svelare la squadra, fino alle prospettive future per l’accesso indipendente allo Spazio da parte dell’ESA, Parmitano offre uno sguardo privilegiato su un progetto destinato a cambiare la storia. Accanto a 3 colleghi statunitensi, l’astronauta si prepara a vivere un’avventura completamente diversa dalle sue 2 precedenti esperienze a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, confermando come la passione e la dedizione non abbiano mai smesso di essere il carburante principale per il suo successo.
La finta riunione e l’emozione per il traguardo raggiunto
La conferma dell’inclusione nell’equipaggio ha avuto i contorni di una vera e propria sorpresa organizzata ad arte. All’Adnkronos, l’astronauta racconta: “Mi è arrivata poco più di 1 settimana fa; sono stato chiamato nell’ufficio del mio capo con il pretesto di una riunione, che avevo in agenda con un titolo ‘falso’. Quando sono entrato c’erano i miei colleghi. Ci ha osservati e ha detto: ‘Guardatevi intorno, questo è l’equipaggio di Artemis III’. È stato un momento veramente bello per incontrare il mio equipaggio, tutte persone che ovviamente conosco, con le quali ho collaborato in un modo o nell’altro“.
Alla presentazione ufficiale della NASA, Parmitano ha sottolineato come le figlie, la moglie e la famiglia intera rappresentino il suo vero carburante. “Sono contentissimi, sono orgogliosi. Erano lì in sala ed è per questo che ho pensato che il mio ringraziamento più grande andasse a loro“, ha ribadito.
La nuova avventura porterà sfide inedite, ben distanti dalle routine operative a cui era abituato in orbita terrestre bassa: “Stiamo parlando di un contesto completamente diverso da quello della Stazione Spaziale Internazionale, dove era relativamente facile avere una sequenza prevedibile di lanci e partecipazioni per i vari paesi dell’ESA, per i vari astronauti del corpo. Questo è un progetto completamente nuovo, con cui dobbiamo ancora prendere confidenza, e il senso di responsabilità è assolutamente diverso“.
Un incarico così prestigioso, tuttavia, non preclude ulteriori ambizioni future. “In questo momento ho davanti una missione per la quale ho molto sperato, in realtà in altre interviste negli ultimi anni ho parlato della missione Artemis III come l’equivalente della missione Apollo 9, che magari è poco conosciuta al grande pubblico, ma per un pilota sperimentatore è uno dei momenti più alti possibili“, spiega Parmitano all’Adnkronos. “E quindi è un sogno che si avvera quello di essere scelto come pilota della missione Artemis III. Non ho mai rinunciato a un sogno e non metto limiti al possibile“.
L’Italia, l’ESA e la spinta verso l’indipendenza nello Spazio
Il coinvolgimento del nostro Paese nella corsa spaziale è un tema centrale e di grande attualità. “Le dichiarazioni di poche settimane fa del governo e dell’ASI sul fatto che l’Italia vuole essere al centro dell’esplorazione con la costruzione dei moduli di superficie rappresentano un segnale estremamente positivo“, evidenzia l’astronauta. I segnali lanciati dall’Italia certificano infatti “la volontà di esserci e la volontà di essere, insieme all’Agenzia Spaziale Europea, un partner sul quale si possa contare con i suoi mezzi, con le sue università, con le sue industrie e con i suoi astronauti“.
Sul riavvicinamento tra le due grandi agenzie spaziali, Parmitano chiarisce la situazione attuale: “Le 2 cose non si escludono, e l’avvicinamento c’è già stato“. Poi aggiunge un dettaglio importante sui dialoghi internazionali: “Abbiamo visto qui a Houston il Dg dell’ESA Josef Aschbacher parlare con Jared Isaacman della NASA del futuro contributo europeo al programma Artemis III; stiamo dimostrando di essere dei partner sui quali contare e sappiamo anche di avere un pezzo di tecnologia che è indispensabile, il modulo di servizio europeo, e altri che arriveranno per le fasi più avanzate come i lander e così via“.
Eppure, l’ambizione europea deve spingersi oltre la cooperazione. “Allo stesso tempo se vogliamo essere in grado, come europei, di contribuire con valori, collaborazione, cooperazione e per il bene di tutti, dobbiamo avere la capacità di un accesso indipendente allo Spazio ed è questo che proporremo ai nostri paesi membri forti delle nostre competenze“, ha evidenziato Parmitano.
L’equipaggio e il futuro delle donne al comando
Il dialogo ha toccato anche le dinamiche interne alla nuova squadra e l’assenza di figure femminili nell’attuale formazione, un tema sollevato nelle ore immediatamente successive all’annuncio ufficiale. Parmitano guarda avanti con assoluta serenità: “Non mi sorprenderebbe affatto se nella prossima missione Artemis vedessimo un equipaggio guidato da colleghe donne“.
L’astronauta ha quindi raccontato i retroscena di quel confronto: “È stato chiesto al nostro equipaggio se siamo consapevoli del fatto di essere tutti uomini e che non ci sia una donna. Onestamente sono rimasto molto sorpreso“. La sua risposta chiarisce il contesto operativo in cui si muovono oggi le agenzie spaziali: “Innanzitutto perché abbiamo un ottimo livello di diversity. E poi io vengo da una missione in cui avevo a bordo 2 colleghe, di cui una è adesso a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, pronta a prendere il comando fra poco. Ed è appena rientrata una missione dove il comandante e il pilota erano 2 colleghe americane. E sta per partirne un’altra“.
Un traguardo per spingersi oltre ogni limite
L’avventura di Parmitano verso la Luna segna un passo fondamentale per l’intera comunità scientifica e un momento di profondo orgoglio per l’Italia e l’Europa. Con lo sguardo costantemente rivolto al Sistema Solare e la piena consapevolezza delle sfide future nello Spazio, questa impresa traccia una rotta inedita per l’esplorazione umana. Un viaggio straordinario che, prendendo in prestito la visione dello stesso astronauta, continua a vivere di traguardi ambiziosi e del desiderio costante di rendere possibile l’impossibile.


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