L’Italia punta a riaprire il percorso verso il nuovo nucleare, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale, ridurre la dipendenza dall’estero e accompagnare lo sviluppo delle fonti rinnovabili. A indicare tempi e prospettive è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a Roma in occasione dell’evento “Energia, la sfida”, promosso dal quotidiano romano Il Tempo e dedicato ai temi della sicurezza degli approvvigionamenti, della diversificazione delle fonti, della sostenibilità e della tutela dei consumatori.
Intervistato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, Pichetto ha sottolineato la centralità della delega sul nucleare di nuova generazione nel percorso energetico del Paese.
Pichetto Fratin: tecnologie nuove e integrate con le rinnovabili
Il ministro ha evidenziato la distanza tra le tecnologie del passato e quelle oggi al centro della discussione politica ed energetica. Secondo Pichetto, il percorso intrapreso dall’Italia non riguarda un ritorno ai vecchi modelli, ma l’apertura a impianti innovativi, più piccoli e pensati per convivere con la crescita delle energie rinnovabili.
“Con la delega sul nucleare l’Italia potrà produrre energia attraverso tecnologie di nuova generazione, profondamente diverse rispetto a quelle del passato e pensate per integrarsi con lo sviluppo delle fonti rinnovabili”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, in occasione dell’evento “Energia, la sfida” promosso a Roma dal quotidiano romano sulla sicurezza degli approvvigionamenti, diversificazione delle fonti, sostenibilità e la tutela dei consumatori.
La linea indicata dal ministro mette al centro il tema della continuità nella produzione di energia elettrica, considerato un elemento decisivo per sostenere la transizione energetica. Il nuovo nucleare viene presentato come una tecnologia in grado di affiancare le fonti rinnovabili, compensandone l’intermittenza e contribuendo alla stabilità del sistema elettrico.
Sicurezza energetica e dipendenza dall’estero al centro della strategia
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di Pichetto riguarda la necessità di ridurre la vulnerabilità dell’Italia sul piano energetico. Il ministro ha collegato il rilancio del nucleare innovativo alla necessità di diminuire l’esposizione del Paese alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche.
“Il nostro Paese ha bisogno di rafforzare la propria sicurezza energetica e di ridurre una dipendenza dall’estero che oggi ci espone a forti vulnerabilità, sia sul piano economico sia su quello geopolitico- ha spiegato Pichetto- Per questo l’obiettivo è completare entro la fine dell’anno il quadro normativo e i decreti attuativi necessari a consentire una valutazione concreta e consapevole delle opportunità offerte dal nuovo nucleare”.
Il completamento del quadro normativo e dei decreti attuativi rappresenta quindi il primo passaggio operativo per consentire una valutazione delle opportunità offerte dal nuovo nucleare in Italia. La posizione del ministro conferma l’intenzione del governo di costruire una cornice regolatoria entro tempi definiti, così da rendere possibile una discussione concreta sugli impianti e sulle tecnologie disponibili.
Prime autorizzazioni entro fine decennio
Il ministro ha poi indicato una possibile tabella di marcia. Se il percorso procederà secondo i tempi previsti, le prime autorizzazioni potranno arrivare entro la fine del decennio. L’avvio delle prime produzioni è invece collocato nella prima metà degli anni Trenta.
Se il percorso procederà secondo i tempi previsti “le prime autorizzazioni potranno arrivare entro la fine del decennio, con l’avvio delle prime produzioni nella prima metà degli anni Trenta- ha aggiunto Pichetto- Parliamo di impianti più piccoli, innovativi e sicuri, che potranno contribuire a garantire continuità nella produzione di energia elettrica e accompagnare la crescita delle rinnovabili. È una sfida strategica per il futuro del Paese, che punta a coniugare competitività, sostenibilità ambientale e tutela del sistema produttivo, offrendo a famiglie e imprese energia più stabile e a costi più sostenibili”.
Il riferimento a impianti più piccoli, innovativi e sicuri è uno degli elementi centrali della posizione espressa da Pichetto. La prospettiva delineata dal ministro guarda a tecnologie capaci di contribuire alla stabilità energetica del Paese, in un quadro in cui la crescita delle rinnovabili resta un pilastro della transizione, ma necessita di strumenti in grado di garantire continuità e sicurezza nella produzione.
Energia stabile e costi sostenibili per famiglie e imprese
Nel ragionamento del ministro, il nuovo nucleare viene inserito in una strategia più ampia che punta a coniugare competitività, sostenibilità ambientale e tutela del sistema produttivo. L’obiettivo indicato è offrire a famiglie e imprese energia più stabile e a costi più sostenibili, riducendo al tempo stesso la dipendenza da forniture estere e rafforzando la resilienza del sistema nazionale.
Il tema dei costi dell’energia resta uno dei nodi più sensibili per il sistema economico italiano. La prospettiva di una produzione più stabile viene collegata alla possibilità di sostenere la competitività delle imprese e di garantire maggiore prevedibilità alle famiglie, in un contesto segnato negli ultimi anni da forti oscillazioni dei prezzi e da nuove priorità legate alla sicurezza degli approvvigionamenti.
La sfida energetica tra approvvigionamenti, diversificazione e sostenibilità
L’evento “Energia, la sfida” ha posto al centro del confronto i grandi dossier della politica energetica italiana: la sicurezza degli approvvigionamenti, la diversificazione delle fonti, la sostenibilità e la tutela dei consumatori. In questo scenario, l’intervento di Pichetto ha delineato il ruolo che il governo intende attribuire al nucleare di nuova generazione come possibile componente del futuro mix energetico nazionale.
La strategia indicata non viene presentata come alternativa alle fonti rinnovabili, ma come un’integrazione destinata ad accompagnarne lo sviluppo. La continuità della produzione elettrica, la riduzione della dipendenza dall’estero e la stabilità dei costi sono i tre assi principali richiamati dal ministro nel definire la cornice della sfida energetica dei prossimi anni.
All’evento anche Enilive, Enel e Renexia
All’incontro promosso a Roma da Il Tempo hanno preso parte anche rappresentanti di alcune realtà centrali nel panorama energetico nazionale. All’evento hanno partecipato Stefano Ballista, Amministratore Delegato Enilive; Edoardo De Luca, Head of Central Affairs di ENEL S.p.A.; e Andrea Porchera, Responsabile Relazioni Istituzionali e Comunicazione di Renexia.
La presenza di operatori del settore ha confermato il rilievo del confronto sulla futura strategia energetica italiana, in un momento in cui il Paese è chiamato a bilanciare sicurezza degli approvvigionamenti, transizione ambientale, stabilità dei costi e competitività del sistema produttivo.


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