Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è intervenuto all’evento “Da Fermi al futuro” alle OGR di Torino affrontando diversi temi legati alla politica energetica italiana ed europea. Al centro del suo intervento, la prospettiva di un nuovo referendum sul nucleare tra il 2028 e il 2029, il percorso legislativo del disegno di legge sul ritorno all’energia nucleare e le relative garanzie di trasparenza e partecipazione democratica. Il Ministro ha inoltre toccato questioni internazionali legate allo Stretto di Hormuz e al mercato energetico globale, insieme alle misure sui carburanti e alla situazione degli stoccaggi di gas in vista delle prossime stagioni.
Un nuovo referendum sul nucleare “lo do per scontato nel 2028 o nel 2029, è un diritto della nostra costituzione poter partecipare alle decisioni“, ha affermato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica durante l’intervento “Da Fermi al futuro” che si svolge alle Ogr di Torino. “Io credo – ha aggiunto Pichetto – che sia del tutto naturale che in una democrazia possano raccogliersi delle firme e fare un referendum per la scelta. La cosa fondamentale che dobbiamo cercare di fare tutti noi è dare il massimo della chiarezza, tutte le risposte, il massimo della trasparenza“.
“Entro Natale vorrei presentare tutti i decreti legislativi” sul ddl nucleare, anche se “è un impegno molto forte perché chiaramente riguarda tutta una procedura in termini di sviluppo di agenzie, delle modalità” di smaltimento “dei rifiuti, le distanze. Sono tanti gli elementi da tenere in considerazione, insomma, ma vogliamo farcela“, ha proseguito il Ministro. Poi, “naturalmente anche i decreti legislativi dovranno avere i pareri delle Conferenze delle Regioni, i pareri dei Comuni“.
Per quanto riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz, Pichetto ha affermato: “Dovremo valutare nel merito quelle che sono le condizioni dell’accordo” tra Iran e Stati Uniti, “perché in questo caso si tratta di un’intesa” che andrà poi a definire l’accordo vero e proprio. La prospettiva è quella di “rimettere il Golfo Persico nelle condizioni di esportare sia petrolio e i prodotti petroliferi, sia gas. Questo significa” compensare “quel 20% che era venuto meno, con la chiusura dello Stretto” e con la guerra e “far calare quella che è la pressione sui prezzi a livello mondiale“.
Per quanto riguarda i prezzi dei carburanti, Pichetto ha spiegato: “Sulle accise siamo intervenuti perché c’era una condizione d’emergenza. Per il 3 di luglio valuteremo se è venuta meno questa condizione d’emergenza” oppure no.
Infine, sul fronte degli “stoccaggi di gas siamo tranquilli, perché abbiamo cominciato a stoccare prima della guerra ed è stato un colpo di fortuna“, ha concluso il Ministro nel suo intervento all’evento ‘Da Fermi al nucleare’ che si svolge alle Ogr di Torino.


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