Petrolio iraniano sotto zero in Cina: prezzi in calo per attirare le raffinerie indipendenti

Il greggio iraniano leggero per le consegne di giugno viene offerto con uno sconto fino a 1 dollaro al barile rispetto al Brent ICE nello Shandong, mentre si riducono anche i premi del petrolio russo ESPO

I prezzi del petrolio iraniano sono scesi in territorio negativo per la prima volta da aprile, mentre i premi del greggio russo si sono ridotti. Il movimento riflette il tentativo dei trader di rendere più competitivi i carichi destinati alla Cina, in un contesto segnato da domanda fiacca, margini sotto pressione e minore attività delle raffinerie indipendenti. La discesa dei prezzi del greggio iraniano e russo nel principale mercato acquirente mondiale rappresenta un elemento rilevante per gli equilibri energetici internazionali, perché dovrebbe pesare sulle entrate petrolifere di Russia e Iran. L’Iran, in particolare, sta anche affrontando un blocco statunitense che ha ridotto drasticamente le sue esportazioni.

Greggio iraniano leggero offerto con sconti fino a 1 dollaro al barile

Secondo quanto affermato da tre trader, i carichi di greggio iraniano leggero a giugno vengono offerti con uno sconto da 50 centesimi a 1 dollaro al barile rispetto al contratto ICE Brent per la consegna nella provincia orientale cinese dello Shandong.

Il cambio di scenario è significativo rispetto agli ultimi due mesi, quando lo stesso greggio veniva proposto con premi compresi tra 1 e 2 dollari al barile. Il passaggio dai premi agli sconti segnala un indebolimento della capacità dei venditori di sostenere i prezzi, anche in presenza di un’offerta descritta come scarsa.

La provincia dello Shandong ha un ruolo centrale in questa dinamica, perché ospita le raffinerie indipendenti, note anche come “teiere”, che sono i principali consumatori di petrolio soggetto a sanzioni.

Si riducono anche i premi del petrolio russo ESPO

La pressione sui prezzi non riguarda solo il greggio iraniano. Anche i prezzi del petrolio ESPO russo, un’altra qualità molto richiesta dalle raffinerie indipendenti cinesi, si sono indeboliti.

Per le consegne di giugno, il premio del petrolio russo ESPO si attesta intorno a 3-4 dollari al barile rispetto al Brent ICE. Il dato risulta in calo rispetto ai 4-5 dollari al barile registrati il mese scorso.

La riduzione dei premi sul greggio russo indica che anche i venditori russi stanno affrontando una domanda meno robusta da parte delle raffinerie indipendenti cinesi, in un mercato dove i margini di raffinazione restano sotto pressione.

Domanda debole e perdite delle raffinerie indipendenti cinesi

Il rallentamento degli acquisti è legato alla condizione delle raffinerie indipendenti, colpite dall’aumento dei costi del petrolio e dalla debolezza della domanda di carburante. Alcune raffinerie indipendenti, a maggio, hanno ridotto la produzione proprio di fronte alle crescenti perdite.

Il quadro è stato sintetizzato da Xu Muyu, analista petrolifera di Kpler, che ha spiegato: “gli acquirenti non stanno accelerando gli acquisti, anche se l’offerta è scarsa, perché i prezzi sono ancora troppo alti per le raffinerie indipendenti, che stanno subendo ingenti perdite. Inoltre, le raffinerie stanno riducendo i tassi di produzione, quindi anche la domanda sta diminuendo”.

La dichiarazione evidenzia il nodo centrale del mercato: nonostante l’offerta sia limitata, i prezzi restano considerati troppo elevati per le raffinerie indipendenti cinesi, che stanno riducendo i tassi di lavorazione e, di conseguenza, anche la domanda di greggio.

Importazioni cinesi di greggio iraniano ai minimi da gennaio 2025

Secondo i dati di Kpler, il mese scorso le importazioni cinesi di greggio iraniano sono scese a 1,10 milioni di barili al giorno, il livello più basso da gennaio 2025.

Il dato conferma la frenata della domanda cinese per il petrolio iraniano, in un momento in cui i venditori stanno cercando di attirare gli acquirenti con condizioni di prezzo più favorevoli. La riduzione dei flussi verso la Cina potrebbe incidere ulteriormente sulle entrate petrolifere dell’Iran, già sotto pressione per il blocco statunitense che ha ridotto drasticamente le esportazioni.

Importazioni di greggio russo al livello più basso da agosto

Anche le importazioni cinesi di greggio russo mostrano un rallentamento. Sempre secondo i dati di Kpler, il mese scorso sono arrivate a 1,04 milioni di barili al giorno, il livello più basso da agosto.

Il calo dei volumi importati dalla Cina e la riduzione dei premi sul petrolio russo ESPO indicano una fase più debole per il greggio russo nel mercato cinese delle raffinerie indipendenti. Il dato si inserisce in un contesto in cui i trader stanno tagliando i prezzi per mantenere attrattive le forniture, ma gli acquirenti restano prudenti.

Prezzi più bassi e minori entrate per Russia e Iran

La combinazione tra sconti sul petrolio iraniano, premi più bassi sul greggio russo, minori acquisti e tagli alla produzione delle raffinerie indipendenti cinesi sta modificando gli equilibri del mercato.

Il calo dei prezzi nel principale mercato acquirente mondiale dovrebbe pesare sulle entrate petrolifere di Russia e Iran. Per Teheran, la pressione è accentuata dal blocco statunitense che ha ridotto drasticamente le esportazioni. Per Mosca, la contrazione dei premi sul greggio ESPO mostra una minore forza commerciale in uno dei canali più importanti per le forniture destinate alla Cina.

La debolezza della domanda nello Shandong, cuore delle raffinerie indipendenti cinesi, resta quindi il fattore decisivo. Finché le raffinerie continueranno a subire perdite e a ridurre i tassi di produzione, la capacità dei venditori di sostenere premi elevati sul greggio iraniano e russo resterà limitata.