Presentati gli Stati Generali dello Spazio: piano da 7,8 miliardi e 20 eventi in 16 regioni

Presentati a Palazzo Piacentini gli Stati Generali dello Spazio: il fatturato della filiera vola a 3,1 miliardi di euro con una crescita record degli occupati

L’Italia consolida il suo ruolo di leadership globale nella nuova economia dello Spazio attraverso un ambizioso programma nazionale che si appresta a coinvolgere capillarmente l’intero territorio. Gli Stati Generali dello Spazio, presentati ufficialmente a Palazzo Piacentini, prevedono lo svolgimento di ben 20 eventi distribuiti in 16 regioni italiane, aree strategiche che ospitano i principali distretti industriali dell’aerospazio del Paese. L’iniziativa, promossa dall’Intergruppo parlamentare per lo Spazio presieduto da Andrea Mascaretti, gode del pieno supporto del Governo, come confermato dalla presenza attiva del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Questo importante appuntamento mira a fare sistema tra istituzioni, mondo accademico, grandi imprese e startup, celebrando un comparto industriale che tra il 2021 e il 2024 ha registrato un incremento verticale del fatturato, passato da 1,9 miliardi a 3,1 miliardi di euro, dimostrando la capacità di trasformare la ricerca scientifica avanzata in una crescita economica concreta e in nuove opportunità occupazionali per tutta la penisola.

Il Ministro Adolfo Urso, nella sua veste di Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, ha sottolineato l’importanza strategica della manifestazione: “Lo Spazio è un settore che oggi unisce l’Italia e proietta la sua industria e la sua economia nel futuro. 20 eventi in 16 regioni, dal Nord al Sud, promossi da un Intergruppo parlamentare che riunisce maggioranza e opposizione e accompagnati dal Governo con la presenza di 15 ministri e 8 tra viceministri e sottosegretari, dimostrano che il Paese ha scelto di fare sistema su una delle frontiere decisive della crescita, della sicurezza e della sovranità tecnologica”.

Urso ha poi aggiunto che “lo Spazio non è più soltanto ricerca o esplorazione: è industria, sicurezza, comunicazioni, dati, servizi, difesa, competitività. Chi presidia oggi lo Spazio presidia una parte decisiva dell’economia e della sovranità di domani. L’Italia ha scelto di essere tra i Paesi che guidano questa nuova fase”.

Anche il presidente dell’Intergruppo, Andrea Mascaretti, ha evidenziato come il progetto valorizzi le eccellenze locali: “Gli Stati Generali dello Spazio servono a supportare questa sfida nazionale, partendo dai territori dove è presente l’eccellenza dell’industria aerospaziale italiana: imprese, universita, centri di ricerca, startup e giovani competenze“.

Mascaretti ha inoltre spiegato l’impatto sociale della filiera: “La Space Economy è uno dei luoghi in cui nascono oggi i lavori del futuro e in cui l’Italia può trasformare ricerca e industria in crescita concreta. Dai servizi satellitari alla telemedicina, dalla formazione a distanza al monitoraggio ambientale, lo Spazio produce ricadute economiche e sociali immediate, anche per le comunità e le aree interne che oggi chiedono più connessioni, più opportunità e più presenza dello Stato“.

Un ecosistema industriale in forte crescita tra fatturato ed export

I dati presentati durante la conferenza stampa confermano lo stato di salute straordinario del comparto italiano. Gli addetti ai lavori della filiera sono passati da 5,9mila a 8,9mila unità, a testimonianza di una forte spinta occupazionale. L’export legato all’aerospazio ha segnato un incremento del 23,3% rispetto al 2022, mentre gli investimenti diretti dall’estero nel settore sono aumentati del 37,1%. Eccellenti anche le performance del mercato dei servizi di Osservazione della Terra, che nel 2025 ha toccato quota 340 milioni di euro, registrando una crescita del 73% rispetto al 2022.

Il Ministro Urso ha commentato positivamente questi risultati: “Numeri che confermano come lo Spazio sia uno dei nuovi comparti emergenti del Made in Italy e una leva decisiva della politica industriale nazionale”, precisando poi che “dietro questa crescita c’è un ecosistema industriale completo, dall’osservazione della Terra ai lanciatori, dai satelliti ai servizi applicativi, fino alle missioni di esplorazione. È su questa capacità di presidiare l’intera filiera che l’Italia stiamo costruendo questo nuovo protagonismo italiano nella nuova economia dello Spazio”.

Investimenti istituzionali e la nuova sfida della Luna

Per sostenere questo posizionamento strategico, l’esecutivo ha destinato all’ecosistema aerospaziale ben 7,8 miliardi di euro fino al 2028, attingendo a risorse nazionali ed europee. Nel dettaglio, 3,5 miliardi di euro costituiscono il contributo italiano destinato all’ESA, 2,3 miliardi sono indirizzati all’Agenzia Spaziale Italiana e altri 2 miliardi derivano dal PNRR e dalle amministrazioni nazionali. Proprio i fondi del PNRR hanno finanziato la nascita di 4 Space Factory situate in Piemonte, Lombardia, Lazio e Puglia, concepite come piattaforme produttive avanzate al servizio di PMI e startup.

Il Governo ha inoltre lavorato intensamente per definire una cornice normativa solida, varando la prima legge nazionale del settore per regolamentare il ruolo dei privati e partecipando attivamente alla definizione dello Space Act europeo. L’Italia manterrà la presidenza di turno del Consiglio Ministeriale dell’ESA fino al 2028 e rafforzerà il rapporto strategico con la NASA. Questa sinergia si riflette nella partecipazione italiana al programma Artemis per l’esplorazione della Luna, che prevede la costruzione nel nostro Paese del modulo abitativo destinato a consentire una presenza stabile degli astronauti.

A conclusione del suo intervento, Urso ha ribadito la centralità delle scelte politiche adottate: “Abbiamo riportato lo Spazio al centro della politica industriale nazionale e della proiezione internazionale dell’Italia”, chiosando infine che “dalle regole agli investimenti, dall’ESA alla NASA, fino alla nuova sfida lunare, l’Italia dimostra di avere scienza, tecnologia e imprese per stare sulla frontiera più avanzata dello Spazio”.