Previsioni Meteo Inverno 2026-2027, tendenza stagionale sorprendente con il Super El Niño: sorprese clamorose sulla neve!

Dall'Italia ai Balcani, fino alla Turchia, alcune regioni potrebbero beneficiare di nevicate più frequenti rispetto alla climatologia, mentre il Nord Europa rischia un inverno più mite

Un possibile ‘Super El Niño’ nel corso della stagione invernale 2026/27 potrebbe stravolgere la distribuzione della neve in Europa, con aree destinate a vedere meno nevicate del normale e altre pronte a vivere una stagione più nevosa della media. La mappa mostra infatti una previsione sperimentale delle ‘anomalie delle nevicate’ per l’inverno 2026/27, cioè quanta neve potremmo avere in più o in meno rispetto alla media climatica 1991-2020 nei mesi di dicembre 2026, gennaio e febbraio 2027. Il colore arancione indica meno neve del normale, mentre le sfumature di verde rappresentano più neve del normale, con valori espressi in percentuale: ad esempio il 50% significa metà dell’innevamento medio, il 150% indica una stagione con neve decisamente più abbondante.

Anomalie nevicate inverno 2026-2027 Europa

È bene specificare che questa non è una previsione deterministica, bensì il cosiddetto ‘metodo degli analoghi’: per costruirla sono stati usati tre inverni con un forte El Niño (1982/83, 1997/98 e 2015/16), confrontati con la climatologia più recente 1991-2020. In pratica, si utilizza l’analisi analogica degli eventi storici europei per delineare il pattern di riferimento in caso di sviluppo di un Super El Niño nel 2026/27.

Su gran parte del Regno Unito, Scandinavia e nord della Russia europea prevalgono le tonalità arancioni, segno di un inverno tendenzialmente più ‘mite’ e con meno neve al suolo del normale. In alcune zone le anomalie negative raggiungono valori molto marcati (30-50% rispetto alla media), suggerendo una possibile stagione con copertura nevosa ridotta e periodi più lunghi senza neve.

Tra Europa centrale, Carpazi e Balcani, la mappa si tinge di verde, con anomalie positive spesso superiori al 115-130% rispetto alla media. Questo indica uno scenario potenzialmente più nevoso, con maggiori probabilità di episodi freddi e nevicate, soprattutto in quota e sulle zone montuose.

Sull’Italia il segnale è più sfumato ma comunque interessante: le Alpi mostrano valori vicini o leggermente superiori alla norma, mentre tra Appennino centro-meridionale e aree esposte alle correnti da est e sud-ovest compaiono chiazze di verde, segnale di possibili nevicate più frequenti o più abbondanti in quota rispetto alla climatologia di riferimento per i mesi di dicembre, gennaio e febbraio.

Sul Mediterraneo orientale e sulla Turchia il verde diventa molto intenso, con anomalie che localmente raggiungono 150-200% rispetto alla norma, traducendosi in stagioni potenzialmente molto produttive in termini di neve sui rilievi.

In alcune zone costiere del nord Africa e in alcuni settori del Mediterraneo la mappa riporta la dicitura ‘climatologically snow-rare-anomaly not meaningful’, cioè che in quelle aree le nevicate sono un evento del tutto eccezionale per la climatologia locale. In queste aree, infatti, anche piccoli cambiamenti percentuali avrebbero scarso significato pratico, perché la neve si verifica solo in casi eccezionali.

Come già ricordato in precedenza, si tratta di uno strumento di tendenza, non di una previsione: la mappa suggerisce scenari possibili su larga scala, ma non offre indicazioni sul caso specifico o sulla singola città. Inoltre, non è certo al 100% che nel 2026/27 si sviluppi davvero un Super El Niño con caratteristiche identiche agli anni di riferimento, quindi queste informazioni vanno lette come uno scenario possibile, non come certezza.