La prospettiva di un’estate con prezzi dell’energia elettrica più elevati del normale in Norvegia e Svezia accende l’attenzione dei mercati energetici europei. Alla base dell’aumento delle quotazioni ci sono due fattori chiave: il livello di riempimento dei bacini idroelettrici inferiore alla media stagionale e le continue interruzioni che stanno interessando alcune importanti centrali nucleari svedesi. Secondo quanto riferito da rappresentanti delle autorità energetiche norvegesi e da una delle principali utility del Nord Europa, le condizioni attuali potrebbero mantenere elevati i prezzi dell’elettricità durante i mesi estivi, con possibili ripercussioni sull’intero mercato energetico nordico.
Bacini idroelettrici sotto la media in Norvegia
La situazione più delicata riguarda la Norvegia, uno dei principali produttori europei di energia idroelettrica. I livelli di riempimento degli invasi risultano infatti inferiori ai valori normalmente registrati in questo periodo dell’anno.
“La Norvegia centrale e meridionale registrerà un livello di riempimento dei bacini inferiore alla norma durante l’estate, nonostante l’inizio dello scioglimento della neve che solitamente alimenta molti di questi impianti”, ha dichiarato Inga Nordberg, responsabile Energia e concessioni della Direzione norvegese per l’Energia.
L’esperto ha spiegato le cause di questa situazione evidenziando come le condizioni meteorologiche dell’ultimo inverno abbiano inciso in modo significativo sulle riserve disponibili.
“La ragione di ciò è un inverno freddo con elevati consumi e nevicate ai minimi storici”, ha spiegato Nordberg, aggiungendo che “ciò potrebbe mantenere i prezzi più alti del solito in estate, mentre anche i prezzi del gas e le condizioni meteorologiche in Europa influenzeranno i prezzi dell’elettricità norvegese nei prossimi mesi”.
Prezzi dell’elettricità già raddoppiati nelle principali aree della Norvegia
Gli effetti della ridotta disponibilità di acqua per la produzione elettrica sono già visibili sul mercato. I prezzi dell’energia elettrica per il giorno successivo nelle zone tariffarie più meridionali della Norvegia, NO1, NO2 e NO5, hanno registrato dall’inizio dell’anno una media superiore a 100 euro per megawattora.
Si tratta di un livello particolarmente significativo, pari a circa il doppio rispetto ai valori registrati nello stesso periodo del 2025. Un incremento che riflette le tensioni presenti nel sistema energetico nordico e che potrebbe proseguire anche durante i mesi estivi.
Nonostante il quadro attuale, la Direzione norvegese per l’Energia non ritiene che il Paese rischi carenze energetiche durante il prossimo inverno. L’ente ha comunque confermato che la situazione sarà seguita con particolare attenzione nei prossimi mesi.
“Le grandi quantità di precipitazioni che possono contribuire ad aumentare il riempimento dei bacini idrici si verificano solitamente in autunno”, ha detto Nordberg.
Svezia alle prese con il più grande deficit idrologico dal 2021
Anche la Svezia si trova ad affrontare una fase complessa sul fronte energetico. Il Paese sta infatti registrando il più significativo deficit idrologico dal 2021 nell’intera regione nordica, fortemente dipendente dalla produzione di energia idroelettrica.
Secondo Anna Rylander, esperto di prezzi dell’elettricità della filiale svedese di E.ON, questa situazione potrebbe mantenere elevati i prezzi almeno per buona parte dell’inizio dell’estate. “In Svezia i prezzi rischiano di restare elevati a giugno e luglio a causa del più grande deficit idrologico dal 2021 nella regione nordica, fortemente dipendente dall’Energia idroelettrica”, ha dichiarato Rylander.
Le prospettive potrebbero tuttavia migliorare nei prossimi mesi grazie a un graduale recupero delle condizioni idrologiche, anche se altri fattori stanno continuando a esercitare una pressione rilevante sul mercato.
Le interruzioni delle centrali nucleari pesano sul mercato energetico
Oltre alle criticità legate alla disponibilità d’acqua, il sistema energetico svedese deve fare i conti con le limitazioni che stanno interessando alcune centrali nucleari, un elemento che secondo gli operatori sta avendo un impatto ancora più marcato sulle quotazioni dell’elettricità.
“Tuttavia – ha aggiunto Rylander -, sebbene vi siano segnali di un miglioramento della situazione idrologica, le interruzioni di servizio delle centrali nucleari svedesi stanno attualmente avendo il maggiore impatto sul mercato”.
Tra gli impianti coinvolti figura il reattore Ringhals 4, uno dei più importanti del Paese. L’unità, con una capacità di 1.134 MW, sta operando a metà della propria potenza a causa di una perdita d’acqua rilevata in uno dei generatori.
L’operatore Vattenfall ha comunicato che la limitazione resterà in vigore fino al 12 giugno, riducendo temporaneamente la disponibilità di produzione nucleare e contribuendo a sostenere i prezzi dell’energia elettrica nel mercato nordico.
Mercato energetico nordico sotto osservazione
L’evoluzione dei livelli dei bacini idroelettrici, l’andamento delle precipitazioni nei prossimi mesi, la disponibilità della produzione nucleare svedese e i movimenti dei prezzi del gas in Europa saranno i principali fattori che determineranno l’andamento del mercato elettrico nordico durante l’estate.
Con riserve idriche inferiori alla norma e una produzione nucleare ridotta, Norvegia e Svezia si preparano ad affrontare una stagione caratterizzata da maggiore volatilità e da prezzi dell’elettricità che potrebbero restare superiori alle medie storiche per gran parte dell’estate.


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