Un elemento fondamentale per la sopravvivenza e la manutenzione della Stazione Spaziale Internazionale è temporaneamente fuori uso, ma le agenzie spaziali sanno già come intervenire. Il celebre braccio robotico Canadarm2, che proprio lo scorso aprile ha festeggiato i suoi 25 anni di onorato servizio nello Spazio, ha registrato un’anomalia il 27 maggio durante alcune operazioni di routine, costringendo i controllori a terra a sospenderne le attività. La struttura si trova all’esterno della base orbitante, esposta all’ambiente estremo dove le temperature possono variare da -150°C a +120°C. La NASA ha comunicato che il problema risiede in una corrente elevata nel motore di un giunto del polso meccanico, un intoppo che ha bloccato il movimento atteso. Fortunatamente il dispositivo è in una posizione stabile mentre la Stazione sfreccia a oltre 27mila km/h, in attesa di una passeggiata spaziale riparatrice già programmata per la fine del mese in corso, transitando spesso sui cieli a Nord dell’equatore terrestre.
Un intervento chirurgico in orbita
Il piano di recupero prevede un intervento esterno che si terrà il 30 giugno, esattamente un giorno prima della festa nazionale canadese, approfittando del periodo favorevole subito dopo il Solstizio d’Estate. La stretta collaborazione tra la NASA e l’agenzia spaziale canadese ha confermato la necessità di sostituire il giunto difettoso con un pezzo di ricambio che si trova già a bordo della stazione a circa 400 km di altitudine. L’agenzia spaziale canadese ha spiegato che il Canadarm2 è stato progettato fin dall’inizio tenendo conto di questi imprevisti, essendo costituito da vari segmenti facilmente estraibili e pensati per essere rimpiazzati direttamente in orbita. La stessa procedura è avvenuta nel 2017 per sostituire un componente usurato delle mani robotiche. Il delicato compito sarà affidato a 2 membri dell’equipaggio della Expedition 74, scelti molto probabilmente tra i rappresentanti americani Chris Williams, Jessica Meir, Jack Hathaway, o l’astronauta Sophie Adenot dell’ESA.
Un veterano per l’esplorazione del nostro Sistema Solare
Riportare il braccio alla normalità è essenziale per agganciare le navette cargo cariche di cibo e rifornimenti vitali per l’equipaggio. Sebbene al momento del suo lancio nel 2001 non fosse stato pensato per catturare veicoli commerciali, il sistema si è evoluto costantemente e ha messo a segno la sua cattura numero 50 nel corso del 2024, superando di ben 10 anni la sua normale aspettativa di vita ingegneristica. Oggi i controllori gestiscono gran parte del carico di lavoro direttamente da terra, alleggerendo l’equipaggio e permettendo di svolgere oltre 100 giorni di lavoro all’anno in remoto da Houston e Montreal.
La lunga tradizione canadese nell’esplorazione robotica
Il contributo del Canadarm2 assicura al Canada preziosi posti per i propri scienziati. Il prossimo a partire sarà Josh Kutryk, il cui lancio è previsto non prima di settembre a bordo della missione Crew-13. Questo braccio fa parte di una lunga tradizione che affonda le radici nella tecnologia usata per le primissime antenne satellitari e le “zampe” del lander delle missioni del programma Apollo. Il suo predecessore esordì nel 1981, mentre il futuro appartiene al nuovissimo Canadarm3, in pieno sviluppo per supportare il prossimo programma Artemis, che riporterà l’umanità a viaggiare verso la Luna. Nella sua lunghissima carriera, il braccio attuale ha vissuto momenti memorabili, come quando nel 2007 servì per spingere l’astronauta Scott Parazynski fino a un pannello strappato esposto in pieno Sole, permettendo una riparazione critica e spettacolare per l’intera base orbitante.


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