Rosatom accelera sulla rotta artica dell’energia: 150 milioni di tonnellate di merci entro il 2035

Il gruppo russo prevede una forte crescita del trasporto lungo la Rotta Marittima del Nord, con investimenti stimati in circa 5 trilioni di rubli entro il 2030 nello scenario di base

Rosatom prevede di incrementare il trasporto merci lungo la Rotta Marittima del Nord fino a 150 milioni di tonnellate all’anno entro il 2035. L’obiettivo è stato indicato dall’amministratore delegato del gruppo, Alexey Likhachev, intervenuto al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, lo SPIEF. La previsione conferma il ruolo sempre più centrale attribuito alla Rotta Marittima del Nord nei piani di sviluppo logistico e infrastrutturale della Russia. Secondo quanto dichiarato da Likhachev, Rosatom dispone già di un modello di riferimento che delinea una crescita consistente dei volumi trasportati nei prossimi anni.

L’obiettivo dei 150 milioni di tonnellate entro il 2035

Il dato più rilevante riguarda la proiezione al 2035, quando il trasporto lungo la Rotta Marittima del Nord dovrebbe raggiungere quota 150 milioni di tonnellate annue. Si tratta dello scenario di base elaborato da Rosatom, che punta a rafforzare progressivamente la capacità di movimentazione merci lungo l’asse artico.

“Abbiamo già un modello di base che prevede 150 milioni di tonnellate di trasporto entro il 2035. Anche secondo il nostro scenario di base, entro il 2030 sono previsti investimenti per circa 5 trilioni di rubli (68,2 miliardi di dollari)”, ha spiegato Likhachev.

La dichiarazione mette in evidenza due elementi centrali: da un lato l’obiettivo quantitativo fissato per il 2035, dall’altro il volume degli investimenti previsti entro il 2030, pari a circa 5 trilioni di rubli, equivalenti a 68,2 miliardi di dollari.

Investimenti da 5 trilioni di rubli entro il 2030

Nel quadro delineato da Alexey Likhachev, gli investimenti rappresentano una componente essenziale dello sviluppo della Rotta Marittima del Nord. Anche nello scenario di base, Rosatom prevede entro il 2030 risorse per circa 5 trilioni di rubli, una cifra indicata come necessaria per sostenere la crescita del traffico merci e il rafforzamento delle infrastrutture collegate.

La prospettiva tracciata al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo conferma l’intenzione di procedere con una pianificazione di lungo periodo, orientata non solo all’aumento dei volumi trasportati, ma anche alla costruzione di un sistema logistico più ampio lungo le direttrici settentrionali.

Lo scenario più ambizioso evocato da Likhachev

Accanto allo scenario di base, l’amministratore delegato di Rosatom ha richiamato la necessità di lavorare a una prospettiva più ambiziosa. Likhachev ha parlato di uno “scenario esplosivo”, legato a una crescita più rapida del traffico merci sulle direttrici settentrionali.

“Ovviamente – ha aggiunto – dobbiamo lavorare ad uno scenario più ambizioso, un cosiddetto ‘scenario esplosivo’, in cui assisteremo ad una crescita più rapida del traffico merci sulle nostre autostrade settentrionali, ovvero nell’intera area che va dai porti dell’Estremo Oriente ai porti di San Pietroburgo e Kaliningrad, che Rosatom sta lentamente iniziando a padroneggiare”.

La dichiarazione amplia il perimetro della strategia, collegando la crescita della Rotta Marittima del Nord a un sistema di collegamenti che comprende l’intera area dai porti dell’Estremo Oriente fino ai porti di San Pietroburgo e Kaliningrad.

Le “autostrade settentrionali” nella strategia di Rosatom

Il riferimento alle autostrade settentrionali evidenzia una visione più ampia rispetto al solo incremento dei volumi sulla Rotta Marittima del Nord. Nelle parole di Likhachev, l’area interessata comprende un corridoio esteso, che collega snodi portuali strategici dalla parte orientale della Russia fino al Baltico.

In questo contesto, Rosatom punta a consolidare gradualmente il proprio ruolo nella gestione e nello sviluppo di queste direttrici. L’obiettivo indicato al SPIEF è quello di sostenere una crescita progressiva del trasporto merci, con una pianificazione che prevede già numeri significativi nello scenario di base e margini ulteriori nello scenario più ambizioso.

La Rotta Marittima del Nord al centro dei piani di crescita

La previsione di 150 milioni di tonnellate di trasporto entro il 2035 segna un passaggio importante nella strategia di Rosatom per la Rotta Marittima del Nord. L’azienda guarda a un’espansione del traffico merci lungo un asse che, nelle intenzioni illustrate da Likhachev, dovrà collegare in modo sempre più strutturato i porti dell’Estremo Oriente, San Pietroburgo e Kaliningrad.

Con investimenti stimati in circa 5 trilioni di rubli entro il 2030 e con l’ipotesi di uno sviluppo ancora più rapido nello scenario esplosivo, la Rotta Marittima del Nord viene presentata come una delle principali direttrici di crescita per il trasporto merci nei prossimi anni.