Un’importante scoperta getta nuova luce sulla formazione delle prime galassie dell’Universo. Un team internazionale di ricercatori, tra cui Andrea Pallottini del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, ha individuato una gigantesca riserva di gas molecolare freddo all’interno di REBELS-25, una galassia risalente a circa 700 milioni di anni dopo il Big Bang, quando l’Universo aveva meno del 5% della sua età attuale. Il gas molecolare freddo costituisce la materia prima indispensabile per la nascita di nuove stelle. La sua presenza in quantità così elevate in una galassia tanto giovane offre un tassello fondamentale per comprendere i processi che hanno consentito alle prime strutture cosmiche di crescere e svilupparsi con sorprendente rapidità nelle fasi iniziali della storia dell’Universo. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, forniscono nuove indicazioni sui meccanismi che hanno alimentato l’intensa attività di formazione stellare nelle prime epoche cosmiche, contribuendo a ricostruire l’evoluzione delle galassie nell’Universo primordiale.
“Per la prima volta abbiamo una prova diretta che alcune galassie dell’Universo primordiale erano estremamente ricche di gas molecolare, il combustibile da cui nascono le stelle“, commenta Andrea Pallottini del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa. “Comprendere le caratteristiche fisiche di questo materiale è essenziale per ricostruire i processi che hanno portato alla formazione delle prime galassie e all’evoluzione dell’Universo nei suoi primi miliardi di anni“.
Il risultato è stato ottenuto grazie alle osservazioni del radiotelescopio Very Large Array (VLA) negli Stati Uniti e dell’interferometro ALMA in Cile. I ricercatori hanno identificato il segnale emesso dal monossido di carbonio presente nella galassia, una traccia fondamentale per misurare la quantità di gas molecolare disponibile. I risultati aprono inoltre nuove prospettive per lo studio dell’Universo giovane. I futuri radiotelescopi di nuova generazione permetteranno di estendere queste osservazioni a un numero molto più ampio di galassie, offrendo una visione sempre più dettagliata delle prime fasi dell’evoluzione cosmica.
Lo studio è stato diretto da Karin Cescon, studentessa di dottorato dell’Università di Leida (Paesi Bassi) e ha coinvolto ricercatrici e ricercatori che provengono da numerose istituzioni, tra cui l’Osservatorio di Leida, il National Radio Astronomy Observatory (NRAO) degli Stati Uniti, l’European Southern Observatory (ESO), il Cosmic Dawn Center (Danimarca) e diversi atenei e centri di ricerca europei, asiatici e nordamericani.


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