Preoccupa la situazione del fiume Po nel Ferrarese. Da alcuni giorni, infatti, la portata del Grande Fiume registrata a Pontelagoscuro è scesa sotto la soglia critica di 450 metri cubi al secondo, livello oltre il quale le barriere antisale non sono più in grado di garantire un efficace contenimento del cuneo salino. Alla luce di questa situazione, il Consorzio di bonifica Delta del Po ha annunciato la necessità di limitare, e in alcuni casi sospendere parzialmente, le derivazioni irrigue e le prese d’acqua nei tratti del comprensorio maggiormente esposti al fenomeno lungo i rami del fiume.
L’avanzata dell’acqua marina verso l’entroterra ha infatti già raggiunto livelli significativi, superando in diversi punti i limiti di tollerabilità per l’utilizzo agricolo. L’impiego di acque caratterizzate da elevata salinità rappresenta un rischio concreto per le produzioni agricole, poiché può determinare la contaminazione dei terreni e provocare danni permanenti alle colture. La riduzione della portata del Po e il conseguente avanzamento del cuneo salino riaccendono così l’allarme per il settore agricolo del Delta, già alle prese con una stagione segnata da temperature elevate e crescente pressione sulle risorse idriche.
“Sta accadendo quanto da tempo paventato a causa del diverso manifestarsi degli eventi atmosferici, dell’insufficiente manto nevoso in quota e dell’anticipato caldo estivo con le correlate necessità colturali – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Il timore è che quanto si sta registrando in Polesine sia prologo ad una situazione d’emergenza idrica, interessante l’importante areale dell’agroalimentare nell’Italia Settentrionale, già colpito dalla grande siccità del 2022; da allora tale fenomeno è costato annualmente 4 miliardi di euro all’economia del sistema Paese”.
“La differenza rispetto a quattro anni fa è la finora buona condizione idrica dei grandi laghi, che stanno però rapidamente scendendo sotto il livello medio – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Questo conferma, però, la determinante importanza di dare concretezza al Piano Nazionale Invasi Multifunzionali, da noi proposto con Coldiretti per aumentare la capacità di trattenere acqua sul territorio, aumentando la resilienza delle comunità. L’insufficiente numero di bacini ha quest’anno lasciato scorrere una grande quantità d’acqua, che ora rimpiangiamo”.
In una lettera alle Organizzazioni Professionali Agricole, il Consorzio di bonifica Delta del Po chiede di sensibilizzare le aziende associate, affinché adottino tutte le misure di emergenza possibili, tra cui: modificare i turni irrigui, adattandoli alle limitazioni dovute dalla contingente situazione; privilegiare, ove possibile, metodi di irrigazione localizzata e ad alta efficienza; monitorare costantemente la disponibilità d’acqua nelle prese più vicine. Il personale tecnico ed operativo dell’ente consortile sta monitorando l’evoluzione del fenomeno.


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