SpaceX, giugno e pianeti allineati: la scelta di Musk per l’IPO non è casuale

SpaceX ha debuttato al Nasdaq nel giorno di un eccezionale allineamento planetario visibile nel cielo serale, una coincidenza visiva che si inserisce perfettamente nell'immaginario di Musk

SpaceX ha debuttato al Nasdaq nel giorno di un eccezionale allineamento planetario visibile nel cielo serale, una coincidenza che, trattandosi di Elon Musk, difficilmente poteva passare inosservata. Secondo il Financial Times, l’imprenditore puntava da mesi a far coincidere la quotazione della sua società spaziale con un evento astronomico e con il proprio compleanno, il 28 giugno, dove quest’anno spegnerà 55 candeline. La data finale è stata però anticipata rispetto all’ipotesi iniziale, lasciando sfumare il secondo obiettivo ma non il primo.

Giugno, del resto, è un mese ricorrente nella storia finanziaria di Musk. Anche Tesla debuttò al Nasdaq il 29 giugno 2010, diventando la prima casa automobilistica americana a quotarsi in Borsa dai tempi di Ford nel 1956. A guidare il collocamento furono Goldman Sachs e Morgan Stanley, le stesse due banche capofila dell’operazione SpaceX sedici anni dopo. Cambiano però la scala e la portata dell’evento: Tesla raccolse circa 226 milioni di dollari, mentre SpaceX ne ha incassati 75 miliardi, realizzando la più grande IPO della storia.

La congiunzione Mercurio, Venere e Giove

Sul piano astronomico, l’allineamento è soltanto apparente: i pianeti coinvolti – Mercurio, Venere e Giove – restano separati da immense distanze nello spazio, ma dalla prospettiva terrestre sembrano disporsi lungo la stessa linea, l’eclittica, il percorso che Sole, Luna e pianeti seguono nel cielo. Una coincidenza visiva che si inserisce perfettamente nell’immaginario di Musk, l’imprenditore che punta a portare l’uomo su Marte e anche oltre.