Spazio, la rincorsa dell’Europa si ferma ancora: nuovo stop per il razzo Spectrum

L'azienda aerospaziale Isar Aerospace ha interrotto l'ultimo tentativo di lancio della missione a causa di anomalie tecniche

L’attesa per il ritorno al volo del settore aerospaziale europeo subisce una nuova improvvisa frenata. L’azienda tedesca Isar Aerospace ha infatti comunicato di aver interrotto l’ultimo tentativo di lancio del suo veicolo leggero Spectrum, inizialmente programmato dalla base norvegese di Andoya. I tecnici operativi hanno rilevato un comportamento anomalo nei sistemi a fluido del vettore e le squadre stanno attualmente analizzando i dati raccolti per isolare la causa principale del guasto. La missione affronta così l’ennesimo ritardo dopo settimane di rinvii legati a problematiche meteorologiche e altri imprevisti. Questo atteso test orbitale rappresenta un passaggio cruciale per la società, fermamente determinata a dimostrare l’affidabilità del proprio lanciatore e a garantire un accesso del tutto autonomo allo Spazio per il continente. Un eventuale successo segnerebbe l’inizio di una nuova era commerciale.

I dettagli della missione e le caratteristiche tecniche del vettore

Il veicolo Spectrum, alto 28 metri e con un diametro di 2 metri, è progettato per trasportare carichi fino a 700 kg in orbita eliosincrona decollando dalla Norvegia, oppure fino a mille kg in orbita terrestre bassa partendo dalla rampa di Kourou in Guyana Francese. Il primo stadio utilizza 9 motori alimentati a propano e ossigeno liquido. Questa precisa scelta ingegneristica garantisce un impulso specifico elevato, bruciando in modo pulito a temperature ottimali che devono restare lontane da pericolosi sbalzi, come quelli registrati alcune settimane fa in cui il carburante aumentò di vari gradi costringendo a un rinvio. Il secondo stadio, dotato di un singolo motore, è in grado di riaccendersi più volte in volo a velocità prossime ai 27mila km/h. Il secondo volo del lanciatore ha l’obiettivo primario di immettersi in orbita qualificando il sistema in condizioni operative e affrontando l’ambiente estremo dello Spazio. A bordo si trovano 5 piccoli satelliti CubeSat e un innovativo strumento sperimentale.

Il fantasma del primo fallimento e i nuovi accordi commerciali

La pressione sui tecnici in queste ore è altissima, soprattutto in considerazione dell’esito della prima missione inaugurale. In quell’occasione, il razzo ha perso il controllo dell’assetto appena 30 secondi dopo il decollo a causa dell’apertura imprevista di una valvola di sfiato. Il comando di emergenza ha interrotto immediatamente il funzionamento dei motori e il veicolo è precipitato a pochissimi km dal sito di lancio in direzione Nord, finendo dritto nelle acque dell’oceano. Da allora l’azienda ha aggiornato il software di volo e ha superato severi test statici per aumentare i margini di sicurezza. Isar Aerospace guarda in ogni caso con estrema fiducia al proprio futuro e ha già stipulato importanti contratti con l’Agenzia Spaziale Europea, per portare in orbita payload attraverso un apposito programma. Una volta risolta l’attuale anomalia, il lanciatore dovrà dimostrare al mondo di essere pronto per soddisfare l’enorme richiesta del mercato globale.