La Supernova Remnant SNR G065.3+05.7 HOO emerge in tutta la sua delicatezza in una lunga sessione fotografica realizzata da Francesco Ianniello, Sottotenente dell’Aeronautica Militare e appassionato di astronomia. Il soggetto ripreso è un resto di supernova nella costellazione del Cigno, originatosi circa 27.500 anni fa, al cui centro si nasconde una pulsar. Si tratta di un oggetto celeste spesso poco considerato, anche per la presenza nelle vicinanze della più luminosa Nebulosa Velo, che tende a catalizzare l’attenzione degli astrofotografi. La SNR G065.3+05.7 è infatti un target evanescente e complesso, difficile da far emergere soprattutto da cieli non ideali e con tempi di esposizione contenuti rispetto alla debolezza del soggetto.
Francesco Ianniello sottolinea il valore personale e tecnico del risultato raggiunto: “per me questo scatto rappresenta un grande traguardo: sia per l’evanescenza del soggetto, sia perché non avevo mai accumulato così tante ore su un singolo target!”.
Oltre 21 ore su un singolo target da cieli inquinati
L’elemento più rilevante del lavoro è la quantità di segnale raccolto su un oggetto particolarmente debole: 21h 20min di esposizione totali dedicate alla Supernova Remnant SNR G065.3+05.7 HOO. Un dato significativo, soprattutto considerando le condizioni di ripresa da Castel Morrone, Campania, e la necessità di estrarre strutture molto tenui da una porzione di cielo ad altissima densità stellare.
L’immagine è stata realizzata nelle date 17, 22, 23, 25 e 26 maggio 2026, attraverso una sessione distribuita su più notti. L’elaborazione dei dati grezzi è stata condotta con l’obiettivo di evidenziare i singoli elementi chimici presenti nella regione, attraverso una composizione HOO, nella quale l’idrogeno viene rappresentato in rosso e l’ossigeno in verde e blu.
Il risultato consente di osservare l’onda d’urto della supernova nello spazio, mettendo in evidenza una struttura ampia, sottile e complessa, nella quale i filamenti più deboli richiedono una lavorazione accurata per non essere sommersi dal fondo stellare.
La difficoltà del soggetto e il lavoro sui filamenti più deboli
La SNR G065.3+05.7 si trova in una zona del cielo particolarmente ricca di stelle. Questa caratteristica, pur rendendo il campo visivamente affascinante, aumenta la complessità dell’elaborazione. La grande quantità di stelle presenti nella regione del Cigno può infatti ostacolare la lettura dei filamenti più deboli del resto di supernova, rendendo necessario un approccio specifico.
Dalle sessioni fotografiche, Francesco Ianniello ha dedotto alcune osservazioni fondamentali sul comportamento del segnale e sulla difficoltà tecnica del soggetto: “l’altissima densità stellare di questa porzione di cielo ha richiesto un workflow speciale per far emergere i filamenti più deboli”.
La scelta di un workflow dedicato è quindi stata determinante per isolare le strutture più fini e per restituire visibilità all’onda d’urto della supernova. L’elaborazione ha dovuto valorizzare la componente nebulare senza perdere il contesto stellare, mantenendo leggibile l’estensione reale dell’oggetto.
Il ruolo della Luna e il segnale OIII
Un altro elemento centrale dell’esperienza fotografica riguarda l’influenza della Luna sul canale OIII. La componente di ossigeno doppiamente ionizzato è infatti particolarmente importante nella composizione HOO, perché permette di distinguere le aree più energetiche e di far emergere la bolla eterea di filamenti finissimi associata al resto di supernova.
Francesco Ianniello evidenzia con chiarezza questa criticità: “la presenza della Luna influisce moltissimo sul segnale OIII, quindi ho dovuto eliminare molti scatti”.
La selezione dei dati è diventata quindi una fase essenziale del lavoro. Non tutti gli scatti acquisiti sono stati utilizzabili, e una parte del materiale è stata scartata per preservare la qualità del segnale finale. Questo passaggio ha inciso direttamente sulla resa dell’ossigeno e sulla possibilità di mostrare le zone di massima energia della Supernova Remnant SNR G065.3+05.7.
HOO: idrogeno e ossigeno per leggere l’onda d’urto della supernova
L’elaborazione in HOO permette di separare e interpretare la distribuzione degli elementi chimici nella regione fotografata. L’unione di Idrogeno, rappresentato in rosso, e Ossigeno, rappresentato in verde e blu, consente di mostrare la dinamica dell’onda d’urto nello spazio.
Nell’immagine si nota chiaramente l’ossigeno doppiamente ionizzato, che con la sua bolla eterea di filamenti finissimi si concentra nelle zone di massima energia. L’idrogeno diffuso, invece, definisce i filamenti esterni e rivela la reale estensione dell’oggetto.
Questa lettura cromatica non ha solo una funzione estetica, ma permette di distinguere le diverse componenti fisiche della nebulosità. La composizione HOO restituisce così una visione stratificata della SNR G065.3+05.7, evidenziando sia le regioni energetiche più intense sia la trama più ampia e diffusa del resto di supernova.
NGC 6779 e PK064+05.1 nel campo ripreso
Oltre alla struttura principale della Supernova Remnant SNR G065.3+05.7, nel campo fotografico sono presenti anche altri elementi di interesse astronomico. Tra questi spicca il piccolo ammasso globulare NGC 6779, descritto come sospeso in un mare di idrogeno.
La scena comprende inoltre una stella dall’aspetto molto rossastro, indicata come nebulosa planetaria PK064+05.1. La presenza di questi dettagli arricchisce ulteriormente il campo ripreso, rendendo l’immagine non solo una rappresentazione del resto di supernova, ma anche una composizione complessa di oggetti celesti differenti.
La fotografia mostra quindi un’area del cielo in cui convivono strutture diffuse, filamenti sottilissimi, segnale di idrogeno, emissione di ossigeno e oggetti secondari capaci di aggiungere profondità scientifica e visiva allo scatto.
Le caratteristiche tecniche della fotografia
La fotografia della Supernova Remnant SNR G065.3+05.7 HOO è il risultato di 21h 20min di esposizione totali. I dati raccolti comprendono Light HA: 64 da 1200s e Light OIII: 37 da 1200s, con Gain 120, Offset 8, temperatura T -10° e relativi scatti di calibrazione.
La suddivisione tra segnale HA e OIII è stata fondamentale per costruire la composizione finale e per rendere leggibili le diverse componenti della nebulosità. Il canale HA ha permesso di evidenziare l’idrogeno diffuso, mentre il canale OIII ha restituito le strutture legate all’ossigeno doppiamente ionizzato.
L’insieme dei dati ha richiesto un’elaborazione accurata con PixInsight e Photoshop 2025, strumenti utilizzati per lavorare sui dati grezzi e mettere in evidenza i singoli elementi chimici della regione.
Il setup utilizzato per la ripresa astronomica
Per la sessione fotografica è stato utilizzato un setup composto da ottica obiettivo Samyang 135 mm f2.2 f2.8, cassetto porta filtro ZWO – FD – EOS, montatura equatoriale armonica ZWO AM 3, camera Zwo Asi 294 MC PRO Color raffreddata, filtro L’Para, guide scope 30/120 e camera guida asi 120 mc grande.
La scelta di questa configurazione ha consentito di lavorare su un campo ampio, adatto alla reale estensione della SNR G065.3+05.7, e di raccogliere dati sufficienti per far emergere un soggetto molto debole. L’impiego della camera raffreddata e degli scatti di calibrazione ha contribuito alla gestione del rumore e alla qualità complessiva del risultato finale.
Il lavoro è stato completato a Castel Morrone, Campania, Italy, nelle notti del 17, 22, 23, 25 e 26 maggio 2026, con una post-produzione condotta tramite PixInsight e Photoshop 2025.
Un traguardo personale e astrofotografico
La fotografia della Supernova Remnant SNR G065.3+05.7 HOO rappresenta un risultato importante per Francesco Ianniello, sia per la difficoltà tecnica del soggetto sia per il numero di ore accumulate su un singolo target. La debolezza del resto di supernova, la densità stellare del campo, l’influenza della Luna sul segnale OIII e la necessità di eliminare numerosi scatti hanno reso il progetto particolarmente impegnativo.
L’immagine finale restituisce una visione profonda di un oggetto spesso trascurato, ma capace di rivelare una struttura ricca di dettagli. La composizione HOO mette in evidenza l’onda d’urto della supernova, la distribuzione dell’idrogeno e dell’ossigeno, la bolla di filamenti sottili nelle zone più energetiche e l’estensione più ampia dell’oggetto.
In una regione del cielo dominata dalla vicina e più luminosa Nebulosa Velo, la SNR G065.3+05.7 trova così una rappresentazione intensa e dettagliata, frutto di pazienza, tecnica e dedizione all’astrofotografia.


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