Svelato il getto nascosto di Sagittarius A* nel cuore della Via Lattea: attivo da almeno 20mila anni

I dati dei telescopi Alma rivelano un getto attivo da 20mila anni proveniente da Sagittarius A*

Dopo oltre 50 anni di costanti e infruttuose ricerche, la comunità scientifica internazionale ha finalmente individuato il vento emesso dal buco nero supermassiccio situato al centro della nostra galassia, noto come Sagittarius A*. Fino a questo momento l’osservazione diretta di questo sfuggente fenomeno era risultata del tutto impossibile a causa della complessa prospettiva terrestre e della fase di relativa quiete in cui si trova attualmente l’oggetto celeste. I preziosi dati raccolti dagli astronomi indicano che questa emissione risulta attiva ininterrottamente da almeno 20mila anni. La straordinaria scoperta è stata appena pubblicata sulla prestigiosa rivista The Astrophysical Journal Letters grazie al meticoloso lavoro di un gruppo di ricercatori guidato dalla statunitense Northwestern University.

La dinamica dei venti nei buchi neri

Secondo le teorie astrofisiche più consolidate, quando i buchi neri divorano la materia circostante tendono a produrre venti o getti molto potenti. Risulta sufficiente che una piccolissima quantità di gas cada all’interno della struttura per generare un’energia capace di spingere un’altra considerevole parte della materia verso l’esterno. Il coordinatore dello studio Mark Gorsk, che ha lavorato in stretta collaborazione con la collega Elena Murchikova, ha spiegato che un buco nero deve per forza generare un vento, a meno che non si trovi in una condizione di vuoto assoluto. Siccome nell’universo il vuoto assoluto non esiste, il fenomeno deve verificarsi inevitabilmente. Murchikova ha aggiunto che questo vento risulta di bassa intensità e la sua direzione varia nel tempo, dimostrando in modo evidente che il nostro posto nello Spazio non presenta caratteristiche uniche o anomale rispetto al resto del cosmo.

Il ruolo cruciale delle osservazioni in Cile

Il grande successo di questa lunghissima caccia si deve all’utilizzo dei potenti radiotelescopi Alma, posizionati strategicamente in Sudamerica. Per riuscire a penetrare la densa coltre che ci separa dal centro galattico, gli scienziati hanno analizzato 5 anni di osservazioni astronomiche straordinariamente approfondite. Questa immensa mole di informazioni ha permesso di ricostruire l’immagine in assoluto più nitida mai ottenuta prima d’ora del gas freddo che circonda costantemente il buco nero. Proprio attraverso questa mappatura estremamente dettagliata è emersa la chiara traccia del getto emesso da Sagittarius A*. I ricercatori hanno infatti notato una vasta zona vuota a forma di cono che punta direttamente verso l’origine dell’emissione galattica. L’area risulta completamente priva di gas freddo perché il flusso caldo proveniente da Sagittarius A* lo spazza via con un’enorme forza o lo riscalda fino a renderlo del tutto invisibile ai nostri attuali strumenti.