Un terremoto di magnitudo 5.5 si è verificato oggi nella contea di Gaoxian, nella provincia sudoccidentale del Sichuan, in Cina, ad una profondità di sei chilometri. Lo riferisce il Centro nazionale per le reti sismiche. Quando la terra trema ad appena sei chilometri dalla superficie, l’energia si propaga in modo estremamente diretto e violento verso le nostre case. Al momento della pubblicazione, non risultano vittime né feriti. Una squadra dell’Amministrazione cinese per i terremoti è stata inviata sul posto per attività d’ispezione e monitoraggio.
La geologia profonda del Sichuan e il respiro del Tibet
La provincia del Sichuan è una delle regioni geologicamente più tormentate e affascinanti del nostro pianeta. Il motivo non si trova in superficie, ma risiede in uno scontro titanico che dura da circa 55 milioni di anni. L’intera area si trova infatti lungo il margine orientale dell’altopiano del Tibet, una vastissima porzione di crosta terrestre che si sta letteralmente sollevando e spostando verso est a causa dell’inarrestabile spinta della placca tettonica indiana contro quella euroasiatica.
Questo movimento continuo comprime le rocce del Sichuan come una molla gigantesca. Il punto di rottura avviene lungo una complessa rete di faglie, tra cui la celebre struttura del Longmen Shan e le sue ramificazioni più meridionali che sfiorano l’area di Yibin e della contea di Gaoxian. Quando la roccia non riesce più a sopportare l’accumulo di questa immensa energia elastica, si spezza improvvisamente. È in quel preciso millisecondo che nasce il terremoto, liberando onde sismiche che viaggiano verso l’alto e che oggi hanno fatto tremare i pavimenti fino alla grande città di Chengdu.
I precedenti storici e le ferite aperte della regione
Guardare al passato del Sichuan significa sfogliare le pagine di una storia sismica impressionante. La memoria collettiva della regione è indissolubilmente legata al catastrofico terremoto del 12 maggio 2008. In quel giorno, una magnitudo devastante di 7.9 squarciò la faglia del Longmen Shan per oltre 200 chilometri, provocando la perdita di quasi settantamila vite umane e riscrivendo per sempre la geografia profonda della provincia. Quell’evento ha dimostrato al mondo intero la reattività e la pericolosità dei sistemi di faglie locali.
Andando ancora più indietro nel tempo, i registri storici ci parlano del forte sisma del 1933, che con una magnitudo di 7.5 devastò la cittadina di Diexi, e delle più recenti scosse che periodicamente colpiscono il settore meridionale della provincia, vicino al bacino del Sichuan, dove si trova Gaoxian. Più recentemente, nel 2013, la vicina area di Lushan è stata teatro di un altro forte terremoto di magnitudo 7.0, a dimostrazione del fatto che la pressione geologica sotto i piedi della popolazione non si è mai allentata.
La scienza del monitoraggio e la cultura della prevenzione
Se un evento di magnitudo 5.5 a soli sei chilometri di profondità ha causato danni strutturali e feriti lievi senza trasformarsi in una tragedia, il merito è in gran parte della transizione tecnologica e ingegneristica degli ultimi anni. Dopo i disastri del passato, la Cina ha investito massicciamente in sistemi di allerta rapida sismica, in grado di inviare notifiche agli smartphone dei cittadini e di interrompere le linee ferroviarie ad alta velocità pochi secondi prima dell’arrivo delle onde sismiche più distruttive.
L’invio immediato sul posto di una squadra dell’Amministrazione cinese per i terremoti serve proprio a questo: raccogliere dati preziosi, mappare le nuove fratture superficiali e comprendere se la scossa odierna sia l’evento principale o l’anticamera di un assestamento più lungo. Studiare questi terremoti superficiali permette agli scienziati di perfezionare i modelli matematici e di aggiornare i criteri di costruzione antisismica, l’unico vero scudo che l’umanità possiede per convivere in sicurezza con la grandiosa e temibile dinamica del nostro pianeta.


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