Un terremoto magnitudo 3.0 è stato registrato questa mattina alle 06:08 nella provincia di Potenza. Secondo i dati ufficiali rilasciati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro dell’evento sismico è stato localizzato esattamente a 6 km a Nord/Ovest del Comune di Moliterno, ad una profondità di 13 km. I sismografi hanno registrato l’evento a 41 km a Sud di Potenza, a 80 km a Est di Battipaglia, a 80 km a Sud/Ovest di Matera e a 88 km a Sud/Ovest di Altamura.
Perché la terra trema in Val d’Agri
La zona di Moliterno e l’intera Val d’Agri rappresentano uno dei settori con la maggiore pericolosità sismica in Italia. Questo territorio si trova lungo l’asse della catena appenninica meridionale, una regione geologicamente molto attiva e complessa. La sismicità dell’area è governata principalmente da un sistema di faglie distensive che frammentano la crosta terrestre. Le rocce in questa porzione della penisola italiana sono sottoposte a continue forze tettoniche che tendono ad allargare il territorio in direzione perpendicolare alla catena montuosa. Quando l’energia accumulata da queste enormi tensioni strutturali supera la resistenza meccanica degli strati rocciosi, si verifica un movimento improvviso lungo i piani di faglia, rilasciando l’energia sotto forma di onde sismiche. I tremori generati da questi particolari meccanismi geologici costituiscono una caratteristica intrinseca dell’Appennino e testimoniano la profonda evoluzione tuttora in corso sotto la superficie.
La sismicità storica del territorio lucano
Guardando al passato, la sismicità storica della Val d’Agri annovera eventi di portata catastrofica. L’episodio più tragico e devastante risale al 16 dicembre 1857. In quella drammatica circostanza, un terremoto magnitudo 7.1 colpì duramente l’area, con epicentro nei pressi di Montemurro, a brevissima distanza da Moliterno. Quel violento sisma provocò la morte di oltre 11mila persone tra la Basilicata e la vicina Campania, radendo al suolo numerosi centri abitati. Un altro evento estremamente significativo avvenne nel 1561 nel vicino Vallo di Diano, con una magnitudo stimata di 6.5, a conferma del fatto che i grandi cataclismi tellurici in questo settore si concentrano quasi tutti lungo una stretta fascia assiale.





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