Terremoto in Calabria: scossa tra Catanzaro e Crotone | DATI e MAPPE

Il terremoto ha avuto epicentro nei pressi di Petronà: focus sulle dinamiche del sisma e la complessa storia sismica di questo territorio

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Nella mattinata odierna la terra è tornata a tremare in territorio calabrese, nella provincia di Catanzaro e nei Comuni limitrofi. Esattamente alle ore 11:03, i sismografi INGV hanno rilevato un terremoto magnitudo 3.2, individuando l’epicentro esatto a 5 km a Ovest del piccolo Comune di Petronà. L’evento tellurico si è originato ad una profondità stimata di 32 km sotto la crosta terrestre, una caratteristica tecnica fondamentale che ha permesso di mitigare in modo sensibile la percezione e la forza d’urto in superficie. L’epicentro è stato rilevato inoltre a 19 km a Nord/Est di Catanzaro, a 34 km a Est di Lamezia Terme, a 37 km a Ovest di Crotone e a 46 km a Sud/Est di Cosenza.

Perché la Calabria trema: la dinamica tettonica

Il territorio calabrese rappresenta una delle aree con il più alto potenziale sismogenetico dell’intero bacino del Mediterraneo. Questa continua instabilità è il risultato diretto del complesso scontro tettonico in atto tra la placca africana e quella euroasiatica. Nello specifico, l’area di Petronà e del versante ionico catanzarese è dominata dal processo di subduzione della placca ionica, che scivola progressivamente al di sotto dell’arco calabro. Questo lento e inesorabile sprofondamento accumula enormi quantità di energia nelle profondità della crosta terrestre, energia che viene poi rilasciata improvvisamente sotto forma di onde sismiche. La profondità di 32 km registrata per il sisma odierno è un classico indicatore di questa dinamica profonda, poiché gli ipocentri in questa specifica fascia si collocano frequentemente proprio lungo il piano di frizione e scivolamento tra le due immense zolle continentali.

La sismicità storica del territorio catanzarese

Analizzando gli archivi storici emerge un quadro inequivocabile riguardo la naturale esposizione della regione agli eventi tellurici. L’area centrale della penisola calabrese ha purtroppo ospitato terremoti di magnitudo estremamente elevata nel corso dei secoli passati. Il riferimento più drammatico va alla terribile e prolungata crisi sismica del 1783, che devastò gran parte della regione modificandone persino l’assetto idrogeologico. Altri eventi distruttivi hanno segnato il territorio nel corso del tempo, come il violento terremoto del 1905 che colpì il golfo di Sant’Eufemia e interessò duramente anche il versante ionico e l’istmo di Catanzaro. La zona specifica di Petronà e della Sila Piccola è costantemente interessata da una micro-sismicità di fondo, intervallata da scosse di moderata energia simili a quella odierna, che ricordano costantemente la natura intrinsecamente dinamica del sottosuolo calabrese.