Il bilancio della catastrofe che ha colpito il Venezuela continua ad aggravarsi ora dopo ora, trasformando le strade del Paese in uno scenario drammatico dove si contano già 920 vittime accertate. A rendere la situazione ancora più critica sono i numeri diffusi dalle Nazioni Unite, con il responsabile degli aiuti Tom Fletcher che ha confermato la presenza di oltre 50mila persone attualmente disperse sotto i detriti. Il disastro ha avuto inizio mercoledì sera, quando 2 violentissime scosse sismiche di magnitudo 7.2 e 7.5, separate da appena 1 minuto di distanza, hanno raso al suolo interi centri abitati nel Nord del Paese. L’area costiera di La Guaira, situata a breve distanza dalla capitale Caracas, è risultata la più devastata, con i palazzi che sono crollati in sequenza sotto la spinta inesorabile del sisma. Mentre i soccorritori lottano contro il tempo per estrarre i sopravvissuti, il panico è tornato a impadronirsi della popolazione a causa del recente sisma registrato nelle ultime ore, riaccendendo il terrore tra i cittadini in un momento di estrema vulnerabilità.
La nuova scossa e lo sciame sismico
La terra non ha smesso di tremare dopo il forte evento del 24 giugno. La nuova scossa di terremoto magnitudo 4.9 è stata registrata nel centro del Venezuela, con epicentro a 44 km a Nord di Maracay, nello Stato di Aragua, ad una profondità di 4.6 km. L’istituto geologico degli Stati Uniti e la fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche hanno confermato l’evento sismico, avvertito chiaramente negli Stati di Aragua, Carabobo, Miranda, La Guaira e nel distretto della capitale Caracas. Nelle ore precedenti erano stati registrati almeno 13 eventi sismici di intensità debole o moderata in diverse aree, tra cui Naiguatá, Boca de Aroa e San Felipe, segno di una sequenza ancora molto attiva.
Tensioni a Caracas e i soccorsi internazionali
In un clima di devastazione generale cresce anche la rabbia tra i sopravvissuti. I residenti di Caracas hanno duramente contestato la leader ad interim Delcy Rodriguez durante la sua visita nei quartieri colpiti, manifestando forte insofferenza per la mancanza di risposte ufficiali adeguate. Nel frattempo, le operazioni di ricerca, estremamente complesse e lente, hanno ricevuto un fondamentale potenziamento grazie all’arrivo degli aiuti internazionali. Squadre di soccorso provenienti da Spagna, Messico, Colombia, Cile, Ecuador, El Salvador, Stati Uniti, Repubblica Dominicana e Svizzera sono già operative sul territorio, pronte a estrarre chi è ancora bloccato tra le rovine degli edifici crollati.
L’arrivo della missione italiana in supporto alla popolazione
Il sostegno globale continua ad ampliarsi, con l’arrivo sul campo di nazioni europee come Germania e Italia, confermato dalla stessa Rodriguez. Alle ore 03:30 italiane, un volo messo a disposizione della Difesa è atterrato all’aeroporto militare di El Libertador, a Maracay, situato a Ovest di Caracas. Il team italiano, coordinato dal dipartimento della protezione civile, è composto da 97 professionisti tra soccorritori, personale sanitario, vigili del fuoco e funzionari dell’unità di crisi della Farnesina. Questo contingente sta ora raggiungendo le zone più critiche per garantire immediata assistenza. La Protezione Civile ha inoltre reso noto che è in corso l’organizzazione di un secondo volo dell’Aeronautica Militare.


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