Terremoto in Venezuela: emergenza sanitaria, ospedali al collasso

Il sisma ha colpito un paese già segnato da anni di mancati investimenti. Il Ministero della Salute mobilita 8 ospedali e 12 cliniche private, ma a La Guaira la situazione è drammatica

L’emergenza sanitaria in Venezuela ha raggiunto livelli critici a seguito del recente terremoto che ha devastato il Paese sudamericano. Le scene che si presentano ai soccorritori sono drammatiche, con ospedali letteralmente al collasso, una grave mancanza di ambulanze, carenza cronica di medicine e totale assenza di materiale di primo soccorso. I medici sono costretti ad allestire reparti di emergenza improvvisati, arrivando spesso a curare i feriti direttamente per strada pur di fornire assistenza essenziale. Questa calamità naturale si è abbattuta su un territorio già profondamente fiaccato da decenni di grave crisi economica, assenza di investimenti mirati e un progressivo deterioramento delle infrastrutture sanitarie, rendendo la gestione dei soccorsi estremamente complessa e difficoltosa per le autorità locali e per i soccorritori giunti sul posto.

La risposta del governo e l’allarme degli esperti

Di fronte a questa catastrofe, il Ministero della Salute ha riferito di aver attivato una rete di 8 ospedali pubblici nell’area della Grande Caracas, la zona che copre la maggior parte dei territori colpiti dal sisma. A queste strutture pubbliche sono state aggiunte 12 cliniche private per supportare le delicate e urgenti attività di triage, stabilizzazione e ricovero ospedaliero successive al terremoto. Le criticità del sistema sanitario, tuttavia, rimangono evidenti e radicate. Marino González, specialista in politiche di sanità pubblica e membro dell’Accademia Nazionale di Medicina del Venezuela, ha spiegato alla CNN la reale entità del problema: “Il sistema si sta deteriorando significativamente da molti anni. Una situazione come questa lo trova nelle peggiori condizioni possibili. In generale, le condizioni sono preoccupanti“.

Il dramma di La Guaira e la fuga del personale sanitario

L’emergenza assume contorni ancora più pesanti nell’area di La Guaira, una delle zone maggiormente devastate dalle scosse, situata a poche decine di km dalla capitale. In questo territorio le difficoltà logistiche complicano enormemente le operazioni di salvataggio. A questo proposito, González ha precisato: “Nonostante la vicinanza, si trova ad affrontare diverse limitazioni, come la topografia del territorio e la minore disponibilità di servizi. Le persone che necessitano di assistenza devono essere trasferite nei centri di assistenza più attrezzati nella capitales, il che crea un problema di trasporto“. Il problema dei trasferimenti e della logistica si estende inevitabilmente anche al personale sanitario. Oltre alla mancanza di forniture, il fattore umano ha registrato un netto declino recente, con moltissimi professionisti che hanno lasciato il Paese nell’ambito dell’esodo dell’ultimo decennio. Per salvare vite in questo momento cruciale, González sottolinea un’urgenza specifica: “La principale esigenza è quella di unità specializzate per politraumi. Gli ospedali devono disporre di unità specializzate per la cura dei traumi, ma queste richiedono molte attrezzature, tecnologie e risorse umane, come chirurghi traumatologi e intensivisti“.