Il bilancio provvisorio delle vittime del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela è salito a 589 morti: lo ha annunciato il presidente Delcy Rodríguez, mentre continuano le operazioni di soccorso nelle aree più colpite dai due violenti sismi che hanno devastato il Paese. Rodríguez ha dichiarato che altre 2.980 persone sono rimaste ferite nei terremoti che hanno colpito il Paese nella notte tra mercoledì e giovedì. Rodríguez ha osservato che le squadre di soccorso hanno tratto in salvo decine di persone. “Ci riempie di gioia sapere che possono riabbracciare le loro famiglie e i loro cari“, ha detto. I feriti, tra cui bambini, sono stati estratti dalle macerie coperti di polvere e sangue. La televisione di stato venezuelana ha mostrato immagini drammatiche dei salvataggi, tra cui quella di una donna intrappolata sotto una lastra di cemento con solo un piede nudo che spuntava tra le macerie, prima che i soccorritori la tirassero fuori viva.
“Andremo a salvare le persone intrappolate – ha detto -. Stiamo lavorando senza sosta a questo compito”. Lo Stato di La Guaira verrà militarizzato dopo i terremoti, ha aggiunto il Presidente parlando dell’area più colpita. Almeno 100 edifici, tra cui grattacieli residenziali, sono crollati nella città omonima, secondo quanto riportato dall’Associated Press. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), squadre di emergenza provenienti da almeno 17 nazioni sono in fase di dispiegamento per partecipare alle operazioni di ricerca dei sopravvissuti. In totale sono previste 25 squadre, tra cui 17 unità internazionali di ricerca e soccorso urbano e otto squadre mediche di emergenza, per circa 1.000 operatori complessivi.
Il portavoce dell’Ocha, Jens Laerke, ha definito i terremoti “tra i disastri più devastanti che possano colpire un Paese”, sottolineando la rapidità e l’ampiezza della risposta internazionale. Alcune squadre sono già arrivate sul posto, tra cui contingenti provenienti da Cile, Colombia, Messico, Svizzera e Stati Uniti, mentre altri, tra cui Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, sono ancora in fase di mobilitazione.
I 2 terremoti, di magnitudo 7.5 e 7.2, hanno colpito il Paese nella giornata di mercoledì. La priorità assoluta, ha dichiarato Ciro Ugarte dell’Organizzazione Panamericana della Sanità (Paho), è “salvare quante più persone possibile” e garantire assistenza medica immediata ai feriti. “Le prime 72 ore sono cruciali”, ha spiegato, avvertendo che il numero di morti e feriti è destinato a crescere significativamente. Secondo gli operatori sanitari, negli ospedali si registrano soprattutto fratture, traumi cranici, ustioni e lesioni da crollo di edifici. Una situazione resa ancora più complessa dalla fragilità del sistema sanitario locale, già sotto forte pressione prima del disastro.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?