Terremoto nello Ionio: epicentro al largo della costa crotonese | DATI e MAPPA

Una scossa di terremoto si è verificata alle 19:25 di oggi, sabato 13 giugno, nel Mar Ionio settentrionale

Una scossa di terremoto si è verificata alle 19:25 di oggi, sabato 13 giugno, nel Mar Ionio settentrionale. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 3.1, con epicentro al largo della costa crotonese e profondità di appena 10km. Si tratta di un evento di energia contenuta, classificabile come lieve secondo le scale sismiche strumentali, ma che rientra pienamente nella normale attività tettonica di un’area tra le più dinamiche dell’intero Mediterraneo centrale. La Calabria ionica, infatti, non è un territorio sismicamente “tranquillo”, ma uno dei settori in cui la Terra continua a muoversi e deformarsi in modo costante, anche se spesso in maniera impercettibile per chi vive in superficie. Il terremoto odierno è quindi un piccolo frammento di un quadro geologico molto più ampio e complesso, che coinvolge l’interazione tra le placche che convergono nel bacino ionico e nell’arco calabro.

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Il Mar Ionio e la Calabria ionica: una delle aree più attive del Mediterraneo

Il Mar Ionio è un bacino del Mediterraneo orientale compreso tra l’Italia meridionale, la Sicilia e il mondo ellenico, e rappresenta una delle zone chiave della deformazione tettonica del Mediterraneo. Lungo il margine calabrese, in particolare, si sviluppa un sistema di strutture geologiche profonde legate alla subduzione della litosfera ionica sotto l’arco calabro.

Questa dinamica è ciò che rende l’area naturalmente sismica. In termini semplici, una porzione della crosta terrestre tende a sprofondare lentamente al di sotto di un’altra, accumulando tensioni che, quando si liberano, generano terremoti di varia intensità. Non è un processo improvviso, ma continuo, e si manifesta attraverso una sismicità diffusa che può includere sia eventi profondi sia terremoti superficiali come quello registrato oggi.

Perché l’epicentro al largo della costa crotonese è una zona “tipica” per questi eventi

L’area al largo della costa crotonese è uno dei settori più monitorati della Calabria ionica perché rappresenta una sorta di “cerniera geologica” tra mare profondo e margine continentale. Qui si concentrano numerose micro-faglie e strutture attive che riflettono l’adattamento della crosta ai movimenti della subduzione ionica.

Eventi come quello odierno, di magnitudo intorno a 3, sono molto frequenti e spesso non vengono percepiti dalla popolazione, soprattutto se localizzati in mare aperto. Tuttavia sono importanti dal punto di vista scientifico perché contribuiscono a delineare la distribuzione delle tensioni lungo il margine calabro-ionico.

In generale, la sismicità di questa fascia non è caratterizzata solo da grandi terremoti rari, ma anche da una costante “micro-attività” che aiuta i sismologi a comprendere l’evoluzione delle strutture tettoniche profonde.

La sismicità storica del Mar Ionio e della Calabria orientale

Se si osserva il quadro storico, il Mar Ionio e la Calabria orientale mostrano una lunga sequenza di eventi sismici, alcuni anche significativi. La storia recente e quella strumentale evidenziano come questa regione sia attraversata da terremoti che vanno dai piccoli eventi locali fino a scosse di magnitudo superiore a 5, capaci di essere avvertite su aree molto ampie del Sud Italia.

Negli ultimi anni, ad esempio, si sono verificati diversi terremoti nell’area ionica calabrese, tra cui eventi più energici legati sempre al sistema di subduzione dell’arco calabro-peloritano, che si estende tra Calabria e Sicilia orientale. In questo contesto, la magnitudo 3.1 registrata oggi rientra nella fascia più bassa della sismicità regionale, ma segue lo stesso schema geodinamico dei terremoti più forti.

Storicamente, la Calabria è una delle regioni italiane con il più alto livello di pericolosità sismica, anche se la distribuzione degli eventi varia molto da zona a zona. L’area ionica, pur essendo meno “nota” rispetto ad altre zone dell’Appennino, è costantemente interessata da attività sismica legata al sistema Ionio–Arco Calabro.

Cosa significa un terremoto superficiale come quello di oggi

La profondità di circa 10km indica un terremoto superficiale, cioè avvenuto nella parte alta della crosta terrestre. Questo tipo di eventi tende a essere più facilmente percepibile rispetto ai terremoti profondi a parità di magnitudo, perché l’energia si disperde meno prima di raggiungere la superficie. Nel caso odierno, tuttavia, la magnitudo relativamente bassa ha limitato ogni possibile effetto al suolo. Eventi di questo tipo sono spesso rilevati solo dagli strumenti della rete sismica nazionale e contribuiscono a costruire il quadro statistico della sismicità locale.