Terremoto Venezuela: il bilancio supera le 1.700 vittime, per la NASA danneggiati o distrutti quasi 59mila edifici

Gli USA incrementano gli aiuti in Venezuela mentre circa 50.000 persone risultano ancora disperse dopo il doppio terremoto

Gli Stati Uniti proseguono la mobilitazione in Venezuela per potenziare i loro aiuti, cinque giorni dopo il doppio terremoto che ha causato almeno 1.719 morti. Circa 50.000 persone risultano ancora disperse secondo le Nazioni Unite, che stimano che la catastrofe abbia generato circa 1,2 milioni di tonnellate di macerie nello Stato di La Guaira (nord), la regione più duramente colpita. Centinaia di corpi si trovano in obitori improvvisati allestiti all’interno dei magazzini del porto della città omonima, a 40 chilometri da Caracas.

L’esercito americano, che ha schierato 130 Marines per contribuire alle riparazioni di infrastrutture, ha annunciato ieri che il porto di La Guaira è di nuovo operativo, consentendo lo sbarco di aiuti umanitari. Un forte simbolo, la USS Fort Lauderdale, una nave anfibia per il trasporto di truppe e materiali, è attualmente ancorata nelle acque della città costiera, di cui la maggior parte delle residenze con piscina sono crollate come castelli di carte. In immagini riprese da droni si possono vedere interi quartieri in cui nessun edificio ha resistito alle scosse sismiche.

Per la NASA, quasi 59.000 edifici danneggiati o distrutti

La NASA stima che almeno 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti dal doppio terremoto che la scorsa settimana ha colpito il Venezuela. La stima preliminare è basata sull’integrazione di dati propri con le immagini radar del satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Secondo la dichiarazione, si tratta di una “valutazione rapida e preliminare” condotta dai ricercatori Corey Scher e Jamon Van Den Hoek dell’Università dell’Oregon; essa riflette “bruschi cambiamenti superficiali coerenti con danni“, ma i dati non sono stati convalidati sul campo e dovrebbero essere considerati solo come un indicatore. Il Sistema di coordinamento della risposta ai disastri della NASA è stato attivato per fornire mappe e dati a supporto delle operazioni di emergenza. Le analisi confrontano le immagini raccolte dopo il sisma con quelle dell’anno precedente. Anche l’ESA utilizza i dati di Sentinel-1 per monitorare la deformazione del terreno nell’area colpita, che si estende da Caracas a Puerto Cabello. Il doppio sisma è stato caratterizzato da una prima scossa di magnitudo 7.2, seguita da una di magnitudo 7.5 meno di un minuto dopo.