Ieri il Presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha riferito che i terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 registrati mercoledì 24 giugno nel Paese hanno causato finora 1.450 morti, 3.150 feriti e 12.721 sfollati. Per quanto riguarda gli edifici danneggiati a seguito dei terremoti, Rodríguez ha confermato che vi sono almeno 774 edifici colpiti, 189 dei quali completamente crollati e 585 con “crollo parziale o danni ingenti” e che sono stati colpiti 38 ospedali, 34 centri commerciali e 1.645 strutture di altro tipo. Rodríguez ha ribadito che, sebbene sette stati siano stati colpiti dai terremoti, La Guaira rimane la regione con il più alto livello di devastazione. Per questo motivo, ha indicato che lo stato rimane sotto un ampio dispiegamento di forze di sicurezza e ha nuovamente chiesto alla popolazione di evitare di recarsi nella zona.
A quattro giorni dal sisma ancora migliaia di dispersi
A quattro giorni dal doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, la popolazione è alla ricerca dei propri cari dispersi tra le macerie. Nella zona di Caraballeda, città circa 40 chilometri a nord di Caracas, centinaia di civili utilizzano pale per rimuovere gli edifici crollati. Le notizie sugli ultimi ritrovamenti lasciano ancora un barlume di speranza: un uomo e suo figlio adolescente sono stati ritrovati vivi sotto le macerie domenica 28 giugno da squadre di soccorso francesi e americane. Milioni di persone dopo il sisma non hanno accesso a servizi igienici e altri beni di prima necessità. Farmacie, supermercati e altre attività commerciali sono state saccheggiate, hanno riferito i residenti, alcuni dei quali si sono lamentati della lentezza e della scarsità degli aiuti post-terremoto forniti dalle autorità.



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