Uccisione dell’orsa Amarena, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente ammessa parte civile nel processo

Il giudice del Tribunale di Avezzano ha accolto la costituzione della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente

La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente è stata ammessa come parte civile nel nuovo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, uno degli animali simbolo del Parco d’Abruzzo. La decisione è stata assunta dal giudice del Tribunale di Avezzano nell’udienza che si è tenuta oggi. L’associazione, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dall’avv. Crescenzo Presutti, figura tra le 24 parti civili ammesse nel procedimento. Le richieste complessive erano poco meno di una cinquantina, ma il giudice ha accolto soltanto una parte delle istanze presentate.

La prossima udienza del processo è stata fissata per il 25 settembre, data nella quale il procedimento proseguirà davanti al Tribunale di Avezzano.

Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente tra le parti civili ammesse

L’ammissione della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente come parte civile rappresenta uno degli elementi centrali dell’udienza. La presenza dell’associazione nel processo consentirà di sostenere in sede giudiziaria le ragioni legate alla tutela degli animali e dell’ambiente, in un caso che ha assunto un forte valore simbolico per la morte dell’orsa Amarena.

La vicenda riguarda infatti l’uccisione di un esemplare considerato tra i simboli del Parco d’Abruzzo, la cui morte ha suscitato forte attenzione pubblica anche per le modalità con cui si sarebbe consumato il fatto contestato.

Il ruolo di Michela Vittoria Brambilla nel processo per l’orsa Amarena

A commentare la decisione del giudice è stata l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che ha espresso soddisfazione per l’ammissione dell’associazione tra le parti civili.

“L’ammissione come parte civile – commenta l’on. Brambilla – è motivo di grande soddisfazione e ci consente di far valere le nostre ragioni. Si tratta di un reato gravissimo in sé e per le modalità con cui è stato consumato, di un atto crudele e insensato ai danni di uno dei simboli del Parco d’Abruzzo. L’imputato ha sparato per uccidere, non per errore o solo per allontanare l’animale. E’ giusto che il responsabile paghi per un’uccisione deliberata, aggravata dalle circostanze e purtroppo ispirata dalla retorica del grilletto facile contro i grandi carnivori e tutta la fauna selvatica”. 

Le parole dell’on. Brambilla mettono al centro la gravità dell’episodio e il valore della costituzione di parte civile, considerata uno strumento per far valere le ragioni dell’associazione nel procedimento giudiziario.

Il processo per la morte dell’orsa Amarena e il tema della fauna selvatica

Il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena si inserisce in un contesto particolarmente delicato, legato alla protezione dei grandi carnivori e della fauna selvatica. Nelle dichiarazioni dell’on. Michela Vittoria Brambilla, il fatto viene descritto come un’uccisione deliberata e non come un gesto dettato da errore o dalla sola volontà di allontanare l’animale.

Il presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente sottolinea inoltre il riferimento alla “retorica del grilletto facile”, indicando il rischio di un clima ostile nei confronti dei grandi carnivori e, più in generale, degli animali selvatici.

Prossima udienza fissata al 25 settembre

Dopo l’udienza di oggi, il procedimento davanti al Tribunale di Avezzano proseguirà il 25 settembre. In quella data il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena entrerà in una nuova fase, con la presenza tra le parti civili anche della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dall’avv. Crescenzo Presutti.

L’ammissione dell’associazione tra le 24 parti civili riconosciute dal giudice conferma la rilevanza del procedimento non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello della tutela degli animali, dell’ambiente e della fauna selvatica.