Parker Solar Probe, sonda della NASA, ha portato a termine con straordinario successo il suo 28° incontro ravvicinato con il Sole lo scorso 8 giugno, eguagliando ancora una volta i suoi stessi record assoluti di distanza e velocità. Tuffandosi coraggiosamente nell’atmosfera incandescente della nostra stella, la sonda ha sfiorato la superficie solare transitando a circa 6 milioni di km di distanza, viaggiando alla sbalorditiva velocità di circa 692mila km/h nel cuore dello Spazio profondo. Durante questa manovra estremamente delicata e complessa, il veicolo è rimasto completamente isolato dalle normali comunicazioni con la Terra, muovendosi in totale e perfetta autonomia per 9 giorni intorno al punto di massimo avvicinamento. Solo ieri i controllori di volo del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory hanno finalmente ricevuto il tanto atteso segnale radio, confermando il perfetto funzionamento di tutti i sistemi di bordo e dimostrando la straordinaria resistenza di questa meraviglia tecnologica.
Alla scoperta dei segreti del vento solare
L’obiettivo di questi tuffi così audaci, parte della missione Living With a Star della NASA, è raccogliere dati cruciali direttamente dall’interno della corona solare. Dal 3 al 13 giugno, i 4 pacchetti di strumenti scientifici a bordo hanno analizzato le origini del vento solare e le dinamiche degli eventi legati alla nostra stella, come le espulsioni di massa coronale e le conseguenze dei brillamenti. Comprendere la fisica fondamentale di questi fenomeni è essenziale per la previsione meteorologica spaziale, un fattore determinante per proteggere le reti elettriche terrestri, i satelliti in orbita e le rotte aeree. La decodifica di queste informazioni garantirà inoltre la massima sicurezza per gli astronauti durante le future missioni oltre l’orbita terrestre, con un occhio di riguardo ai viaggi diretti verso la Luna e Marte.
Uno scudo termico a prova di temperature estreme
Nonostante l’ambiente ostile e le condizioni proibitive, la sonda si mantiene in uno stato eccellente dopo tutti i 28 passaggi. Sebbene non vi siano sensori direttamente sulla parte frontale dello scudo termico, noto come Thermal Protection System o TPS, i modelli matematici indicano che durante l’avvicinamento massimo la barriera raggiunge l’incredibile temperatura di circa 926°C. A rassicurare costantemente gli esperti è la temperatura interna del veicolo, misurata sulle coperture al di sotto dello strato protettivo, rimasta perfettamente costante ad ogni transito. John Wirzburger, ingegnere dei sistemi della missione presso l’APL, ha illustrato il successo ingegneristico dietro queste performance: “Il materiale dello scudo termico è incredibilmente leggero e fragile, ma il design termico, così come il software che mantiene il veicolo spaziale con il TPS puntato verso il Sole, sono stati eccezionali. È un vero tributo al team che ha progettato, costruito e opera la Parker Solar Probe“. L’esperto ha poi fornito un dettaglio cruciale sulla resistenza della struttura: “Questa coerenza della temperatura è un indicatore principale dello stato di salute del veicolo spaziale. Ci dice che lo scudo termico non si sta degradando. Se si stesse rompendo o indebolendo, vedremmo le temperature salire a causa di una maggiore perdita di calore“.
Il futuro della missione nel Sistema Solare
Lanciata nell’agosto del 2018, in un periodo in cui l’attività stellare era vicina ai minimi termini del suo ciclo di 11 anni, la sonda ha potuto studiare l’atmosfera in fasi via via differenti. Nel 2024 è stato ufficialmente annunciato che il Sole ha raggiunto il suo periodo di massimo solare, offrendo alla Parker Solar Probe uno scenario di studio estremamente turbolento e ricco di dati inediti. Il veicolo spaziale manterrà la sua orbita attuale e continuerà le osservazioni anche nella successiva fase di declino dell’attività magnetica. La mole di informazioni catturata inizierà a viaggiare verso i server della Terra a partire dal 14 giugno, con le trasmissioni di telemetria scientifica principale previste dal 17 al 30 giugno. Nel frattempo, i vertici dell’agenzia spaziale stanno già valutando i futuri sviluppi della missione previsti per la fine del 2026 e oltre.


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