Le autorità algerine hanno disposto il richiamo urgente in servizio di tutto il personale della Protezione civile nelle province maggiormente colpite dall’ondata di caldo estremo e dalla nuova emergenza incendi che sta interessando vaste aree del Paese. La decisione, adottata nella giornata di oggi, arriva in un momento particolarmente critico, con temperature previste fino a +49°C o oltre in alcune zone e decine di focolai ancora attivi. La misura punta a rafforzare il dispositivo operativo impegnato nelle attività di spegnimento degli incendi boschivi, nella gestione dei soccorsi e negli interventi di emergenza legati alle condizioni climatiche eccezionali che stanno interessando l’Algeria.
Richiamo immediato della Protezione civile in oltre 40 province
Il provvedimento è stato adottato dopo una comunicazione interna della Direzione generale della Protezione civile algerina, sulla base di un bollettino speciale dell’Ufficio nazionale di meteorologia che prevede una fase di caldo intenso destinata a proseguire almeno fino a domenica 19 luglio. Il richiamo riguarda oltre 40 province del Paese, dove tutti gli agenti della Protezione civile sono stati invitati a raggiungere immediatamente le rispettive sedi operative per aumentare la capacità di risposta sul territorio. L’obiettivo delle autorità è garantire una maggiore presenza di squadre specializzate nelle aree più vulnerabili, in particolare quelle dove gli incendi stanno coinvolgendo foreste, macchia mediterranea, colture agricole e palmeti, mettendo sotto pressione i sistemi locali di intervento.
111 incendi registrati in una sola giornata: 46 ancora attivi
Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dalla Protezione civile algerina alle 18:40 ora locale, corrispondenti alle 19:40 in Italia, dall’inizio della giornata sono stati registrati 111 incendi distribuiti in diverse zone del Paese. Di questi roghi, 65 sono stati spenti, mentre 46 incendi risultano ancora attivi in 18 province. La situazione più delicata resta quella della provincia di Béjaïa, dove sono ancora in corso 13 incendi, rendendo l’area uno dei principali fronti dell’emergenza. L’elevato numero di interventi simultanei ha richiesto il massimo impiego delle risorse disponibili, con squadre terrestri impegnate nelle operazioni di contenimento delle fiamme e con il sostegno di aerei antincendio ed elicotteri nelle zone più difficili da raggiungere.
Béjaïa, Tizi Ouzou e Blida tra le aree più colpite dai roghi
Oltre a Béjaïa, resta alta l’attenzione nelle province di Tizi Ouzou, Blida, Boumerdès, Skikda e Aïn Defla, dove le operazioni di spegnimento sono proseguite senza interruzione per tutta la giornata. Le squadre di emergenza stanno lavorando per contenere incendi che continuano a minacciare aree boschive, abitazioni e terreni agricoli, con un impiego massiccio di mezzi sia a terra sia in volo. Tra gli incendi considerati più impegnativi figurano quelli nelle province di Annaba, Béjaïa, Tlemcen e Aïn Defla, dove la propagazione delle fiamme ha richiesto un ulteriore rafforzamento delle operazioni di contrasto.
Evacuazioni preventive in diverse zone minacciate dal fuoco
L’emergenza incendi ha portato le autorità locali a predisporre anche diverse evacuazioni preventive nelle aree considerate a rischio. Nella provincia di Blida sono state allontanate circa 200 persone, mentre altri interventi di evacuazione hanno interessato villaggi e abitazioni nelle province di Béjaïa, Skikda, Boumerdès, Bouira e Guelma. Al momento, secondo quanto riferito dalle autorità, non sono state segnalate vittime. Le evacuazioni sono state effettuate come misura precauzionale per proteggere la popolazione dalle conseguenze dell’avanzata delle fiamme e dall’evoluzione imprevedibile degli incendi alimentati dalle condizioni meteorologiche estreme.
L’Algeria affronta una nuova fase di caldo eccezionale
La combinazione tra temperature record, vegetazione secca e forte rischio di propagazione degli incendi sta creando una delle situazioni più complesse dell’estate per il sistema di emergenza algerino. Le previsioni dell’Ufficio nazionale di meteorologia indicano una prosecuzione della fase di caldo intenso fino al 19 luglio, con valori che potrebbero raggiungere o superare i +49°C in alcune aree. Per questo motivo le autorità hanno scelto di mobilitare l’intero apparato della Protezione civile, aumentando il numero degli operatori disponibili e concentrando risorse nelle province più esposte. Il dispositivo di emergenza resta quindi pienamente operativo, con l’obiettivo prioritario di fermare l’avanzata dei roghi forestali, proteggere gli abitanti delle zone coinvolte e limitare i danni a patrimonio naturale, abitazioni e attività agricole.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?