Allerta Meteo, inizia l’ondata di caldo dei “giorni della merla dell’estate” ma non sarà esagerata. SOS maltempo: incombono forti temporali pomeridiani

Allerta Meteo, le temperature salgono nell'apice stagionale ma senza record: la geografia delle massime, la trappola del sensazionalismo e il ritorno dei temporali di calore

Nella giornata di oggi, giovedì 30 luglio, le temperature diurne stanno registrando un incremento netto e costante su gran parte della penisola, segnando l’avvio effettivo dell’ondata di caldo africano di cui si parla da giorni. L’analisi puntuale dei rilevamenti effettuati alle ore 16:00 descrive una distribuzione termica del tutto fisiologica per la fine di luglio: i valori più elevati si concentrano rigorosamente nelle zone interne e pianeggianti lontane dall’influenza marittima, mentre lungo i litorali, in particolare sui versanti adriatici e meridionali, le brezze di mare mantengono il clima decisamente più mite e vivibile.

Nel Settentrione, le punte più elevate si sono toccate nelle conche alpine e nelle zone di pianura interna con +38°C a Trento, Rovereto e Sondrio, seguiti da +37°C a Pordenone. A +36°C troviamo Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Udine, Alessandria e Aosta, mentre a +35°C si sono attestate Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Brescia, Parma, Vicenza e Treviso. Più defilate Novara, Bergamo e Mantova con +34°C, Trieste con +33°C, mentre la presenza del mare ha mantenuto il clima molto più contenuto a Venezia e Genova con +31°C, Rimini con +30°C e la freschissima Cesenatico con appena +28°C.

Al Centro la configurazione ricalca il medesimo pattern, con i picchi termici concentrati nelle piane interne: +38°C a Firenze e Grosseto, +37°C a Frosinone e Terni, e +36°C a Spoleto. Si fermano a +35°C Roma, Viterbo, Latina e Siena, seguite da Perugia con +34°C, Pisa e Ascoli Piceno con +33°C e Macerata con +32°C. Sulla fascia costiera la ventilazione marina garantisce un panorama ben diverso: Livorno registra +31°C, Ancona +30°C, Senigallia e San Benedetto del Tronto +29°C, mentre Pescara gode di una piacevole massima di +28°C.

Il Mezzogiorno vede le massime più alte nelle vallate interne lontano dalle correnti marittime, con +37°C a Foggia, Cosenza e Benevento, e +34°C a Napoli e Taranto. Troviamo poi +33°C a Catanzaro e Oristano, mentre a +32°C si collocano Palermo, Catania, Reggio Calabria, Siracusa, Agrigento e Iglesias. Clima ventilato e gradevole a Messina e Lecce con +31°C, Cagliari, Crotone, Vibo Valentia e Barletta con +30°C, fino ai valori decisamente contenuti di Bari, Brindisi e Bisceglie fermatesi a +29°C.

I “giorni della merla dell’estate”: la spiegazione scientifica dell’apice stagionale

La contestualizzazione dei dati odierni richiede una riflessione sulla climatologia del nostro Paese. Ci troviamo esattamente al 30 luglio, ovvero nel cuore del periodo storicamente più caldo dell’anno per l’Italia e per l’intero bacino del Mediterraneo. Se dovessimo individuare una controparte estiva ai celebri giorni della merla invernali di fine gennaio, questa sarebbe rappresentata proprio dalle giornate del 29, 30 e 31 luglio. Dal punto di vista scientifico, questo parallelismo si spiega con il concetto di inerzia termica: così come a fine gennaio la Terra ha accumulato il massimo del raffreddamento disperso nei mesi precedenti, a fine luglio la superficie terrestre e i mari raggiungono il massimo dell’accumulo di radiazione solare, facendo sì che il calore al suolo tocchi i suoi vertici annuali. È il periodo dell’anno preferito dai turisti per le vacanze proprio perché dominato da un contesto normalmente soleggiato, caldo e anticiclonico.

Alla luce di questa realtà climatologica, le temperature registrate oggi non mostrano alcun carattere eccezionale. Non ci troviamo di fronte a un caldo esagerato e nessun record storico viene neanche lontanamente impensierito. I valori si collocano appena un paio di gradi al di sopra delle medie del periodo, in un quadro ben lontano dai proclami catastofisti e terroristici diffusi a reti unificate nei giorni scorsi. Inoltre, le ore notturne e le prime ore del mattino continuano a regalare un clima decisamente fresco e godibile su quasi tutte le regioni, a dimostrazione che la struttura stabilizzante non possiede quella forza opprimente descritta da certa narrazione mediatica.

Tra maltempo e venti tempestosi: dal Trentino alla goccia fredda nel Mediterraneo

Mentre si continua a parlare ossessivamente di caldo, la cronaca meteorologica recente ci ricorda come l’instabilità stia già provocando danni ingenti in diverse zone. La dimostrazione arriva dal devastante maltempo in Trentino, dove nella notte raffiche di vento superiori ai 100km/h hanno scoperchiato tetti e devastato interi campi agricoli. Allo stesso tempo, il quadro atmosferico del Mezzogiorno è influenzato da un’insidiosa goccia fredda nel Mediterraneo, responsabile di violenti temporali tra la Sicilia, Malta e la Libia. Poco più a Est, lo scenario è dominato dall’impetuoso Meltemi che sta flagellando l’Egeo e la Grecia, generando intense mareggiate e raffiche tempestose che proseguiranno per tutto il fine settimana.

Il picco del caldo e la fabbrica dei temporali di calore pomeridiani

Guardando alla fase previsionale, il picco di questa fiammata termica si consumerà tra la giornata di domani, venerdì 31 luglio, e lunedì 3 agosto. Tuttavia, non assisteremo a nessuna impennata spaventosa della colonnina di mercurio. Le temperature massime confermeranno i valori odierni con variazioni minime, nell’ordine di uno o due gradi in più nei momenti di punta. Pochissime località interne del Centro Italia, in particolare tra Toscana e Umbria come Firenze, Grosseto, Terni e Frosinone, potranno toccare i +40°C, una circostanza del tutto ordinaria nel pieno dell’estate. Questa evoluzione rappresenta una vera mazzata per chi preconizzava assurdi +50°C e la più grande calura della stagione, una bufala tra l’altro buona esattamente ogni anno in questo periodo, a testimonianza che non segue alcuna reale previsione meteo empirica ma soltanto uno schema mediatico stagionale.

A smentire ulteriormente la compattezza dell’anticiclone subtropicale intervengono le previsioni dell’instabilità. A partire da domani e per almeno sei giorni consecutivi, il territorio italiano sarà interessato da frequenti temporali di calore. La genesi di questi fenomeni è dovuta alla debolezza intrinseca della struttura anticiclonica, vulnerabile a continue infiltrazioni fresche in quota. Quando l’aria calda e umida presente nei bassi strati sale per convezione, incontra questa sacca più fresca in quota, condensando rapidamente e generando imponenti nubi cumuliformi. I temporali colpiranno a macchia di leopardo le zone montuose e collinari di Alpi e Appennini, con frequenti sconfinamenti verso le pianure e le coste adiacenti, portando nubifragi, grandinate e bruschi crolli termici localizzati. Questa nuvolosità andrà inoltre a ridurre il soleggiamento, che a fine luglio risulta già di per sé inferiore rispetto ai massimi di fine giugno per ragioni puramente astronomiche.

Gerarchia delle ondate estive e previsioni per la prossima settimana: dal calo del 4-5 agosto alla svolta dell’8-9 agosto

Alla luce dei fatti, quella che stiamo vivendo non è affatto l’ondata di caldo più intensa dell’anno. Lo scettro della stagione spetta indiscutibilmente all’evento di metà luglio, quando si toccarono i +48°C tra Sicilia e Sardegna, oltre +45°C tra Puglia e Calabria e vennero infranti numerosi record storici assoluti. Questa fase non supera nemmeno la seconda (per intensità) ondata di caldo dell’estate, ovvero quella di fine giugno che colpì duramente il Centro-Nord raggiungendo picchi estremi che nei prossimi giorni non verranno neanche eguagliati. Ci troviamo dunque di fronte alla terza fiammata stagionale per tempistica e forza, caratterizzata da una durata decisamente contenuta. I modelli numerici a lungo termine confermano infatti un primi cedimento della calura già a partire dal 4-5 agosto, preludio alla decisa rottura estiva attesa nel weekend dell’8-9 agosto, quando l’ingresso di correnti fredde determinerà un drastico crollo termico e una fase di forte maltempo su tutta l’Italia.

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