Oggi martedì 21 luglio 2026 sarà un’altra giornata di passione meteorologica a causa di un violento scontro termico tra masse d’aria differenti che scatenerà fenomeni severi su gran parte del Nord e delle regioni adriatiche. L’allerta meteo è massima per la giornata odierna: correnti più fresche di origine atlantica andranno a collidere in modo frontale con l’opprimente calore accumulato nei giorni scorsi dall’alta pressione di matrice subtropicale. Questa complessa e instabile miscela esplosiva atmosferica darà rapidamente vita a sistemi temporaleschi particolarmente intensi, capaci di generare grandinate distruttive su ampie fasce di territorio e colpi di vento violenti. La dinamica atmosferica attualmente in atto ripercorre da vicino scenari meteorologici già purtroppo vissuti nel recente passato.
L’avviso degli esperti di ZenaStormChaser
Gli esperti di ZenaStormChaser hanno rilasciato un bollettino dettagliato, inquadrando con precisione l’evoluzione atmosferica attesa. Come si legge nel testo, stiamo assistendo all’ultimo atto di una complessa dinamica meteorologica, descritta come una “lotta titanica tra l’alta pressione subtropicale e l’aria più fresca nord-atlantica“. Secondo quanto riportato dagli esperti, oggi “entrerà un vero e proprio cavo d’onda sul Nord Italia, per poi propagarsi verso le regioni del versante adriatico. I primi fenomeni si manifesteranno già durante la mattinata, ma la fase più intensa è attesa tra il pomeriggio e la sera“. L’allerta si concentra sull’innesco di celle temporalesche di assoluta gravità. ZenaStormChaser avverte che “saranno nuovamente probabili supercelle e multicelle molto organizzate e, grazie a valori di CAPE ancora una volta superiori ai 3000 J/kg e di shear oltre i 25 m/s, sono attese grandinate di grosse dimensioni su un’ampia fascia di territorio, oltre a downburst con raffiche che localmente potranno superare i 100 km/h“.
Le regioni a rischio tra Alpi e pianure settentrionali
Le prime avvisaglie si avranno molto presto. L’outlook di ZenaStormChaser specifica che si attendono “primi fenomeni già dal primo mattino tra le pedemontane, le Prealpi lombarde e il Trentino“. L’evoluzione del sistema perturbato, di difficile localizzazione millimetrica, potrebbe sconfinare lungo l’asse del Po o evolvere direttamente verso i settori veneti, portando alla formazione di “1-2 supercelle in movimento da Ovest/Nord/Ovest verso Est/Sud/Est, accompagnate da grandine di medie dimensioni (5-6 cm)“. Il maltempo si abbatterà successivamente verso le pianure, e “non si esclude una rigenerazione fino alla Lombardia occidentale“. Il team sottolinea il potenziale rischio di “supercelle in movimento verso Sud/Sud/Est“. Inoltre, le previsioni indicano che l’instabilità si estenderà anche verso Ovest, “con l’ingresso del cavo d’onda l’instabilità, in moto retrogrado, si estenderà fino al Piemonte con fenomeni localmente intensi, soprattutto a ridosso dell’Appennino ligure, dove non si escludono grandinate di medie dimensioni“. Anche la Liguria vedrà lo sconfinamento di alcuni violenti rovesci in spostamento verso le zone appenniniche interne.
L’esplosione temporalesca verso l’Adriatico e gli Appennini
Il fronte del maltempo si sposterà implacabilmente andando a intaccare pesantemente altre regioni. “Già nel corso della mattinata potranno verificarsi fenomeni lungo l’asse del Po e sul Ferrarese“, spiegano ZenaStormChaser, ma sarà nella seconda parte della giornata che la convezione esploderà in tutta la sua intensità. Nel pomeriggio, infatti, i fenomeni si accenderanno “lungo l’Appennino, soprattutto su quello centro-orientale, con nuclei molto violenti in sconfinamento verso Modenese, Bolognese e Romagna“. L’allarme è altissimo per le grandinate distruttive: gli esperti avvisano senza mezzi termini che “saranno possibili chicchi fino a 9-10 cm di diametro, con danni anche ingenti“. Nelle ore serali, l’impatto si estenderà al settore marchigiano, dove si svilupperanno veloci ma intensi nuclei temporaleschi destinati alla costa, seguiti dalla discesa dei temibili temporali romagnoli. In questa particolare fase persisterà un “elevato rischio di downburst e grandinate di grosse dimensioni (over 8 cm)“. Infine, il sistema temporalesco dovrebbe tendere al fisiologico indebolimento una volta raggiunto l’Abruzzo centrale, portando le ultime instabilità sparse anche sul territorio umbro.
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