L’intensa ondata di forte maltempo che ha colpito l’Italia non si arresta, ma subisce una netta evoluzione spaziale spostandosi verso le regioni centro-meridionali e lungo i settori adriatici. Per la giornata di domani, giovedì 2 luglio 2026, la configurazione meteorologica del nostro Paese rimarrà fortemente compromessa, spingendo le massime autorità nazionali a mantenere elevato lo stato di vigilanza. L’Aeronautica Militare e la Protezione Civile hanno già provveduto a emettere i consueti avvisi e le allerte ufficiali per salvaguardare l’incolumità pubblica e coordinare la gestione delle criticità idrogeologiche sul territorio. In questo contesto di spiccata instabilità estiva, il gruppo di lavoro PRETEMP ha rilasciato il suo ultimo aggiornamento previsionale, redatto dal previsore Randi. È fondamentale rammentare che PRETEMP si occupa specificamente dello studio e della stima dei fenomeni temporaleschi severi, fornendo esclusivamente previsioni probabilistiche sperimentali e non avvisi di protezione civile. Il loro monitoraggio, valido dalle ore 00:00 alle 24:00 UTC di giovedì, evidenzia l’attivazione di pericolose risposte convettive dovute all’accumulo di calore nei bassi strati e sui bacini marittimi italiani.
La situazione sinottica: l’arrivo del vortice ciclonico nord-atlantico
La complessa architettura atmosferica che governerà la giornata di giovedì viene esposta con grande rigore scientifico nella sintesi del bollettino. Gli esperti evidenziano l’afflusso di correnti instabili e fresche che andranno a scalzare l’aria calda preesistente, esasperando i contrasti termici sopra la penisola. Nel testo breve si legge infatti che “un vortice ciclonico in quota, di provenienza nord-atlantica, tenderà a scendere verso sud nel corso della giornata scivolando lungo il Mar Tirreno, associato ad una moderata avvezione fredda in medio-alta troposfera (-12°C sul livello isobarico di 500 hPa) che contribuirà ad incrementare sensibilmente il gradiente termico verticale a causa della presenza di masse d’aria ancora molto calde e di temperature superficiali del mare sensibilmente oltre la norma“. Questa precisa interazione tra la discesa del vortice ciclonico in quota e il calore intrappolato sulla terraferma e nei mari solleciterà la genesi di fenomeni intensi, localmente accompagnati da grandinate di rilievo e colpi di vento violenti lungo le traiettorie dei sistemi perturbati principali.
Il livello di allerta uno per le regioni centro-meridionali e la Sicilia
La mappa di pericolosità elaborata dagli esperti individua un vasto settore dell’Italia centro-meridionale esposto a fenomeni convettivi violenti. Entrando nel dettaglio della stima dei rischi, il comunicato ufficiale specifica che “sull’Italia centro-meridionale fino al nord della Sicilia è stato emesso un livello 1 per forti piogge concentrate, anche a carattere di nubifragio, grandine fino a medie dimensioni (>2/4 cm di diametro) e intense raffiche di vento lineari (downburst), mentre un livello 0 varrà per fenomeni vorticosi, in prevalenza trombe marine. Non si escludono episodi più rilevanti sull’arco appenninico e subappenninico centrale/meridionale, dove i chicchi di grandine potranno eccedere i 5 cm“. Nella discussione tecnica approfondita, i meteorologi chiariscono la dinamica intrinseca di questo peggioramento, spiegando che “l’evoluzione della modesta circolazione depressionaria in quota determinerà convezione incentivata soprattutto sui settori preappenninici e appenninici centrali e meridionali grazie al lifting orografico, fino alla Sicilia tirrenica a fine giornata. Si innescheranno clusters multicellulari multipli anche alquanto estesi, sostenuti da un moderato DLS 0-6 km, parametri di elicità relativamente bassi, ma con ML CAPE assai abbondante (anche >2500 J/kg) e PWAT localmente fino oltre i 40 mm, specie sulla superficie marina surriscaldata laddove appare probabile lo sviluppo di MCS, in particolare sul settore orientale del cut-off ove i gradienti termici orizzontali saranno superiori e si avrà maggiore vorticità potenziale“. Le celle temporalesche, alimentate dall’orografia e dalla considerevole energia potenziale, potranno evolvere in sistemi più complessi e strutturati. L’analisi prosegue evidenziando che “locali rinforzi di shear 0-4 km ≥15 m/s potranno sollecitare gli updraft, favorendo una convezione più spiccata dalla medio-bassa troposfera, con rischio di grandinate ≥5-6 cm di diametro, specie sul comparto appenninico centro-meridionale e sul settore tirrenico. In generale la propagazione dei sistemi verrà regolata dal bilancio tra i cold pool dei sistemi più estesi e il campo del vento mesoscalare nei bassi strati“. La presenza di questi contrasti comporterà pericoli diffusi legati alla ventilazione convettiva, dato che “il livello 1 sarà valido soprattutto per possibili rovesci di grandine di medie dimensioni e per piogge concentrate a carattere di nubifragio. Saranno anche assai probabili intense raffiche di vento convettive, riconducibili in larga parte a fronti di raffica e downburst, con possibili picchi superiori ai 70-80 km/h. Inoltre, saranno possibili fenomeni vorticosi, principalmente trombe marine“.
Rischio alluvioni lampo sul Delta del Po, Romagna e nord delle Marche
Un secondo e distinto focus di attenzione meteorologica viene posto sulle aree costiere e pianeggianti dell’alto Adriatico, dove la configurazione dei venti nei bassi strati minaccia di generare pericolose stazionarietà dei fenomeni. Il bollettino rileva che “un secondo livello 1 è stato attribuito al delta del Po, Romagna e nord Marche per rilevanti accumuli di pioggia (flash flood), mentre un livello 0 appare più coerente per grandine di piccole dimensioni, raffiche di vento convettive e trombe marine“. Dal punto di vista delle convergenze al suolo, la discussione illustra uno scenario tipico per la nascita di temporali rigeneranti ad alto impatto idrico. Il testo avverte infatti che “su queste zone la confluenza di basso livello di flussi nord-orientali e occidentali potrà attivare convezione anche intensa che dal mare tenderà a propagarsi sull’entroterra seguendo la direzione dei vento in medio-bassa troposfera sulla parte periferica del cut-off. Elevati valori di ML CAPE per SST ben superiori alla norma, PWAT >40 mm e LCL assai basso, potranno favorire rovesci molto intensi a carattere di nubifragio con rischio di flash flood, essenzialmente nella prima parte della giornata (livello 1). Lungo i boundary W/NE sarà possibile l’innesco di trombe marine con landfall fino alle coste (livello 0). Possibili anche grandinate sparse ma in genere di piccole dimensioni (livello 0)“. La popolazione delle aree costiere romagnole e marchigiane dovrà prestare particolare attenzione ai rapidi accumuli d’acqua, specie nelle prime ore del mattino.
Le aree a livello zero e il quadro generale di cautela per la popolazione
Nel resto della penisola, la tendenza all’allontanamento della struttura depressiva principale verso i quadranti meridionali favorirà condizioni di instabilità più marginale e meno organizzata, sebbene non del tutto assente. Il report di PRETEMP analizza le restanti regioni assegnando una classificazione di rischio basilare, descritta nei seguenti termini: “Altrove, l’attività temporalesca sarà sparsa sotto forma di cluster irregolari o pulse storm, stanti parametri di shear poco significativi, in particolare nelle aree più settentrionali per l’allontanamento del cut-off nel corso della giornata“. La fine di questa complessa parentesi instabile, sintetizzata nel bollettino emesso mercoledì 1 luglio 2026 alle ore 16:30 UTC, ribadisce la fragilità del territorio italiano di fronte alle marcate avvezioni fresche che scorrono sopra mari surriscaldati ed evidenzia l’importanza di fare costante riferimento alle allerte ufficiali emanate dai canali istituzionali della Protezione Civile.
Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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