L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica sta verificando le informazioni relative a un presunto attacco avvenuto nella notte contro il cantiere della centrale nucleare progettata a Darkhovin, in Iran. La notizia riguarda un impianto che si trova ancora in una fase iniziale del proprio sviluppo. L’Aiea ha precisato di essere impegnata nell’accertamento di quanto accaduto e delle condizioni del sito, concentrando l’attenzione sulle possibili conseguenze dell’azione segnalata. “Sta verificando le notizie relative a un attacco avvenuto nella notte contro il cantiere di una centrale nucleare in progetto a Darkhovin, in Iran”. L’elemento centrale emerso dalle prime valutazioni è l’assenza, allo stato attuale, di un possibile rischio radiologico. La struttura non era infatti ancora operativa e, secondo quanto riscontrato durante l’ultima ispezione effettuata dall’Agenzia, non ospitava materiale nucleare.
La centrale iraniana era nelle primissime fasi di costruzione
Il sito di Darkhovin non è una centrale nucleare in funzione, ma un impianto ancora in progetto e nelle fasi iniziali di realizzazione. Questa circostanza rappresenta un elemento determinante nella valutazione delle possibili conseguenze dell’attacco segnalato. “L’impianto si trova ancora nelle primissime fasi di costruzione e, al momento dell’ultima ispezione dell’Aiea, non conteneva materiale nucleare”. L’assenza di materiale nucleare al momento dell’ultima verifica riduce il pericolo che l’episodio possa determinare una dispersione radioattiva. Le informazioni disponibili non indicano quindi la presenza di sostanze nucleari coinvolte nell’attacco. L’Aiea continua tuttavia a verificare le notizie relative all’accaduto, mantenendo sotto osservazione la situazione del cantiere e gli eventuali sviluppi riguardanti il sito nucleare iraniano.
L’Aiea esclude conseguenze radiologiche dall’attacco
Sulla base degli elementi disponibili, l’attacco al cantiere nucleare di Darkhovin non viene considerato in grado di provocare rischi di natura radiologica. La valutazione è legata soprattutto allo stato ancora embrionale della costruzione e all’assenza di materiale nucleare rilevata durante l’ultima ispezione dell’Agenzia. “Sebbene l’attacco segnalato non sia ritenuto in grado di comportare alcun rischio radiologico”. La precisazione dell’Aiea chiarisce che, pur trattandosi di un episodio avvenuto nelle vicinanze di un’infrastruttura collegata al settore nucleare, non risultano al momento condizioni capaci di generare un’emergenza radiologica. Resta comunque alta l’attenzione sul sito, anche perché qualsiasi azione militare nelle vicinanze di strutture legate al nucleare viene considerata una questione particolarmente delicata. Per questa ragione, l’Agenzia ha accompagnato la propria valutazione tecnica con un nuovo richiamo alla prudenza.
Rafael Grossi chiede la massima moderazione militare
Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha ribadito la necessità di evitare azioni militari nelle vicinanze dei siti collegati al nucleare. Il suo appello non riguarda soltanto l’impianto di Darkhovin, ma tutti i luoghi che ospitano o sono destinati a ospitare attività e infrastrutture nucleari. Grossi “ribadisce l’appello alla massima moderazione militare nelle vicinanze di tutti i siti legati al nucleare”. La richiesta di massima moderazione militare arriva nonostante l’attacco segnalato non sia ritenuto capace di provocare conseguenze radiologiche. Il richiamo sottolinea la necessità di preservare la sicurezza dei siti nucleari anche quando gli impianti si trovano nelle fasi iniziali della costruzione e non contengono ancora materiale nucleare. L’obiettivo indicato dall’Agenzia è evitare che operazioni militari condotte vicino a infrastrutture di questo tipo possano creare condizioni di pericolo, aumentare l’incertezza o compromettere le attività di controllo e verifica.
Verifiche in corso sul sito nucleare iraniano
La situazione di Darkhovin resta dunque oggetto di accertamenti. L’Aiea sta verificando le notizie sull’attacco notturno, mentre le informazioni disponibili permettono di escludere, al momento, la presenza di un rischio radiologico. Il sito si trovava ancora nelle primissime fasi di costruzione e non conteneva materiale nucleare durante l’ultima ispezione dell’Agenzia. Questi elementi rappresentano la base della valutazione secondo cui l’episodio non dovrebbe comportare conseguenze radiologiche. Parallelamente alle verifiche, rimane fermo l’appello di Rafael Grossi alla moderazione nelle vicinanze di tutti i siti nucleari. Una richiesta rivolta a prevenire ulteriori azioni militari in aree sensibili e a tutelare la sicurezza delle infrastrutture collegate al nucleare, indipendentemente dal loro stato di avanzamento o dalla presenza di materiale nucleare.


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