Attacco dei droni contro l’Amazon russa Wildberry: colpiti hub logistici e deposito di petrolio vicino a Mosca

Attaccati nella notte due centri di Wildberry e un impianto petrolifero a Noginsk. Zelensky: "le strutture logistiche erano utilizzate per fornire componenti destinati alla produzione di droni e sistemi di navigazione soggetti a sanzioni"

Una nuova ondata di attacchi con droni ucraini ha colpito diversi obiettivi strategici in territorio russo, raggiungendo due importanti centri della logistica di Wildberry, indicata come l’“Amazon russa”, e un deposito di petrolio a Noginsk, nella regione di Mosca. Il bilancio più grave è stato registrato nella regione di Tambov, dove, secondo fonti russe citate dall’agenzia Tass, sono morte sette persone e altre 25 sono rimaste ferite. Gli attacchi hanno interessato strutture situate a centinaia di chilometri dalla linea del fronte e hanno coinvolto anche obiettivi nel Mare di Azov, nel Mar Nero e in Crimea. Nella regione di Mosca, sempre secondo le fonti russe, le persone rimaste ferite sarebbero state almeno 26.

Colpiti gli hub logistici di Wildberry a Elektrostal e Kotovska

Tra gli obiettivi raggiunti dai droni di Kiev figurano due hub della logistica di Wildberry, situati rispettivamente a Elektrostal, nella regione di Mosca, e a Kotovska, nella regione di Tambov. Le due strutture, appartenenti a una delle principali realtà russe del commercio e della distribuzione, sarebbero state impiegate anche per sostenere attività legate all’apparato produttivo militare. A denunciarlo è stato il presidente ucraino Volodymir Zelensky, intervenuto con un post pubblicato sulla piattaforma X. Secondo quanto riferito dal presidente ucraino, i centri logistici di Wildberry erano utilizzati per fornire componenti destinati alla produzione di droni e sistemi di navigazione soggetti a sanzioni. L’attacco avrebbe quindi avuto come obiettivo non soltanto infrastrutture commerciali e logistiche, ma strutture considerate da Kiev parte della catena di approvvigionamento impiegata per sostenere la produzione tecnologica russa.

Sette morti e 25 feriti nell’attacco nella regione di Tambov

Le conseguenze più pesanti dell’offensiva notturna sono state segnalate nella regione di Tambov, dove è stato colpito il centro logistico situato a Kotovska. Secondo fonti russe citate dall’agenzia Tass, nell’attacco sono state uccise sette persone, mentre altre 25 sono rimaste ferite. Il bilancio fornito dalle fonti russe rende quello contro la struttura di Kotovska l’episodio più grave tra gli attacchi riportati nella notte. Le informazioni diffuse indicano un numero significativo di vittime e feriti, confermando la portata dell’operazione condotta con droni contro obiettivi situati in profondità nel territorio della Federazione Russa. L’attacco alla regione di Tambov si inserisce nella stessa offensiva che ha interessato la regione di Mosca e diverse aree marittime e territoriali controllate dalla Russia. La distanza di questi obiettivi dalla linea del fronte evidenzia l’ampiezza geografica delle operazioni condotte durante la notte.

Attacco a Elektrostal, almeno 26 feriti nella regione di Mosca

Un altro centro della logistica di Wildberry è stato colpito a Elektrostal, nella regione di Mosca. Anche in questo caso, secondo la denuncia del presidente ucraino Volodymir Zelensky, la struttura sarebbe stata utilizzata per garantire la fornitura di componenti impiegati nella produzione di droni e di sistemi di navigazione sottoposti a sanzioni. Negli attacchi contro la regione di Mosca, le persone ferite sono state almeno 26, secondo quanto denunciato da fonti russe citate dall’agenzia Tass. Le informazioni disponibili collegano il bilancio complessivo dei feriti alle operazioni condotte contro gli obiettivi situati nell’area che circonda la capitale russa. La regione di Mosca è stata interessata anche dall’attacco contro il deposito di petrolio di Noginsk, situato a circa 50 chilometri dal centro della capitale. L’offensiva ha così coinvolto contemporaneamente infrastrutture logistiche e petrolifere, colpendo obiettivi ritenuti strategici per i sistemi di rifornimento e approvvigionamento russi.

Colpito un deposito di petrolio a Noginsk, a 50 chilometri da Mosca

I droni ucraini hanno raggiunto anche un deposito di petrolio a Noginsk, località situata a circa 50 chilometri dal centro di Mosca e a diverse centinaia di chilometri dalla linea del fronte. La vicinanza dell’impianto alla capitale russa rappresenta uno degli elementi centrali dell’attacco. Il deposito petrolifero è stato infatti colpito all’interno della regione di Mosca, in una zona molto distante dalle aree in cui si concentrano direttamente le operazioni terrestri. L’azione contro Noginsk si è svolta nella stessa notte degli attacchi ai due centri logistici di Wildberry. La combinazione degli obiettivi raggiunti mostra un’offensiva diretta contro differenti settori delle infrastrutture russe: da una parte i sistemi della distribuzione e della logistica, dall’altra un impianto destinato allo stoccaggio di prodotti petroliferi.

Zelensky accusa: forniture per droni e sistemi di navigazione sanzionati

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha attribuito ai centri logistici colpiti una funzione collegata alla produzione di sistemi utilizzabili dalla Russia. In un post pubblicato su X, Zelensky ha denunciato che gli hub di Wildberry erano usati per fornire componenti per la produzione di droni e per la realizzazione di sistemi di navigazione soggetti a sanzioni. L’indicazione fornita dal presidente ucraino definisce la motivazione strategica degli attacchi contro le strutture di Elektrostal e Kotovska. Secondo la posizione espressa da Kiev, i due centri avrebbero avuto un ruolo nella distribuzione di materiali e componenti tecnologici destinati a produzioni sottoposte alle restrizioni internazionali. Gli attacchi avrebbero quindi mirato a interrompere o danneggiare una parte della rete di approvvigionamento utilizzata per trasferire componenti destinati ai droni e ai sistemi di navigazione. Le strutture colpite vengono presentate dalle autorità ucraine come nodi logistici rilevanti per attività che vanno oltre la distribuzione commerciale.

Operazioni anche nel Mare di Azov, nel Mar Nero e in Crimea

L’offensiva non si è limitata alle regioni di Mosca e Tambov. Nel corso della notte sono stati colpiti anche obiettivi nel Mare di Azov, nel Mar Nero e in Crimea. Le operazioni hanno quindi interessato un’area particolarmente estesa, comprendendo infrastrutture situate nell’entroterra russo e obiettivi nelle zone marittime e nella penisola di Crimea. La serie di attacchi descrive un’azione coordinata su più direttrici geografiche, con bersagli raggiunti a diverse centinaia di chilometri dalla linea del fronte. Il quadro emerso dalle informazioni disponibili comprende i due centri logistici di Wildberry a Elektrostal e Kotovska, il deposito di petrolio di Noginsk e gli obiettivi situati nel Mare di Azov, nel Mar Nero e in Crimea. Il bilancio riportato dalle fonti russe citate dalla Tass è di almeno sette morti e 51 feriti complessivi tra la regione di Tambov e quella di Mosca.