Un bambino italiano con diabete di tipo 1 avrebbe perso il volo insieme alla propria famiglia dopo i controlli effettuati all’aeroporto di Londra Stansted. La vicenda, riportata dal Corriere dell’Umbria, ha provocato l’intervento della FeSDI, Federazione delle Società Diabetologiche Italiane, che richiama l’attenzione sulla necessità di conciliare le indispensabili procedure di sicurezza aeroportuale con il rispetto delle esigenze delle persone affette da diabete. Al centro della questione ci sono la gestione dell’insulina e dei dispositivi medici utilizzati quotidianamente per controllare la glicemia e somministrare la terapia. Strumenti essenziali che, secondo la Federazione, devono essere riconosciuti e trattati correttamente in ogni fase del viaggio, evitando che una patologia cronica possa trasformarsi in una causa di disagio, discriminazione o limitazione della libertà di movimento.
Il caso del bambino con diabete all’aeroporto di Londra Stansted
Secondo quanto riferito dalla testata, il bambino, affetto da diabete di tipo 1, si trovava con la propria famiglia all’aeroporto londinese di Stansted quando, in seguito alle procedure di controllo, avrebbe perso il volo. L’episodio ha riacceso l’attenzione sulle difficoltà che possono incontrare le persone con diabete quando viaggiano in aereo, soprattutto in presenza di farmaci e dispositivi indispensabili per la gestione della patologia. Una situazione ancora più delicata quando riguarda un minore e una famiglia in partenza per una vacanza, un momento che dovrebbe essere vissuto con serenità e spensieratezza. La FeSDI ha espresso vicinanza al bambino e ai suoi familiari, sottolineando come la sicurezza negli aeroporti rappresenti un valore imprescindibile, ma debba essere applicata tenendo conto delle specifiche necessità sanitarie dei passeggeri.
FeSDI: sicurezza e continuità delle cure devono essere garantite insieme
Il presidente della FeSDI e dell’AMD, Salvatore De Cosmo, ha evidenziato la necessità di adottare procedure capaci di tutelare contemporaneamente la sicurezza di tutti i passeggeri e la continuità terapeutica delle persone con diabete. “Esprimiamo la nostra vicinanza al bambino e alla sua famiglia. Comprendiamo il disagio che una situazione come quella descritta dagli organi di stampa può aver provocato, soprattutto quando coinvolge un bambino e ci si appresta a vivere un momento di svago e serenità come una vacanza. I controlli di sicurezza sono indispensabili, ma devono essere gestiti tenendo conto delle esigenze specifiche delle persone con diabete e delle caratteristiche dei farmaci e dei dispositivi indispensabili per la terapia, così da garantire contemporaneamente sicurezza e continuità delle cure”, dichiara Salvatore De Cosmo, Presidente FeSDI e AMD. “Per chi convive con una patologia cronica come il diabete, soprattutto in età pediatrica, anche un momento di ordinaria quotidianità come un viaggio può trasformarsi in un’esperienza fonte di preoccupazione e stress per tutta la famiglia. Il diabete non deve mai rappresentare un ostacolo alla possibilità di viaggiare, conoscere il mondo e vivere pienamente le esperienze della propria età. Bambini e ragazzi con diabete possono fare tutto ciò che fanno i loro coetanei, vacanze comprese”. Le parole di De Cosmo richiamano l’attenzione sull’impatto emotivo e organizzativo che un episodio simile può avere su un bambino e sulla sua famiglia. Per chi deve gestire quotidianamente una patologia cronica, anche un’attività ordinaria come prendere un aereo può diventare fonte di ansia se i medicinali e i dispositivi terapeutici non vengono riconosciuti o trattati in modo adeguato.
Insulina, sensori e microinfusori sono indispensabili per la terapia
L’insulina, i sensori per il monitoraggio della glicemia e i microinfusori non sono accessori, ma elementi fondamentali nella gestione quotidiana del diabete. La loro presenza nel bagaglio della persona che viaggia risponde a precise necessità terapeutiche e non può essere considerata un ostacolo alle normali procedure aeroportuali. Nel diabete di tipo 1, la somministrazione dell’insulina è indispensabile. Allo stesso modo, i sistemi di monitoraggio consentono di controllare costantemente i livelli di glucosio nel sangue, mentre i microinfusori permettono di somministrare la terapia secondo le necessità della persona. La necessità di portare con sé e utilizzare questi strumenti non deve quindi limitare la libertà di movimento, né diventare una causa di stigmatizzazione, discriminazione o disagio. La FeSDI sottolinea come le persone con diabete debbano poter viaggiare senza che la propria condizione sanitaria venga vissuta come un problema o come una responsabilità personale per eventuali difficoltà incontrate durante i controlli.
Buzzetti: “i dispositivi per il diabete devono essere riconosciuti correttamente”
Sulla vicenda è intervenuta anche Raffaella Buzzetti, presidente della SID, che ha ribadito il carattere indispensabile dell’insulina e degli strumenti utilizzati per il monitoraggio e la somministrazione della terapia. “Per una persona con diabete di tipo 1, l’insulina e i dispositivi per il monitoraggio e la somministrazione della terapia sono indispensabili”, sottolinea Raffaella Buzzetti, Presidente SID. “È fondamentale che siano riconosciuti e gestiti correttamente durante tutte le fasi del viaggio. Questo vale ancora di più quando è coinvolto un bambino, che deve poter vivere la propria condizione senza sentirsi diverso o responsabile delle difficoltà eventualmente incontrate. L’augurio che facciamo a questo bambino e a tutti i bambini con diabete è che possano vivere ogni partenza con entusiasmo e spensieratezza, senza che la loro condizione rappresenti mai un limite alle esperienze e alle opportunità che la vita può offrire”. Il richiamo riguarda tutte le fasi del viaggio, a partire dall’accesso all’aeroporto e dai controlli di sicurezza. La gestione corretta dei dispositivi medici è essenziale non soltanto per evitare disagi e ritardi, ma soprattutto per garantire che la terapia non venga interrotta.
Il diabete non deve limitare la libertà di viaggiare
La posizione espressa dalla Federazione parte da un principio preciso: il diabete non deve impedire a bambini, adolescenti e adulti di viaggiare, trascorrere una vacanza o vivere le stesse esperienze dei propri coetanei. Per un bambino con diabete, la possibilità di partire con la propria famiglia deve rappresentare un momento di entusiasmo e scoperta, non una fonte di paura o di stress. La condizione sanitaria non deve farlo sentire diverso, né indurlo a ritenersi responsabile di eventuali problemi legati ai controlli o alla gestione dei dispositivi necessari per la terapia. La sicurezza aeroportuale resta un’esigenza fondamentale, ma la sua applicazione deve tenere conto delle caratteristiche dei farmaci e delle tecnologie utilizzate dalle persone con diabete. Solo attraverso un corretto riconoscimento delle necessità terapeutiche è possibile garantire, nello stesso momento, la protezione dei passeggeri, la continuità delle cure e il rispetto della dignità della persona.
Il richiamo al rispetto delle persone con patologie croniche
La vicenda di Stansted evidenzia quanto sia importante evitare che una procedura ordinaria si trasformi in un’esperienza traumatica, soprattutto quando coinvolge un bambino. Le esigenze legate al diabete di tipo 1 richiedono attenzione e una gestione consapevole, perché l’insulina e i dispositivi di monitoraggio non possono essere separati dalla persona che ne ha bisogno. La FeSDI ribadisce quindi la necessità che la sicurezza e il rispetto delle esigenze sanitarie procedano insieme. Viaggiare, conoscere nuovi luoghi e vivere una vacanza devono restare opportunità accessibili anche alle persone affette da diabete, senza limitazioni determinate dall’utilizzo di farmaci o dispositivi indispensabili alla loro salute.


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