Momenti di forte apprensione nella serata di ieri sulle montagne del Bellunese, dove una comitiva composta da sei ragazzine tedesche, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, e da due accompagnatrici di 24 e 29 anni è rimasta bloccata durante l’avvicinamento al Bivacco Tovanella. Il gruppo si trovava ormai a circa un chilometro e mezzo dalla destinazione quando la stanchezza accumulata durante il percorso e la paura provocata dalle difficoltà del sentiero hanno impedito ad alcune delle giovani escursioniste di continuare. Per portare tutte in salvo è stato necessario un lungo intervento del Soccorso alpino, effettuato con due distinti mezzi aerei e concluso soltanto dopo la mezzanotte.
La comitiva partita da Pontesei verso il Bivacco Tovanella
Le sei ragazze e le loro accompagnatrici erano partite alcuni giorni prima da Pontesei, con l’obiettivo di raggiungere il Bivacco Tovanella, trascorrervi la notte e successivamente proseguire l’escursione. Il programma prevedeva quindi una tappa notturna all’interno della struttura situata nel territorio montano bellunese. La comitiva era riuscita a percorrere gran parte dell’itinerario previsto, arrivando a circa un chilometro e mezzo dalla meta, ma proprio nell’ultima parte del tragitto sono emerse le maggiori difficoltà. La fatica, unita alla paura e alle caratteristiche del percorso, ha messo in seria difficoltà alcune delle minorenni. Diverse ragazze sono state colte da una crisi di panico e non sono state più in grado di proseguire autonomamente in direzione del bivacco.
Stanchezza e paura sul sentiero con cenge esposte
La situazione è diventata particolarmente delicata anche per la conformazione del sentiero, che proseguiva lungo cenge esposte. Le condizioni psicofisiche delle ragazze e l’impossibilità di avanzare in sicurezza hanno reso necessario l’intervento dei soccorritori. Il gruppo si trovava in una zona nella quale un eventuale spostamento forzato avrebbe potuto aumentare i rischi. La priorità è stata quindi quella di raggiungere rapidamente le escursioniste, valutare le loro condizioni e organizzare un recupero aereo. La presenza di giovani stanche e impaurite, alcune delle quali completamente impossibilitate a continuare, ha richiesto un’operazione articolata, svolta in più fasi e proseguita durante le ore notturne.
Il primo intervento dell’elicottero Falco
In una prima fase è intervenuto l’elicottero Falco, che ha imbarcato due tecnici del Soccorso alpino di Longarone. I soccorritori sono stati trasportati nella zona in cui si trovava la comitiva per prestare assistenza e procedere con il recupero delle persone maggiormente provate. L’elicottero ha inizialmente recuperato una delle due accompagnatrici e due delle ragazze considerate più esauste e impaurite. Le tre escursioniste sono state quindi allontanate dal tratto più difficile e trasferite in una zona sicura. L’operazione, tuttavia, non poteva considerarsi conclusa. Anche le persone rimaste sul posto non riuscivano infatti a riprendere il cammino, mentre la prosecuzione del sentiero lungo le cenge esposte rendeva impraticabile un trasferimento a piedi in condizioni di sicurezza.
Il secondo recupero con l’eliambulanza del Suem 118
Di fronte all’impossibilità del resto della comitiva di muoversi autonomamente, è stato disposto un secondo intervento aereo. Verso le ore 22 è decollata l’eliambulanza del Suem 118 di Treviso, chiamata a completare il recupero delle ragazze e dell’altra accompagnatrice. Le operazioni sono proseguite per oltre due ore, in condizioni rese più complesse dall’orario notturno e dalla posizione del gruppo. L’equipaggio ha lavorato fino a oltre mezzanotte per recuperare tutte le persone ancora presenti sul percorso. Il doppio intervento ha permesso di mettere in salvo l’intera comitiva senza costringere le escursioniste ad affrontare ulteriormente un sentiero che, in quelle condizioni, non poteva più essere percorso in sicurezza.
La notte nella sede del Soccorso alpino di Longarone
Una volta terminate le operazioni di recupero, le sei ragazzine e le due accompagnatrici sono state riunite e accompagnate nella sede del Soccorso alpino di Longarone. L’intera comitiva ha trascorso lì la notte, dopo le ore di paura vissute durante l’avvicinamento al Bivacco Tovanella e il lungo intervento dei soccorritori. La sede del Soccorso alpino ha offerto al gruppo un luogo sicuro nel quale riposare dopo la stanchezza, le crisi di panico e le operazioni di evacuazione concluse soltanto dopo la mezzanotte. L’intervento ha coinvolto complessivamente l’elicottero Falco, due tecnici del Soccorso alpino di Longarone e l’eliambulanza del Suem 118 di Treviso, impegnati nel recupero delle otto escursioniste bloccate sulle montagne bellunesi.


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