Biodiversità da record in Italia: 1.048 aree protette e oltre 6 milioni di ettari tutelati

Il Ministero dell’Ambiente aggiorna dopo sedici anni l’Elenco ufficiale: tutelati più di 3,3 milioni di ettari sulla terraferma, quasi 2,9 milioni in mare e oltre 3.456 chilometri di costa

L’Italia conta ufficialmente 1.048 aree protette, distribuite tra terra e mare e capaci di interessare complessivamente oltre 6,2 milioni di ettari. È il dato centrale contenuto nel nuovo Elenco ufficiale delle aree protette, conosciuto con l’acronimo EUAP, aggiornato con decreto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto e in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il nuovo quadro restituisce la dimensione del patrimonio naturalistico sottoposto a tutela nel Paese: le aree protette ricoprono 3.356.239,55 ettari sulla terraferma e 2.868.914,05 ettari in mare, coinvolgendo complessivamente 3.456,97 chilometri di costa. Numeri che assumono un rilievo ancora maggiore considerando che l’ultimo aggiornamento dell’elenco risaliva al 2010.

Aree protette in Italia, il nuovo quadro dopo l’ultimo aggiornamento del 2010

La pubblicazione del VII aggiornamento dell’EUAP rappresenta il risultato di una complessa istruttoria alla quale hanno partecipato le Regioni e le Province autonome. Il lavoro ha previsto un’attenta ricognizione di tutte le aree protette italiane contemplate dalla legge 394 del 1991, la normativa di riferimento per la tutela e la gestione del patrimonio naturale nazionale. L’aggiornamento consente di delineare una fotografia più completa della protezione ambientale in Italia, raccogliendo in un unico elenco ufficiale le aree riconosciute secondo i criteri stabiliti dalla legge. Il censimento comprende complessivamente 1.048 aree protette, una presenza diffusa che si estende dai territori montani e rurali fino agli ambienti marini e costieri. La superficie tutelata sulla terraferma supera i tre milioni e trecentomila ettari, mentre quella marina si avvicina ai 2,9 milioni di ettari. A questi valori si aggiungono gli oltre 3.400 chilometri di costa interessati, un dato che mette in evidenza il peso assunto dalla protezione degli ecosistemi marini e litoranei all’interno della strategia nazionale per la biodiversità.

Pichetto: “la nostra biodiversità è un patrimonio comune”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto ha sottolineato l’importanza dei dati contenuti nell’elenco aggiornato, collegandoli alla necessità di difendere e valorizzare la ricchezza naturale del Paese. “Sono dati di grande rilievo – spiega il ministro Pichetto – che evidenziano, numeri alla mano, l’importanza della nostra biodiversità come patrimonio comune, da difendere e valorizzare”. Il nuovo censimento, oltre a definire la situazione attuale, costituisce una base tecnica per valutare il percorso ancora necessario verso gli obiettivi fissati a livello europeo. L’Italia si è infatti impegnata a raggiungere entro il 2030 una copertura del 30% di aree protette, secondo quanto previsto dalla Strategia europea per la Biodiversità. “Questo lavoro tecnico di grande pregio, anche considerato il tempo trascorso dall’ultimo aggiornamento del 2010, ci dà un quadro pieno della situazione per raggiungere il ‘target’ del 30% di aree protette entro il 2030 della Strategia Europea per la Biodiversità, il cosiddetto 30×30, che l’Italia si è impegnata a osservare”, conclude Pichetto.

Obiettivo 30×30, la strategia italiana per aumentare le aree tutelate

Il cosiddetto obiettivo 30×30 prevede il raggiungimento del 30% di aree protette entro il 2030. Il nuovo aggiornamento dell’EUAP permette di misurare con maggiore precisione il punto di partenza dell’Italia, individuando le superfici già tutelate e quelle che potranno essere coinvolte attraverso nuovi riconoscimenti e ulteriori strumenti di conservazione. La strategia non riguarda soltanto le aree comprese nell’Elenco ufficiale delle aree protette. Al raggiungimento del target partecipano infatti anche i siti appartenenti alla rete Natura 2000, istituita attraverso le direttive europee “Habitat” e “Uccelli”. Questi siti proteggono territori considerati importanti per la conservazione di particolari specie animali e vegetali e dei relativi habitat, comprendendo anche zone esterne alle aree protette censite nell’EUAP. La combinazione tra parchi, riserve, aree marine protette e siti Natura 2000 costituisce quindi uno degli elementi centrali nel percorso verso gli obiettivi europei e internazionali sulla biodiversità.

Barbaro: “l’Italia custodisce uno dei patrimoni di biodiversità più ricchi al mondo”

Anche il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica Claudio Barbaro ha evidenziato il valore delle aree protette, considerate non soltanto strumenti di conservazione, ma anche luoghi nei quali può svilupparsi un rapporto equilibrato tra attività umane e ambiente naturale. “L’Italia – aggiunge il sottosegretario Claudio Barbaro – custodisce uno dei patrimoni di biodiversità più ricchi al mondo. Le aree protette sono il luogo in cui si sviluppa in modo armonico il rapporto tra persone e ambiente”. Barbaro ha richiamato inoltre il confronto avviato attraverso gli Stati Generali e il percorso per la realizzazione di nuove aree protette in diverse zone del Paese. “Proseguiamo – sottolinea Barbaro – l’essenziale confronto avviato con gli Stati Generali, mentre va avanti, dopo l’AMP di Capo Spartivento, la realizzazione delle nuove aree protette Portofino, Matese e Costa dei Trabocchi, a conferma la volontà di perseguire gli obiettivi europei e internazionali”. Il riferimento riguarda l’Area marina protetta di Capo Spartivento e il processo di realizzazione delle nuove aree protette di Portofino, Matese e Costa dei Trabocchi. Interventi che rientrano nel percorso avviato per ampliare la rete nazionale di tutela e contribuire al raggiungimento degli impegni fissati entro il 2030.

Natura 2000 e OECM, gli altri strumenti per proteggere la biodiversità

Accanto all’EUAP e alla rete Natura 2000, il Ministero dell’Ambiente è impegnato nel riconoscimento delle Other effective area-based conservation measures, indicate con l’acronimo OECM. Si tratta di altre aree nelle quali sono presenti effettive misure di conservazione e che potranno contribuire al raggiungimento dell’obiettivo del 30% di territorio e mare protetti. Il percorso prevede dunque l’ulteriore individuazione di aree protette, di nuovi siti appartenenti alla rete Natura 2000 e di territori riconoscibili come OECM. L’obiettivo è valorizzare tutte le forme di protezione capaci di garantire risultati concreti nella conservazione degli ecosistemi, anche quando le aree interessate non rientrano formalmente nelle categorie già inserite nell’elenco ufficiale. L’aggiornamento dell’EUAP diventa così uno strumento fondamentale non soltanto per conoscere il numero e l’estensione delle aree già protette, ma anche per programmare le prossime iniziative e valutare il contributo dei diversi strumenti di tutela alla strategia nazionale.

Oltre 3,3 milioni di ettari protetti a terra e quasi 2,9 milioni in mare

Nel dettaglio, il nuovo Elenco ufficiale delle aree protette registra 1.048 aree protette. La superficie complessivamente tutelata sulla terraferma è pari a 3.356.239,55 ettari, mentre quella marina raggiunge 2.868.914,05 ettari. Il sistema coinvolge inoltre 3.456,97 chilometri di costa, confermando la rilevanza delle zone litoranee all’interno delle politiche di protezione ambientale. La tutela degli ecosistemi costieri e marini si affianca a quella dei territori interni, componendo una rete estesa e articolata che interessa ambienti naturali differenti. Il VII aggiornamento dell’EUAP, arrivato a sedici anni di distanza dal precedente, offre dunque un quadro ufficiale delle dimensioni raggiunte dal sistema italiano delle aree protette e rappresenta il riferimento per le future attività di ampliamento, riconoscimento e conservazione necessarie a perseguire il target europeo del 30×30 entro il 2030.