La Svizzera è alle prese con una nuova fase di caldo intenso, caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, nuovi record giornalieri in diverse località e un rischio crescente di incendi boschivi. La situazione più significativa riguarda Sion, dove la colonnina di mercurio ha raggiunto i +34,5°C, il valore più alto tra quelli segnalati da MeteoSvizzera. L’ondata di caldo interessa sia il versante nord sia il versante sud delle Alpi e, secondo le previsioni, è destinata a proseguire ancora per diversi giorni. Le temperature potranno oscillare tra +31 e +35°C, con punte locali che potrebbero arrivare fino a +38°. Anche durante la notte il caldo resterà particolarmente intenso.
Pericolo di incendi boschivi da marcato a molto elevato
Parallelamente all’aumento delle temperature, in tutta la Svizzera è stato segnalato un pericolo di incendi di boschi compreso tra il livello marcato e quello molto elevato. Le condizioni di caldo persistente, unite alla mancanza di precipitazioni e alla crescente siccità, rendono la vegetazione più secca e facilmente infiammabile. Diversi cantoni hanno già introdotto divieti assoluti di accendere fuochi all’aperto. Le restrizioni sono state adottate per limitare il rischio che fiamme, scintille o braci possano innescare incendi difficili da controllare. La siccità rappresenta un ulteriore fattore di aggravamento. Con terreni e vegetazione sempre più asciutti, anche una piccola fonte di calore può trasformarsi rapidamente in un incendio. Il rischio riguarda in particolare boschi, prati secchi e aree esposte al sole, dove l’umidità disponibile si riduce più velocemente.
Siccità e caldo aumentano il rischio di roghi
L’assenza prolungata di precipitazioni contribuisce a rendere più critica la situazione. La siccità riduce il contenuto d’acqua nel suolo e nelle piante, favorendo la propagazione delle fiamme in caso di incendio. Il caldo intenso accelera inoltre l’evaporazione dell’umidità residua. Di conseguenza, il livello di pericolo può aumentare rapidamente anche in zone dove inizialmente il rischio era considerato meno elevato. I divieti introdotti dai cantoni riguardano l’accensione di fuochi all’aperto e puntano a prevenire comportamenti che potrebbero avere conseguenze gravi. In una fase meteorologica caratterizzata da temperature elevate e vegetazione secca, la possibilità che un incendio si sviluppi e si estenda velocemente risulta infatti maggiore.
Stress da calore per le mucche
Le alte temperature non rappresentano un problema soltanto per l’ambiente e per il rischio di incendi. Il caldo può diventare pericoloso anche per gli animali da allevamento, in particolare per le mucche. Secondo quanto segnalato dall’organizzazione Uniterre, i bovini possono iniziare a soffrire di stress da calore già a partire da temperature comprese tra +22 e +24°C. Si tratta di valori nettamente inferiori rispetto alle massime registrate e previste in questi giorni in diverse regioni svizzere. Lo stress termico può avere conseguenze dirette sul benessere degli animali e sull’attività degli allevamenti. Tra gli effetti indicati figurano una diminuzione della produzione di latte e una riduzione della fertilità. Quando le temperature aumentano, gli animali devono impiegare maggiori energie per regolare la propria temperatura corporea. Questo meccanismo può influire sull’alimentazione, sul riposo e sulle normali funzioni fisiologiche, con ripercussioni sulla produzione e sulla salute.
Ventilatori e nebulizzatori nelle stalle contro il caldo
Per cercare di migliorare le condizioni all’interno delle stalle, gli agricoltori stanno adottando diverse misure. Michel Darbellay dell’Unione svizzera dei contadini ha spiegato che vengono utilizzati ventilatori e nebulizzatori d’acqua. I ventilatori favoriscono la circolazione dell’aria e possono aiutare gli animali a disperdere il calore corporeo. I sistemi di nebulizzazione, invece, diffondono nell’ambiente piccole particelle d’acqua che contribuiscono ad abbassare la temperatura percepita. Questi interventi assumono particolare importanza durante le ore più calde della giornata, quando le temperature esterne possono superare abbondantemente la soglia oltre la quale le mucche iniziano a manifestare condizioni di stress. Il mantenimento di un ambiente il più possibile fresco e ventilato diventa quindi essenziale per limitare gli effetti del caldo sulla salute degli animali, sulla produzione di latte e sulla fertilità.
Rifugi per animali, passeggiate spostate nelle ore più fresche
Anche i rifugi per animali hanno adottato misure specifiche per proteggere i propri ospiti dalle temperature elevate. Una delle principali precauzioni riguarda l’organizzazione delle passeggiate, che sono state spostate nelle ore più fresche della giornata. Evitare le uscite nelle fasce orarie più calde consente di ridurre il rischio di surriscaldamento e di limitare l’esposizione degli animali a superfici particolarmente calde. Durante le ore centrali della giornata, infatti, l’asfalto può raggiungere temperature molto superiori a quelle dell’aria. I rifugi hanno inoltre predisposto vasche d’acqua e installato impianti di nebulizzazione, con l’obiettivo di offrire agli animali la possibilità di rinfrescarsi e di mantenere più bassa la temperatura negli spazi in cui vengono ospitati. Le misure adottate riguardano quindi sia l’organizzazione delle attività quotidiane sia l’adeguamento degli ambienti, con una particolare attenzione alla disponibilità di acqua e alla riduzione dell’esposizione diretta al caldo.


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