La Cina ha revocato le restrizioni all’esportazione di carburanti raffinati per il resto di luglio e ha consentito a una raffineria privata di riprendere le spedizioni, secondo quanto riferito da fonti commerciali. La decisione arriva dopo una sospensione durata quattro mesi, legata alle interruzioni provocate dalla guerra con l’Iran, e segna un passaggio rilevante per il mercato energetico asiatico. La ripresa delle esportazioni da parte di uno dei maggiori esportatori asiatici di benzina, gasolio e carburante per aerei segue l’accordo di pace provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Il ritorno di maggiori volumi sul mercato dovrebbe contribuire a ridurre i prezzi dei carburanti per i trasporti in una regione in cui i consumatori hanno dovuto affrontare l’inflazione dopo che Pechino, a marzo, aveva limitato le spedizioni per garantire l’approvvigionamento interno.
Zhejiang Petrochemical autorizzata a riprendere le esportazioni di carburante
Secondo quanto riferito da quattro fonti, alla Zhejiang Petrochemical, controllata in maggioranza da Rongsheng Petrochemical, è stato permesso di esportare carburante a luglio, dopo aver sospeso le esportazioni per oltre tre mesi. La riapertura delle spedizioni da parte della raffineria privata rappresenta uno degli elementi centrali della decisione cinese, in un contesto in cui negli ultimi mesi le esportazioni di carburanti raffinati erano rimaste fortemente limitate. La sospensione aveva interessato in particolare le società non statali, mentre le aziende pubbliche avevano continuato a esportare, ma solo attraverso autorizzazioni mensili.
Pechino allenta i vincoli dopo mesi di controlli sulle spedizioni
Negli ultimi mesi, solo le aziende statali erano autorizzate a esportare benzina, gasolio e jet fuel, e dovevano presentare domanda per i volumi su base mensile. Le restrizioni erano state introdotte da Pechino a marzo con l’obiettivo di garantire l’approvvigionamento interno, in una fase segnata dalle tensioni geopolitiche e dalle interruzioni causate dal conflitto con l’Iran. La revoca delle limitazioni per il resto di luglio potrebbe modificare gli equilibri del mercato regionale dei carburanti raffinati, aumentando la disponibilità di prodotto e contribuendo a contenere i prezzi. Allo stesso tempo, potrebbe incoraggiare le raffinerie statali ad aumentare la produzione per sfruttare gli elevati margini di esportazione.
Esportazioni attese a circa 3 milioni di tonnellate a luglio
Secondo altre due fonti, le raffinerie prevedono di esportare a luglio circa 3 milioni di tonnellate complessive di benzina, gasolio e carburante per aerei, inclusi i volumi destinati a Hong Kong e Macao. Si tratta di un livello simile alla media delle esportazioni registrata lo scorso anno. Inizialmente, le esportazioni di luglio erano attese a quasi 2 milioni di tonnellate, ma il nuovo scenario ha portato a una revisione al rialzo delle previsioni. La programmazione dei carichi è tuttavia ancora in corso e dovrebbe essere definita entro la fine di questa settimana.
Resta l’incertezza sulle esportazioni di agosto
Nonostante la riapertura delle esportazioni per il resto di luglio, resta incerto se l’allentamento delle restrizioni sarà confermato anche nei prossimi mesi. Due delle fonti hanno precisato: “non è ancora chiaro se la revoca delle restrizioni alle esportazioni continuerà anche ad agosto”. Il punto resta centrale per il mercato, perché una prosecuzione della politica di maggiore apertura potrebbe sostenere un aumento più stabile delle spedizioni cinesi di carburanti raffinati. Al contrario, un ritorno ai limiti precedenti potrebbe ridurre nuovamente l’offerta disponibile nella regione.
Nessun commento da Ministero del Commercio, NDRC e Rongsheng
Il Ministero del Commercio cinese, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma e Rongsheng Petrochemical non hanno rilasciato commenti sulla decisione. Le fonti hanno chiesto di rimanere anonime perché non autorizzate a parlare con i media. L’assenza di commenti ufficiali lascia il mercato affidato alle indicazioni provenienti dalle fonti commerciali, mentre gli operatori attendono di capire se la misura resterà circoscritta a luglio o se potrà estendersi anche ad agosto.
Impatto sui margini delle raffinerie e sulle spedizioni di petrolio verso la Cina
La ripresa delle esportazioni di carburanti raffinati cinesi potrebbe anche spingere le raffinerie statali ad aumentare la produzione per capitalizzare sugli elevati margini di esportazione. Questo scenario potrebbe sostenere una ripresa delle spedizioni di petrolio verso la Cina, principale importatore mondiale di greggio. Un incremento della lavorazione nelle raffinerie cinesi avrebbe quindi effetti non solo sul mercato dei prodotti raffinati, ma anche sulla domanda di petrolio in entrata nel Paese. La dinamica risulta particolarmente rilevante in una fase in cui i prezzi globali del greggio sono influenzati sia dagli sviluppi diplomatici sia dalle nuove tensioni in Medio Oriente.
L’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran e le nuove tensioni sui mercati
L’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran aveva già provocato un’impennata nelle esportazioni di petrolio mediorientale, contribuendo a deprimere i prezzi globali e ad attenuare i timori sull’offerta. Tuttavia, gli attacchi di questa settimana hanno nuovamente destabilizzato i mercati, spingendo i prezzi verso l’alto. Il quadro resta quindi fragile. Da un lato, la ripresa delle esportazioni cinesi di carburanti raffinati può contribuire ad aumentare l’offerta regionale e a contenere le pressioni sui prezzi. Dall’altro, le nuove tensioni geopolitiche continuano a incidere sulla volatilità dei mercati energetici, lasciando aperti interrogativi sull’evoluzione delle forniture nelle prossime settimane.
