Cile, il maltempo colpisce il deserto: piogge eccezionali nel Nord arido provocano vittime e devastazione

Le piogge eccezionali hanno colpito duramente le regioni desertiche di Coquimbo e Atacama, causando esondazioni, frane e gravi danni alle infrastrutture

È di almeno 13 morti e 7 dispersi il bilancio del violento maltempo che ha investito il Cile nelle ultimi giorni. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dalle autorità, oltre 60mila persone risultano ancora isolate a causa dell’interruzione delle principali vie di comunicazione provocata dalle piene dei fiumi e dalle colate di fango. L’ondata di maltempo, iniziata il 15 luglio nel Sud del Paese, ha colpito con particolare intensità le regioni di Coquimbo e Atacama, aree desertiche del nord cileno dove precipitazioni di tale portata rappresentano un evento estremamente raro.

Secondo il Servizio nazionale per la prevenzione e la risposta ai disastri (Senapred), il bilancio provvisorio conta 13 vittime, mentre sono ancora 7 le persone disperse. L’emergenza ha inoltre provocato ingenti danni al patrimonio edilizio: circa 2.800 abitazioni sono state distrutte o hanno riportato gravi danni strutturali e almeno 2.200 persone risultano direttamente colpite dagli effetti del disastro.

Le piogge torrenziali hanno causato la rapida crescita di fiumi e torrenti, che sono esondati trascinando acqua, detriti e fango sulle strade. Numerose arterie sono rimaste impraticabili e diversi centri abitati sono stati completamente isolati. Secondo il Ministro dell’Interno Claudio Alvarado, le precipitazioni sono destinate ad attenuarsi nelle prossime ore. Tuttavia, permane un elevato livello di attenzione per il rischio di nuove piene e smottamenti, soprattutto nelle vallate e lungo i corsi d’acqua ancora ingrossati. Con il graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, il governo concentrerà gli sforzi sull’assistenza alle popolazioni colpite, sul ripristino della rete stradale e dei servizi essenziali, oltre che sulla distribuzione di aiuti umanitari nelle aree ancora isolate.

Per accelerare la gestione dell’emergenza, il presidente José Antonio Kast ha dichiarato lo stato di catastrofe nelle zone interessate. Il provvedimento consente il dispiegamento delle forze armate a supporto delle operazioni di soccorso, una più rapida mobilitazione delle risorse e, se necessario, l’introduzione di limitazioni alla circolazione per garantire la sicurezza della popolazione.