Coldiretti, anche in Calabria vendemmia al via in anticipo tra clima e rincari

Dalle temperature record sfida enologica per le aziende: per i rossi si potrebbe iniziare già a metà agosto

È scattata con dieci giorni di anticipo la vendemmia in Calabria, sotto l’effetto del grande caldo che ha accelerato la maturazione dei grappoli mentre la siccità rappresenta un’incognita per le rese. Mai come quest’anno risulta difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia che comunque si annuncia eccellente e che rappresenta una vera e propria sfida enologica per le aziende, anche in considerazione della concentrazione zuccherina che le temperature record e la siccità stanno per ora determinando nelle uve, evidenzia Coldiretti Calabria.

Vendemmia iniziata a fine luglio

La vendemmia in Calabria è già partita a fine luglio per alcune varietà bianche tra cui Sauvignon Blanc, Chardonnay, Incrocio Manzoni e Traminer. Per le uve destinate alle principali produzioni a denominazione del territorio, invece, la maturazione è attesa più avanti, nel mese di settembre. Il calendario conferma una tendenza ormai evidente: negli ultimi anni l’avvio della raccolta si è progressivamente anticipato. Se in passato le prime operazioni erano orientate intorno ai primi dieci giorni di agosto, oggi, già da alcune annate, si parte a fine luglio, anche per effetto del caldo e dei cambiamenti climatici.

Segnali qualitativi incoraggianti

Le prime indicazioni sulla qualità sono positive, con una maturazione regolare delle uve e minori criticità in campo sul fronte fitosanitario, rispetto ad altre annate. Sul fronte quantitativo, invece, diversi produttori registrano una riduzione delle quantità raccolte. Il quadro conferma un avvio di vendemmia con segnali qualitativi incoraggianti, dentro un contesto produttivo sempre più condizionato dal clima, dall’anticipo delle maturazioni e dalla necessità per le imprese vitivinicole di adattare tempi, organizzazione e scelte agronomiche.

Le sfide del cambiamento climatico e della mancanza di manodopera

Il cambiamento climatico è ormai diventato un fattore strutturale di cui i viticoltori sono costretti a tenere in considerazione nelle strategie aziendali, evidenzia Coldiretti. L’associazione rilancia sul tema della sburocratizzazione, sulla necessità di consolidare i mercati esistenti ma di aprirsi a nuovi e sulla necessità di continuare a investire in un piano di rilancio che tenga conto anche della capacità di raccontare al vino in maniera più efficace anche nei confronti delle nuove generazioni così da rafforzare la competitività di un settore che sta affrontando una fase delicata.

Una ulteriore criticità di cui tener conto è rappresentata dalla difficoltà a reperire manodopera specializzata per le operazioni vendemmiali. Nonostante i passi avanti fatti grazie all’azione della Coldiretti sul fronte dei flussi e le tutele garantite per contrastare le alte temperature, resta la carenza di personale qualificato lamentata da molte aziende. Il vino, come testimoniato dal Vinitaly and the City che si è svolto a Sibari e il cui prossimo appuntamento è a Reggio Calabria l’8 e 9 agosto, è uno dei pilastri della nostra economia agroalimentare – ricorda la Coldiretti – forte anche dei circa 9mila ettari di superficie vitata regionale totale, 19 Indicazioni Geografiche totali: suddivise in 9 DOC ,10 IGT e una DOCG con etichette di assoluto pregio che esaltano la qualità tutto questo  fa il paio con una biodiversità unica al mondo, in particolare con le varietà autoctone.