Creme solari e melanoma, bufera sulle parole del nutrizionista: Iss e medici lanciano l’allarme

Il post sosteneva che una maggiore esposizione al sole proteggesse dal melanoma e che le creme solari aumentassero il rischio di tumori della pelle. Dermatologi, medici di famiglia e Istituto superiore di sanità respingono le affermazioni e avvertono sui possibili rischi per la salute pubblica

È bufera sulle affermazioni diffuse sui social da una nota nutrizionista specializzata in oncologia, secondo la quale “una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma” mentre “le creme solari aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle”. Parole che, in pochissimo tempo, hanno raggiunto centinaia di migliaia di persone, provocando la dura reazione di dermatologi, medici di medicina generale e istituzioni sanitarie. A intervenire sono stati, tra gli altri, la Società italiana di dermatologia Sidemast, la Federazione dei medici di medicina generale e l’Istituto superiore di sanità, che hanno contestato nettamente le conclusioni contenute nel post, parlando di informazioni prive della necessaria contestualizzazione scientifica e potenzialmente pericolose. Il caso ha rapidamente assunto una dimensione nazionale, alimentando il dibattito sulla diffusione delle fake news sanitarie, soprattutto quando riguardano temi delicati come la prevenzione dei tumori della pelle, l’esposizione ai raggi ultravioletti e l’utilizzo delle creme solari.

Il post sulle creme solari supera le 600mila visualizzazioni

Ogni stagione sembra avere la propria fake news e quella che sta infiammando l’estate riguarda proprio il rapporto tra esposizione solare, melanoma e protezione della pelle. Il post, pubblicato domenica su Facebook, ha raggiunto in breve tempo 621.842 visualizzazioni, raccogliendo 1.670 commenti e oltre 12mila like. La piattaforma social lo ha successivamente bloccato, indicandolo come contenente “informazioni false” sulla base del “controllo da parte di fact-checker indipendenti”. L’enorme diffusione del contenuto ha aumentato la preoccupazione degli esperti, soprattutto per il rischio che le affermazioni possano indurre le persone a sottovalutare i pericoli collegati a un’esposizione eccessiva o scorretta al sole oppure a rinunciare all’uso di prodotti destinati alla protezione della pelle. Le dichiarazioni contestate sostengono infatti che “una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma” e che “le creme solari aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle”. Tesi che i rappresentanti delle principali istituzioni sanitarie hanno respinto con fermezza.

I medici di famiglia: “interpretazione selettiva e fuori contesto”

La Federazione dei medici di medicina generale ha deciso di intervenire pubblicamente sulla vicenda, evidenziando i rischi derivanti dalla diffusione di informazioni considerate fuorvianti. Secondo il vice segretario Pier Luigi Bartoletti, i dati citati nel video “sono interpretati in modo selettivo e fuori contesto”, di fatto “contraddicono la letteratura scientifica consolidata”. Il medico richiama quindi lo studio dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, secondo il quale l’80% dei melanomi registrati nel mondo nel 2022 sarebbe attribuibile all’esposizione ai raggi ultravioletti. In termini numerici, si tratta di 267.000 casi su un totale di 332.000. Bartoletti sottolinea inoltre il meccanismo attraverso il quale i raggi ultravioletti possono danneggiare la pelle. I raggi Uv, spiega, “penetrano nelle cellule cutanee causando mutazioni genetiche, le scottature raddoppiano il rischio, specie se subite in età infantile e il 45% dei decessi per melanoma potrebbe essere prevenuto con adeguate precauzioni”. Le dichiarazioni evidenziano quindi l’importanza della prevenzione del melanoma, soprattutto attraverso comportamenti corretti durante l’esposizione al sole e una maggiore attenzione alle scottature, in particolare durante l’infanzia.

Il ruolo dei raggi Uv nello sviluppo del melanoma

Al centro della polemica vi è il rapporto tra l’esposizione ai raggi Uv e l’insorgenza del melanoma. Secondo la letteratura scientifica richiamata dai medici, le radiazioni ultraviolette possono penetrare nelle cellule della pelle e provocare mutazioni genetiche. Particolare attenzione viene dedicata alle scottature solari, che secondo quanto evidenziato raddoppiano il rischio, soprattutto quando vengono subite durante l’età infantile. Il dato citato dalla Federazione dei medici di medicina generale è particolarmente significativo: il 45% dei decessi per melanoma potrebbe essere evitato adottando adeguate precauzioni. La prevenzione passa quindi attraverso una gestione consapevole dell’esposizione solare, evitando gli eccessi e proteggendo la pelle in modo adeguato. Un principio che, secondo gli specialisti, non può essere messo in discussione attraverso interpretazioni parziali o semplificate di singoli studi.

La risposta dei dermatologi: “mistificazione e follia”

Tra i primi a intervenire dopo la pubblicazione del post sono stati i dermatologi, che hanno parlato di “mistificazione e follia”. La Società italiana di dermatologia Sidemast ha ribadito che “l’eccessiva e scorretta esposizione solare è il principale fattore di rischio di tumore alla pelle”. La posizione degli specialisti è quindi netta: il rischio non è legato a una generica esposizione al sole in sé, ma soprattutto a un’esposizione eccessiva, scorretta e non accompagnata dalle necessarie misure di protezione. La Sidemast sottolinea inoltre che la pelle deve essere protetta attraverso una corretta applicazione delle creme solari, respingendo l’idea che tali prodotti possano aumentare il rischio di tumori cutanei.

Creme solari, la Sidemast rassicura sulla sicurezza

Nel proprio intervento, la Società italiana di dermatologia ha fornito chiarimenti anche sul funzionamento e sulla sicurezza delle creme solari autorizzate. Secondo la Sidemast, “quelle autorizzate sono progettate per agire sulla superficie, senza oltrepassarne gli strati superficiali né determinare un assorbimento sistemico”. La precisazione mira a smentire direttamente l’affermazione secondo cui le creme solari potrebbero aumentare il rischio di tutti i tumori della pelle. Gli specialisti ricordano invece che questi prodotti sono destinati a contribuire alla protezione della cute dai danni provocati dalle radiazioni ultraviolette e devono essere applicati correttamente. L’intervento della società scientifica arriva anche per contrastare il rischio che messaggi diffusi attraverso i social possano spingere le persone ad abbandonare comportamenti di prevenzione raccomandati.

L’Istituto superiore di sanità: le creme solari non sono cancerogene

Sulla vicenda è intervenuto anche l’Istituto superiore di sanità, che ha respinto in modo categorico le affermazioni sulla presunta pericolosità delle creme solari. L’Iss afferma: “non è vero che le creme solari facciano male e, tantomeno, che siano cancerogene. Non tutte le opinioni hanno lo stesso valore: per tutelare la salute è importante verificare le fonti e affidarsi alle indicazioni scientifiche”. La posizione dell’Istituto superiore di sanità richiama l’importanza di distinguere tra opinioni personali, interpretazioni di singoli dati e indicazioni fondate su un insieme consolidato di evidenze scientifiche. Il messaggio è rivolto soprattutto alla necessità di verificare l’attendibilità delle fonti prima di modificare comportamenti che riguardano direttamente la salute.

L’allarme per la diffusione delle fake news sanitarie

La vicenda riporta in primo piano il problema della diffusione delle fake news in ambito sanitario, particolarmente delicato quando le informazioni riguardano la prevenzione oncologica. Il post ha raggiunto oltre 600mila visualizzazioni prima di essere bloccato dalla piattaforma. Una diffusione così ampia dimostra quanto rapidamente una tesi controversa possa entrare nel dibattito pubblico e influenzare i comportamenti individuali. Per i medici di famiglia, il contenuto rappresenta un “pericolo per la salute pubblica”, proprio perché potrebbe spingere una parte degli utenti a esporsi maggiormente al sole senza le opportune precauzioni o a considerare dannosi i prodotti per la protezione solare. Secondo gli esperti, il riferimento a uno studio scientifico non è sufficiente a rendere corretta una conclusione, soprattutto quando i dati vengono estrapolati dal contesto generale o presentati senza considerare la letteratura scientifica consolidata.

Melanoma e prevenzione, il richiamo alle indicazioni scientifiche

Il confronto nato intorno alle affermazioni della nutrizionista si trasforma così in un richiamo generale alla prudenza nella comunicazione dei temi sanitari. Dermatologi, medici di famiglia e Istituto superiore di sanità concordano nel sottolineare che l’eccessiva esposizione solare rappresenta un importante fattore di rischio per i tumori della pelle e che le creme solari autorizzate non sono cancerogene. Le scottature, soprattutto durante l’infanzia, possono aumentare il rischio di melanoma, mentre l’adozione di adeguate precauzioni potrebbe contribuire a prevenire una quota significativa dei decessi legati alla malattia. La polemica, alimentata dai numeri raggiunti dal post e dalla successiva segnalazione di Facebook, evidenzia infine quanto sia importante comunicare correttamente i risultati delle ricerche scientifiche, evitando interpretazioni selettive e conclusioni che possano mettere in discussione comportamenti fondamentali per la tutela della salute.