La crisi energetica a Cuba raggiunge questo venerdì un nuovo livello critico, con un impatto record degli “apagones”, i blackout che da mesi condizionano la vita sull’isola. Secondo quanto riferito dall’azienda statale Union Eléctrica, nelle ore di punta le interruzioni di corrente interesseranno il 71% delle utenze del Paese. A rendere ancora più grave la situazione è un nuovo guasto alla centrale termoelettrica Antonio Guiteras, una delle maggiori di Cuba, che si aggiunge a un quadro già compromesso dalla carenza di forniture petrolifere e dallo stato vetusto delle infrastrutture energetiche.
Blackout a Cuba, impatto record nelle ore di punta
L’isola di Cuba registra questo venerdì un impatto senza precedenti degli “apagones”, termine con cui vengono indicati i blackout che si susseguono da mesi nel Paese. La previsione diffusa da Union Eléctrica indica che le interruzioni colpiranno il 71% delle utenze nelle ore di maggiore consumo. Il dato fotografa la gravità di una crisi energetica che non riguarda più episodi isolati, ma un sistema elettrico sottoposto a una pressione crescente. Nelle ore di punta, quando la domanda raggiunge il livello più alto, la capacità di generazione disponibile risulta ampiamente insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale.
Union Eléctrica: solo 944 MW disponibili contro una domanda di 3.150 MW
Secondo i dati forniti dall’azienda statale Union Eléctrica, per venerdì è prevista una capacità di generazione di soli 944 megawatt. Il picco di domanda stimato per le ore di punta è invece pari a 3.150 megawatt, con un deficit previsto di 2.206 megawatt. Lo squilibrio tra energia disponibile e richiesta spiega l’estensione dei blackout a Cuba, destinati a interessare una quota molto ampia delle utenze. La differenza tra capacità di produzione e domanda evidenzia una condizione di emergenza strutturale, nella quale il sistema elettrico non riesce a coprire il fabbisogno dell’isola.
Nuovo guasto alla centrale Antonio Guiteras
Ad aggravare ulteriormente il quadro è il nuovo guasto alla centrale termoelettrica Antonio Guiteras, considerata una delle maggiori del Paese. Il problema tecnico alla struttura arriva in un momento già segnato da una disponibilità energetica ridotta e contribuisce ad ampliare il deficit previsto per le ore di maggiore consumo. La centrale Antonio Guiteras rappresenta un nodo importante del sistema di generazione cubano. Il suo malfunzionamento si inserisce in una situazione già fragile, caratterizzata da impianti datati e da infrastrutture che da tempo mostrano limiti significativi nella capacità di garantire continuità al servizio elettrico.
Crisi energetica aggravata dalle forniture petrolifere
La crisi energetica cubana è in corso da tempo ed è legata anche allo stato vetusto delle centrali e dell’infrastruttura elettrica dell’isola. Tuttavia, la situazione si è aggravata a partire da gennaio a causa dell’embargo petrolifero statunitense, indicato come uno dei fattori che hanno inciso sulla disponibilità di energia. Il blocco delle forniture petrolifere imposto dagli Stati Uniti viene richiamato tra gli elementi che hanno peggiorato il quadro energetico del Paese. Si tratta di una misura che le Nazioni Unite hanno definito contraria al diritto internazionale.


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