Cuba è sprofondata nuovamente nel buio a causa del terzo blackout nazionale dall’inizio dell’anno, un’emergenza che aggrava ulteriormente la crisi energetica innescata, da gennaio, dall’interruzione delle forniture di petrolio. La compagnia elettrica statale Union Electrica (Une) ha annunciato a mezzogiorno il “blocco totale” del sistema elettrico nazionale, lasciando senza corrente i 9,6 milioni di abitanti dell’isola. Si tratta dell’8° blackout su scala nazionale registrato dalla fine del 2024.
La carenza di carburante rende più difficile il ripristino della rete elettrica. La mancanza di combustibile complica indubbiamente il processo di ripristino, ha dichiarato alla televisione di Stato Lazaro Guerra, direttore del settore elettrico del Ministero dell’Energia e delle Miniere, senza indicare tempi certi per il ritorno alla normalità.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha attribuito la responsabilità della crisi alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. “Mentre gli Stati Uniti tentano di fomentare disordini sociali strangolando Cuba bloccando l’accesso al carburante, l’Une si sta mobilitando per contrastare il collasso del Sistema Elettrico Nazionale“, ha affermato il capo dello Stato, definendo inoltre “eroico” il lavoro dei tecnici e degli elettricisti impegnati a ripristinare la rete.


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